Heineken Italia e l'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif) hanno avviato a Massafra, in provincia di Taranto, il progetto «Valore Acqua», un'iniziativa congiunta per ridurre la pressione sulla falda acquifera della Murgia e rafforzare la gestione sostenibile della risorsa idrica in Puglia. La regione è tra le aree italiane più esposte agli effetti della siccità e del cambiamento climatico, con riserve negli invasi scese sotto il 50% della media dell'ultimo decennio.

Il cuore dell'intervento è la riattivazione di una vasca di accumulo da 10.000 metri cubi, attualmente inutilizzata, situata nei pressi di Contrada Borgo Perrone. La vasca sarà alimentata da acque superficiali provenienti dal sistema collegato al fiume Bradano e alla diga di San Giuliano, in Basilicata. Una volta rimessa in funzione, l'infrastruttura consentirà di distribuire acqua all'area agricola circostante, sostituendo parte dei prelievi oggi effettuati dal sottosuolo. Il completamento dei lavori è previsto entro il primo trimestre del 2028, cui seguiranno le fasi di collaudo e certificazione.

L'obiettivo dichiarato è alleggerire i prelievi dalla falda carsica della Murgia, una delle principali riserve di acqua dolce della regione, oggi sottoposta a una pressione crescente a causa della riduzione delle precipitazioni e dell'indebolimento dei processi naturali di ricarica. Il rischio, in queste aree, è anche quello dell'intrusione salina, un fenomeno che può compromettere qualità e disponibilità dell'acqua per usi agricoli, produttivi e civili. Meno pressione sulla falda significa, quindi, anche maggiore tutela dei suoli e delle colture.

Secondo le stime comunicate da Heineken Italia, il progetto potrà generare un beneficio idrico pari a 318.000 metri cubi d'acqua all'anno, volume paragonabile a quasi 130 piscine olimpioniche. Si tratta di acqua che non verrà più attinta dalla falda acquifera della Murgia, grazie alla sostituzione di una parte dei prelievi con risorsa superficiale già presente sul territorio. Il gruppo rivendica anche il percorso avviato nei propri stabilimenti: dal 2010 il consumo di acqua per ettolitro di birra prodotto è stato ridotto del 60%, passando da 7 litri d'acqua per un litro di birra ai 2,9 litri attuali.

Il progetto «Valore Acqua» nasce nel territorio di Massafra, dove si trova uno dei quattro birrifici italiani del gruppo Heineken Italia, e punta a recuperare infrastrutture già esistenti per utilizzare meglio l'acqua superficiale disponibile. Non una nuova grande opera, dunque, ma il recupero di ciò che già esiste. La cornice è quella dello stress idrico: l'Italia è tra i maggiori consumatori di acqua in Europa e, negli ultimi decenni, la disponibilità complessiva della risorsa si è ridotta di circa il 20% per effetto del cambiamento climatico.

«Per Heineken Italia la sostenibilità è una leva strategica che orienta il nostro modo di fare impresa e di creare valore nel lungo periodo», ha dichiarato Alexander Koch, amministratore delegato di Heineken Italia. La tutela delle risorse naturali, ha aggiunto, «è una responsabilità che va oltre i confini dei nostri birrifici» e richiede innovazione, collaborazione e una visione di lungo periodo. Parole misurate, in una fase in cui l'acqua è diventata anche un fattore di competitività per agricoltura e industria.

Il progetto è stato sviluppato con Arif, soggetto pubblico regionale che opera sulle attività irrigue e forestali. Per Francesco Sisci, direttore generale dell'Agenzia, la gestione sostenibile della risorsa idrica è «una delle sfide più importanti» per la Puglia, soprattutto in un contesto segnato dagli effetti del cambiamento climatico e dalla pressione crescente sulla disponibilità d'acqua. Investire sulle infrastrutture esistenti, ha spiegato, assume quindi un valore strategico per il sistema agricolo.

Sulla stessa linea Leo Gasparri, Sustainability Manager di Heineken Italia, che ha definito «Valore Acqua» «un esempio concreto» di collaborazione tra impresa e istituzioni. L'obiettivo, ha precisato, è aumentare la disponibilità complessiva d'acqua a livello territoriale, generando un beneficio condiviso per comunità, agricoltura ed ecosistemi. Il progetto viene presentato come un pilota da osservare e, se i risultati saranno confermati, da adattare anche ad altri territori italiani alle prese con siccità, falde sotto pressione e necessità di nuove forme di resilienza idrica.