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L’Italia sospende Schengen con la Spagna dopo l’assalto a Ceuta
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L’Italia sospende Schengen con la Spagna dopo l’assalto a Ceuta

L’Italia sospende per un mese l’accordo di Schengen con la Spagna dopo l’assalto di migranti a Ceuta. Il Viminale ripristina i controlli alle frontiere, mentre Madrid, Bruxelles e le opposizioni attaccano la decisione del governo.

Aggiornato 01 Авг, 00:045 min
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L’Italia sospende per un mese l’accordo di Schengen con la Spagna dopo l’assalto di migranti a Ceuta. Il Viminale ripristina i controlli alle frontiere, mentre Madrid, Bruxelles e le opposizioni attaccano la decisione del governo.

L’Italia ha sospeso per un mese l’accordo di Schengen con la Spagna, ripristinando i controlli sui cittadini extraeuropei in arrivo da porti e aeroporti iberici. La decisione del governo guidato da Giorgia Meloni è stata presentata come una misura necessaria a «tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra nazione» dopo le immagini dell’assalto di migranti all’enclave spagnola di Ceuta, sulla costa africana e al confine con il Marocco.

Secondo il Viminale si tratterà di verifiche «mirate e selettive» effettuate dalla polizia di frontiera. Gli spagnoli e gli altri cittadini europei in viaggio verso l’Italia non subiranno aggravi burocratici, mentre nulla cambia per chi dall’Italia si reca in Spagna. La sospensione resterà in vigore per un mese, in coincidenza con il primo weekend di agosto, e la premier ha assicurato che durerà «solo per il tempo necessario», con particolare attenzione a limitare l’impatto sui flussi turistici estivi.

La misura, firmata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stata decisa dopo una riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere e una serie di contatti internazionali della presidente del Consiglio. A Palazzo Chigi si analizzano le cause dell’esplosione della crisi a Ceuta, dalla visita del presidente spagnolo Pedro Sánchez in Algeria all’asse tra Marocco e Israele. Nell’esecutivo si ritiene che l’operazione sia stata orchestrata e si teme che possa aprirsi una rotta via mare verso l’Italia. Tre anni fa Roma aveva già sospeso Schengen con la Slovenia per fermare le migrazioni sulla rotta balcanica, inizialmente per dieci giorni e poi per mesi.

La premier ha insistito sulla dimensione esterna della gestione dei flussi e ha ricordato l’efficacia di strumenti come il memorandum Ue-Tunisia. Ha inoltre ribadito che l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione. La scelta trova il sostegno del vicepremier Antonio Tajani, che l’ha definita «una scelta necessaria», e di Matteo Salvini, secondo cui «passa la linea della Lega». Anche la premier danese Mette Frederiksen si sarebbe detta favorevole alla sospensione della Spagna da Schengen, mentre Emmanuel Macron ha espresso «solidarietà» a Sánchez.

La reazione di Madrid è stata immediata. Pedro Sánchez ha osservato che «solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto per i Trattati Ue no», citando i dati Frontex secondo cui tra il 2021 e il 2026 l’Italia è stata la prima porta di ingresso per immigrati irregolari nell’Unione, con 478.600 arrivi. Anche Bruxelles ha risposto in modo freddo: la situazione a Ceuta è «inaccettabile», ma «non risultano flussi» dall’enclave, che come Melilla è «una frontiera esterna» già sottoposta ai controlli necessari. Nelle prossime ore la presidenza di turno irlandese convocherà una riunione del meccanismo integrato di risposta alle crisi politiche, mentre lunedì il Coreper valuterà gli sviluppi e il coordinamento.

In Italia le opposizioni attaccano. La segretaria del Pd Elly Schlein accusa il governo di avere «abbandonato l’Italia e gli italiani» e di essersi ridotto «ad agente di Trump in Europa». Il leader del M5s Giuseppe Conte parla di «operazione di sciacallaggio» spinta dalla «psicosi Vannacci» e ricorda che nell’estate 2023 Meloni implorava Ursula von der Leyen di venire a Lampedusa, con seimila sbarchi in un solo giorno. Conte ha aggiunto che da quando governa Meloni si sono registrati 326mila sbarchi, a fronte di rimpatri «modestissimi». Riccardo Magi di +Europa definisce la sospensione senza senso, visto il regime di controllo che vige con Ceuta, «che è in Africa e non in Europa». Per Avs, infine, il governo «mente, alimenta paura e cerca un nemico».

La crisi alla frontiera spagnola resta aperta. Secondo quanto riferito da Conte, circa 40mila persone sarebbero già state rimpatriate in poco meno di 48 ore dopo l’assalto. Il governo italiano segue gli sviluppi e attende di capire come si muoverà la presidenza irlandese dell’Ue, mentre resta alta la tensione politica interna sulla gestione dei flussi migratori.