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Bologna ricorda la strage del 2 agosto, Mattarella parla di «strategia neofascista contro la democrazia»
Politica

Bologna ricorda la strage del 2 agosto, Mattarella parla di «strategia neofascista contro la democrazia»

Nel 46esimo anniversario dell'attentato alla stazione di Bologna, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda le 85 vittime e definisce la strage il segno di una strategia neofascista contro libertà e democrazia. I familiari chiedono la piena applicazione della legge sui risarcimenti.

Aggiornato 02 Авг, 12:134 min
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Nel 46esimo anniversario dell'attentato alla stazione di Bologna, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda le 85 vittime e definisce la strage il segno di una strategia neofascista contro libertà e democrazia. I familiari chiedono la piena applicazione della legge sui risarcimenti.

Bologna ha commemorato il quarantaseiesimo anniversario della strage del 2 agosto 1980, l'attentato terroristico più grave della storia repubblicana, costato la vita a 85 persone e il ferimento di altre 200. Il tradizionale corteo è partito da piazza Nettuno, a pochi metri dal Comune, per raggiungere la stazione centrale, luogo della bomba. In contemporanea, a Palazzo d'Accursio si è svolta la cerimonia istituzionale con i familiari delle vittime, il sindaco Matteo Lepore e il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni, inviato dal governo.

Nel corteo, insieme alle istituzioni, hanno sfilato anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Tra i partecipanti c'erano anche i familiari di Abderrahim Fakir, l'uomo morto a 43 anni nel quartiere Pilastro durante un intervento di polizia: la nipote Yossra e la sorella hanno voluto esserci, in una Bologna che il sindaco ha definito «città ferita». Diversi cittadini hanno inoltre voluto tributare al sindaco, sotto scorta dopo le minacce, un messaggio di vicinanza con lo striscione «non mollare».

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha diffuso un messaggio nel quale ha definito la strage «un segno profondo inciso nella storia repubblicana e nella coscienza degli italiani». Il Capo dello Stato ha parlato di «dolore infinito per tante vittime inermi, donne, uomini, bambini» e dello «sgomento per la distruzione portata nel centro della vita civile della città e dell'intera nazione», sentimenti che si rinnovano a ogni ricorrenza.

Mattarella ha poi sottolineato che la strategia neofascista del terrore «pretendeva distruggere» i valori di libertà, giustizia e democrazia, ma che la solidarietà di Bologna e dell'Italia intera impedì agli assassini e ai loro complici di sovvertire i principi costituzionali. «Il popolo italiano li ha sconfitti nella gravosa ricerca della verità», ha aggiunto, ringraziando i magistrati e gli uomini delle istituzioni che hanno resistito ai tentativi di depistaggio e i familiari delle vittime per il loro impegno.

«Un sabato di agosto un attentato di matrice neofascista ha squarciato la vita di una città intera», ha detto il sottosegretario Molteni prendendo la parola dal cortile di Palazzo d'Accursio. «È una data che appartiene a tutta Italia», ha aggiunto.

Il presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime, Paolo Lambertini, ha rinnovato la richiesta di applicare integralmente la legge 206 sul risarcimento delle vittime del terrorismo. «Da anni, non da soli, insieme a tante realtà e associazioni, chiediamo che la legge venga applicata nei pochi casi ancora irrisolti e quindi in tutte le sue parti». Lambertini ha ricordato di aver avanzato la stessa richiesta nel 2023, nel 2024 al ministro Piantedosi e nel 2025 al ministro Bernini, senza ancora ricevere risposte definitive.

Il sindaco Matteo Lepore ha spiegato l'importanza della partecipazione soprattutto quest'anno. «Bologna è una città ferita e tutte le volte che è stata ferita ci siamo ritrovati tutti insieme accanto alle vittime», ha detto. Le recenti tensioni del Pilastro e i fatti che hanno portato alla morte di Fakir hanno reso la ricorrenza ancora più sentita, con la cittadinanza compatta nel chiedere verità e giustizia.

Con le recenti sentenze della Cassazione, che hanno reso definitivo l'ergastolo per Gilberto Cavallini e Paolo Bellini, i processi sulla strage si sono conclusi, ma non sono state accertate condanne per i mandanti. Per questo, come da tradizione, la città ha sfidato il caldo di agosto e ha ribadito la propria richiesta di verità e giustizia, nella convinzione che la memoria delle 85 vittime resti un monito per la democrazia.