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Franco Baresi, leggenda del Milan e della Nazionale, è morto a 66 anni
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Franco Baresi, leggenda del Milan e della Nazionale, è morto a 66 anni

Il Milan piange Franco Baresi, storico capitano e simbolo del numero 6, morto a 66 anni dopo una malattia. Con l'Italia fu campione del mondo nel 1982; l'ultima apparizione pubblica era stata da tedoforo alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Aggiornato 31 Июл, 12:155 min
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Il Milan piange Franco Baresi, storico capitano e simbolo del numero 6, morto a 66 anni dopo una malattia. Con l'Italia fu campione del mondo nel 1982; l'ultima apparizione pubblica era stata da tedoforo alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Il Milan piange il suo storico capitano. Franco Baresi, simbolo del numero 6 rossonero e vicepresidente onorario del club, è morto oggi a 66 anni dopo una malattia. L'ultima immagine pubblica risaliva a pochi mesi fa, quando aveva partecipato da tedoforo alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, visibilmente provato dalle cure per un tumore al polmone.

Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, l'8 maggio 1960, Baresi ha legato l'intera carriera al Milan, dove ha giocato per venti stagioni. In rossonero ha collezionato 719 presenze, secondo solo a Paolo Maldini nella classifica dei giocatori più presenti nella storia del club. L'esordio era arrivato in giovane età: il 23 aprile 1978 a Verona, quando aveva meno di diciotto anni. L'ultima partita è stata giocata il 1° giugno 1997 contro il Cagliari, nel suo San Siro. Dopo il ritiro dall'attività agonistica, la società ha deciso di ritirare per sempre la maglia numero 6.

La carriera di Baresi era cominciata quasi per caso. A dodici anni si era presentato a un provino dell'Inter, che però lo aveva scartato giudicandolo troppo gracile. Fu Italo Galbiati a intuirne il talento e a portarlo nelle giovanili del Milan. Proprio la sua corporatura minuta ispirò a un massaggiatore rossonero il soprannome «el Piscinin», mentre il paragone con Franz Beckenbauer gli valse il soprannome «Kaiser Franz», consacrandolo tra le più grandi bandiere e i più forti interpreti del ruolo di libero nella storia del calcio.

Dotato di straordinaria visione di gioco, tecnica e scatto, Baresi poteva essere impiegato anche come centrocampista, ruolo che gli fu affidato da Enzo Bearzot in Nazionale. Nel 1989 sfiorò il Pallone d'Oro, chiudendo secondo alle spalle del compagno di squadra Marco van Basten. Con la maglia del Milan ha vinto sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe UEFA e quattro Supercoppe Italiane. Insieme a Mauro Tassotti, Paolo Maldini e Alessandro Costacurta ha formato uno dei reparti difensivi più forti della storia del calcio mondiale.

In azzurro Baresi ha militato per tredici anni, indossando la fascia di capitano dal 1991 al 1994. Ha partecipato ai Mondiali di Spagna 1982, vinti dall'Italia, a quelli di Italia 1990 e agli Stati Uniti 1994, chiusi al secondo posto dopo una finale giocata da capitano. Ha preso parte anche agli Europei del 1980 in Italia e del 1988 in Germania Ovest. La sua parabola lo ha reso un punto di riferimento per generazioni di tifosi e di difensori.

Il club ha voluto ricordarlo con un comunicato carico di commozione. «La storia del Milan è in lacrime per la scomparsa di Franco Baresi», si legge nel messaggio pubblicato con la scritta «Per sempre Capitano». «Il suo esempio e la sua profondità saranno per sempre, come la sua maglia numero 6, parte integrante e fondamentale del Dna e del cammino di tutto il Club». Il Milan ha rivolto le condoglianze alla famiglia, aggiungendo che ogni tifoso rossonero le fa a sé stesso in un'ora così dura.

«Non è semplice comunicare la perdita di un battito del nostro cuore, di uno dei respiri della nostra anima», prosegue il testo. «Tutto il Milan e tutti i milanisti devono provare a essere all'altezza di Franco Baresi: bisogna farsi forza e raccogliere tutte le energie utili, pur fra le lacrime e la commozione di un momento che pesa tantissimo». Il messaggio si chiude con un pensiero all'ultima apparizione pubblica. «Franco ci ha lasciati — ha concluso il club — dopo averci regalato solo pochi mesi fa l'ultima grande, orgogliosa immagine di sé in uno stadio gremito, collegato con tutto il mondo, per una cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali milanesi che lui ha reso storica». E ancora: «Abbracciamo tutti uniti il ricordo gigantesco di Franco, sapendo che ci terrà sempre per mano e che ci darà una motivazione in più per ogni istante della nostra vita rossonera. Per sempre. Perché Baresi è per sempre».

La scomparsa di Baresi lascia un vuoto profondo nel mondo del calcio italiano e internazionale. Il suo nome resta legato a un'idea di appartenenza e di fedeltà alla maglia, ma anche a una tradizione difensiva che ha fatto scuola in Europa e nel mondo. Per i tifosi del Milan, il numero 6 continuerà a essere il simbolo di un capitano che non ha mai smesso di rappresentare i valori del club, fino all'ultimo gesto pubblico davanti allo stadio gremito e alle telecamere di tutto il mondo.