Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha lanciato un’analisi netta sullo stato della politica continentale, affermando che la sinistra europea è ormai «implosa» e che il compito di rifondare l’Unione spetta alle forze di destra, con la guida della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dell’Italia. In un’intervista rilasciata a Libero Quotidiano, il ministro ha sostenuto che la sinistra, in tutte le sue declinazioni — laburista, socialdemocratica, socialista — appare come «la retroguardia del passato» e non ha risposte alle sfide che l’Europa deve affrontare.
Urso ha sottolineato che la crisi della sinistra è di natura culturale, politica e talvolta anche morale, e che tocca alla destra raccogliere l’eredità, se lo vorranno gli elettori. Il riferimento al «modello italiano» è stato esplicito: il ministro ha ricordato che nel 2025 si voterà in Spagna, Francia, Polonia, in buona parte dei Länder tedeschi e forse in Romania, e che in tutti questi Paesi le forze alternative alla sinistra stanno accrescendo i propri consensi, con l’Italia come esempio trainante.
Passando al fronte interno, il ministro ha affrontato la questione della stabilità del governo. Nonostante le recenti tensioni parlamentari e il fenomeno dei cosiddetti «franchi tiratori», Urso ha escluso che la maggioranza sia minata: «Non certo la solidità del Governo, che è coeso e determinato, anche grazie alla forte leadership di Giorgia Meloni. Siamo tutti consapevoli che la stabilità è il vantaggio competitivo del Paese in un contesto in cui domina l’incertezza», ha dichiarato. Quanto alla possibilità di elezioni anticipate, il ministro ha chiarito che la scadenza naturale è ottobre 2027, anche se si ipotizza un voto qualche mese prima per evitare la coincidenza con la legge di bilancio, ma ha definito questa ipotesi «più un esercizio di scuola».
Urso ha poi parlato delle sue iniziative legali legate alla trasmissione Report. Il ministro ha spiegato di non aver denunciato personalmente il giornalista Valter Lavitola, ma di aver dato mandato ai suoi legali di aggiungere elementi al procedimento giudiziario già in corso nei confronti di Gioele Magaldi. «Sulla sua testimonianza, poi rivelatasi del tutto infondata, fu artatamente costruita la trasmissione di Report in cui mi si accusava di aderire alla massoneria internazionale», ha affermato Urso, ricordando che lo stesso conduttore Ranucci fu costretto a scusarsi «per il disagio arrecato». Il ministro ha anche sollecitato la ricostituzione della Commissione di Vigilanza Rai, definendo la sua mancata operatività «un vulnus estremamente grave» che pregiudica l’esercizio della funzione parlamentare di controllo sul servizio pubblico.
Sul fronte economico, il ministro ha tracciato un bilancio positivo dell’azione di governo. Nonostante la guerra nel Golfo, i conflitti a Gaza e in Libano e la guerra in Ucraina, «il Sistema Italia tiene, tra lo stupore di molti». Urso ha citato dati concreti: l’Italia è diventata il quarto Paese esportatore al mondo, gli investimenti esteri crescono, lo scorso anno si è registrato un incremento di quasi 57mila imprese, 1,2 milioni di occupati in più rispetto all’inizio della legislatura, la disoccupazione ridotta al 5% (minimo storico) e il potere d’acquisto delle famiglie aumentato del 4,7%.
Per quanto riguarda l’energia, il ministro ha annunciato che, se la guerra dovesse perdurare, saranno necessari altri interventi emergenziali sia sui carburanti sia sulla produzione di elettricità. Nel prossimo decreto Imprese, ha anticipato, verrà dato ulteriore impulso alle rinnovabili — la cui produzione è aumentata del 40% in questi anni — e si punterà ad accelerare sul nucleare civile, in particolare sui piccoli reattori modulari, sicuri e puliti, che potrebbero essere operativi entro il 2035. «Dobbiamo mettere in sicurezza energetica il Paese, riducendo la dipendenza dall’estero, con un mix di rinnovabili e nucleare», ha concluso Urso.