Richard Gere critica il modello Albania: «Un precedente spaventoso per l'Europa»
L'attore americano, che vive in Spagna, attacca la gestione italiana dell'immigrazione: «La sicurezza non può andare a discapito della dignità umana». Il riferimento è ai centri per migranti in Albania.

L'attore americano, che vive in Spagna, attacca la gestione italiana dell'immigrazione: «La sicurezza non può andare a discapito della dignità umana». Il riferimento è ai centri per migranti in Albania.
Richard Gere torna a far sentire la sua voce sul tema dell'immigrazione e lo fa puntando il dito contro la gestione italiana. L'attore americano, che da anni vive in Spagna con la moglie, ha definito il cosiddetto «modello Albania» un «precedente spaventoso per l'Europa», sottolineando come la sicurezza non possa mai essere invocata a discapito della dignità umana.
La dichiarazione arriva in un momento in cui il dibattito sulle politiche migratorie italiane ed europee è particolarmente acceso. Il modello Albania, voluto dal governo italiano, prevede l'apertura di centri di accoglienza e trattenimento in territorio albanese per i migranti soccorsi in mare nel Mediterraneo centrale, con l'obiettivo di gestire i flussi migratori al di fuori dei confini nazionali. Una scelta che ha suscitato non poche polemiche a livello internazionale, dividendo opinioni pubbliche e istituzioni.
Gere, noto per il suo impegno umanitario e per le sue posizioni progressiste, non è nuovo a prese di posizione su temi sociali e politici. La sua critica si inserisce in un più ampio appello al rispetto dei diritti fondamentali delle persone migranti, che secondo l'attore non possono essere sacrificati sull'altare della sicurezza nazionale. «La sicurezza non può andare a discapito della dignità umana», ha ribadito, lanciando un monito che supera i confini italiani per rivolgersi all'intera Unione Europea.
Il «modello Albania» rappresenta, secondo Gere, un pericoloso precedente perché rischia di normalizzare l'esternalizzazione delle procedure di asilo e di indebolire il sistema di protezione internazionale. Se altri Paesi europei dovessero seguire l'esempio italiano, l'Unione si troverebbe a fare i conti con una frammentazione delle politiche migratorie e con una riduzione delle tutele per chi cerca protezione.
La posizione dell'attore si allinea con quella di numerose organizzazioni per i diritti umani, che hanno espresso preoccupazione per le condizioni dei centri in Albania e per le procedure di trattenimento. Le critiche riguardano in particolare la possibilità che i migranti vengano privati della libertà personale senza adeguate garanzie giuridiche e la mancanza di trasparenza sulla gestione dei centri.
Non è la prima volta che Gere interviene su questioni legate all'immigrazione e ai diritti umani. Nel corso degli anni, l'attore ha sostenuto campagne per i rifugiati e ha più volte invitato i governi a politiche più accoglienti. La sua voce si aggiunge a quella di altri artisti e intellettuali che hanno criticato l'approccio italiano ed europeo alla gestione dei flussi migratori.
La dichiarazione di Gere arriva mentre in Italia il dibattito politico sull'immigrazione resta centrale, con il governo impegnato a difendere il modello Albania e le opposizioni che ne chiedono una revisione. Sul piano europeo, la discussione su come riformare il sistema di asilo e sulla solidarietà tra Stati membri è ancora aperta, e le parole dell'attore potrebbero alimentare ulteriormente il confronto.
Il messaggio di Gere è chiaro: la sicurezza è un diritto, ma non può diventare un alibi per violare la dignità delle persone. Un principio che, secondo l'attore, dovrebbe guidare le scelte politiche di tutti i Paesi europei, Italia compresa.
3
