Quasi duemila migranti raggiungono a nuoto Ceuta, Roma valuta la sospensione di Schengen con la Spagna
L’enclave spagnola di Ceuta è in emergenza dopo l’arrivo di circa duemila migranti via mare dal Marocco. Nove i corpi recuperati, venti i dispersi. Il governo di Madrid ha mobilitato l’esercito, mentre l’Italia valuta di sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna.

L’enclave spagnola di Ceuta è in emergenza dopo l’arrivo di circa duemila migranti via mare dal Marocco. Nove i corpi recuperati, venti i dispersi. Il governo di Madrid ha mobilitato l’esercito, mentre l’Italia valuta di sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna.
Una colonna di centinaia di persone si è allungata lungo la costa di Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco: quasi duemila migranti hanno superato a nuoto il confine, scatenando una grave emergenza umanitaria. Nove corpi di annegati sono già stati recuperati, mentre una ventina di persone risultano disperse. La situazione ha spinto il governo italiano a valutare la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna, una misura che il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha già definito «favorevole» in un messaggio su X.
Le autorità locali di Ceuta hanno dichiarato il collasso dei centri di accoglienza, con un sovraffollamento stimato al 2.400% della capacità. Centinaia di migranti, in gran parte giovani e minorenni, sono costretti a dormire per strada. Il leader del territorio, Juan Jesús Vivas, aveva chiesto al governo di Madrid di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, richiesta che è stata respinta. Il governo centrale ha invece deciso di mobilitare l’esercito in supporto della Guardia Civil per rafforzare i controlli alla frontiera terrestre con il Marocco.
Questa crisi migratoria richiama alla memoria quella del maggio 2021, quando oltre ottomila persone avevano varcato il confine di Ceuta in soli due giorni. Secondo i dati diffusi dalle autorità locali, negli ultimi dodici mesi più di sessantadue persone sono morte mentre tentavano di raggiungere a nuoto l’enclave. Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha accusato le reti di traffico di esseri umani di sfruttare una sentenza della Corte Suprema spagnola dello scorso luglio, che limita i respingimenti immediati dei migranti intercettati durante la traversata a nuoto.
Spagna e Marocco hanno già raggiunto un accordo per il rimpatrio dei migranti entrati illegalmente a Ceuta nelle ultime ore. Lo riferisce il portale marocchino «Hespress», citando una fonte informata. Secondo l’intesa, tutti coloro che sono stati identificati come entrati irregolarmente nell’enclave saranno riammessi in Marocco nell’ambito della cooperazione bilaterale tra Rabat e Madrid. Marlaska ha sottolineato che i trafficanti avrebbero incoraggiato soprattutto giovani e minori a tentare la traversata, approfittando della recente sentenza.
La decisione italiana di valutare la sospensione di Schengen con la Spagna è stata confermata da fonti di Palazzo Chigi. Tajani ha dichiarato su X: «L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, a oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di esseri umani».
L’accordo di Schengen si applica integralmente al territorio spagnolo, comprese Ceuta e Melilla, ma con norme speciali. Secondo quanto chiarito più volte dalla Commissione europea, chiunque entri nell’enclave, regolarmente o meno, non può uscire liberamente verso la Spagna peninsulare o altri Paesi Schengen senza essere sottoposto a controlli di identità e documentali. La recente sentenza della Corte Suprema spagnola ha stabilito che i respingimenti immediati alla frontiera sono consentiti solo per chi tenta di superare barriere fisiche, come le recinzioni, e non per chi arriva via mare. Questa distinzione ha aperto una breccia giuridica che i trafficanti sembrano aver prontamente sfruttato.
La situazione a Ceuta resta tesa, con i centri di accoglienza saturi e centinaia di persone ancora in strada. Le autorità locali chiedono un intervento più deciso da Madrid, mentre la cooperazione tra Spagna e Marocco prosegue per gestire i rimpatri e prevenire nuovi arrivi di massa.
