Ceuta, 57 vittime e 50mila ingressi, l'Italia pronta a sospendere Schengen con la Spagna
Circa 50mila migranti hanno raggiunto Ceuta in poche ore e almeno 57 sono morti in mare. L'Italia annuncia la disponibilità a sospendere Schengen con la Spagna, la Finlandia valuta la stessa misura e Madrid convoca l'ambasciatore italiano.

Circa 50mila migranti hanno raggiunto Ceuta in poche ore e almeno 57 sono morti in mare. L'Italia annuncia la disponibilità a sospendere Schengen con la Spagna, la Finlandia valuta la stessa misura e Madrid convoca l'ambasciatore italiano.
L'emergenza migratoria nell'enclave spagnola di Ceuta è precipitata in una crisi senza precedenti: circa 50mila persone hanno varcato nelle ultime ore il confine con il Marocco, secondo il ministero dell'Interno spagnolo, e circa la metà è già rientrata in patria. Il governatore locale Juan Jesus Vivas aveva parlato di 60mila arrivi. È la più grave ondata dal maggio 2021, quando in 48 ore erano entrate oltre diecimila persone. La cifra vale da sola circa la metà dei residenti dell'enclave, 83.600 in tutto, e ha trasformato le strade della città in un dormitorio a cielo aperto.
Il flusso non si è fermato durante la notte: fonti della polizia locale riferiscono di un passaggio costante di persone, con arrivi proseguiti anche nella mattinata. Molti migranti hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto o a bordo di gommoni e materassini, accolti tra urla di gioia, mentre centinaia di persone sono entrate a mezzogiorno sotto lo sguardo della Guardia Civil. I sindacati di polizia denunciano una gestione ormai insostenibile. Anche a Melilla, l'altra enclave spagnola in Marocco, le autorità hanno registrato l'ingresso di 300-400 persone nella serata precedente. Insieme, Ceuta e Melilla rappresentano l'unico confine terrestre tra l'Unione Europea e il continente africano.
Di fronte all'aggravarsi della pressione, Madrid ha deciso di rinforzare il dispositivo. Dal ministero dell'Interno è stato disposto l'invio immediato di decine di agenti supplementari, otto sommozzatori specializzati, nuove imbarcazioni di pattuglia e droni di ultima generazione per il monitoraggio aereo e marittimo. L'obiettivo è intercettare i tentativi di attraversamento a nuoto lungo la scogliera del Tarajal ed evitare nuove tragedie in mare.
La tragedia, però, è già gravissima. Il bilancio delle vittime tra i migranti che hanno tentato la traversata a nuoto è salito ad almeno 57, dopo il ritrovamento di altri sei corpi vicino alla diga frangiflutti. Si tratta del numero più alto mai registrato: il precedente record risaliva al 2015, con 46 morti. Nel solo mese di luglio, 30 persone sono annegate mentre cercavano di raggiungere la città.
La crisi ha assunto subito una dimensione politica europea. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social parlando di immagini «impressionanti» e di una «minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei». Dopo un confronto con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, Meloni ha annunciato la convocazione degli organismi preposti e la disponibilità a ricorrere a «strumenti straordinari», inclusa la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. «Non arretreremo di un millimetro», ha scritto, ribadendo la linea del governo su rimpatri efficaci e lotta ai trafficanti.
La mossa italiana ha innescato un effetto domino. Anche la Finlandia sta valutando la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna a causa della crisi di Ceuta, come confermato dalla ministra dell'Interno Mari Rantanen. La gestione della frontiera iberica rischia così di diventare un caso politico a livello comunitario, mentre lo scontro diplomatico tra Roma e Madrid è ormai aperto.
La tensione è esplosa dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha criticato la decisione di Madrid di concedere la cittadinanza a più di 500mila immigrati irregolari e si è detto favorevole alla chiusura di Schengen. La risposta del governo spagnolo non si è fatta attendere: il ministero degli Esteri ha definito le parole di Tajani «indegne», accusando l'Italia di fare «demagogia partitica» invece di mostrare solidarietà europea. L'ambasciatore italiano in Spagna è stato ufficialmente convocato a Madrid.
Nel frattempo, a Ceuta la situazione resta critica. Il primo ministro Pedro Sánchez, in visita nella città, ha respinto la pressione definendola un «attacco» e una «violazione dell'integrità territoriale della Spagna», assicurando il sostegno del governo alla popolazione locale. Le strade continuano a riempirsi e il passaggio dal Marocco prosegue, mentre l'Europa osserva quel lembo di terra che separa i due continenti.
