Gualtieri chiede una legge e un piano nazionale contro le ondate di calore
Il sindaco di Roma sostiene la proposta del Partito Democratico contro le ondate di calore e denuncia la mancanza di una strategia nazionale che lascia i Comuni da soli di fronte alla crisi climatica.

Il sindaco di Roma sostiene la proposta del Partito Democratico contro le ondate di calore e denuncia la mancanza di una strategia nazionale che lascia i Comuni da soli di fronte alla crisi climatica.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha chiesto una legge e un piano nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici, denunciando il vuoto di strategia e di risorse che lascia i Comuni italiani da soli di fronte alle ondate di calore. È accaduto a margine dell'iniziativa del Partito Democratico «Le proposte del Pd per difenderci dalle ondate di calore», organizzata al Giardino Galafati di Roma per sostenere la proposta di legge promossa dalla segretaria dem Elly Schlein.
«L'Italia, a differenza di altri Paesi europei, sta lasciando da soli i Comuni e non ha una strategia e risorse nazionali per affrontare il tema dell'adattamento ai cambiamenti climatici», ha detto Gualtieri. Il primo cittadino ha parlato davanti ai cronisti in una giornata di caldo intenso, sottolineando che le ondate di calore sono una delle manifestazioni più evidenti del cambiamento del clima: «Come vediamo anche in questo istante», ha aggiunto.
L'appuntamento si è svolto nel pomeriggio del 31 luglio nel giardino di via del Pigneto, quando a Roma erano previsti 38 gradi. Il luogo scelto per la presentazione è stato descritto dallo stesso sindaco come un «rifugio climatico all'aperto», a indicare il ruolo che gli spazi verdi possono avere nella vita quotidiana della città quando le temperature salgono.
La segretaria dem ha illustrato il piano del partito contro l'afa, una serie di proposte che secondo i promotori devono trasformarsi al più presto in legge. Al centro dell'impianto c'è l'idea che i Comuni, primi soggetti chiamati a rispondere all'emergenza caldo, abbiano bisogno di strumenti e risorse certe, inseriti in una cornice nazionale. Senza questa cornice, gli interventi locali rischiano di restare isolati e di non avere continuità nel tempo.
La denuncia di Gualtieri arriva in una fase in cui il caldo condiziona la vita di molte città italiane e l'adattamento al clima è al centro del dibattito pubblico. Il sindaco di Roma ha ricordato che in diversi Paesi europei esistono strategie nazionali di adattamento, mentre l'Italia non ha ancora definito un quadro organico. Il risultato, secondo Gualtieri, è che le amministrazioni locali si trovano a fare da sole i conti con un fenomeno che non conosce confini amministrativi.
In questo quadro, la proposta del Partito Democratico punta a colmare la distanza tra le responsabilità dei Comuni e i mezzi a loro disposizione. Gualtieri ha ringraziato Schlein e il partito per l'iniziativa, sottolineando l'importanza di una proposta che arriva in un Paese rimasto indietro rispetto ai partner europei. La legge, ha spiegato, dovrebbe essere accompagnata da un piano nazionale capace di indicare priorità, finanziamenti e modalità di intervento.
La questione non è solo politica ma anche operativa: sono i Comuni a gestire il territorio, il verde pubblico, i servizi alla popolazione e le emergenze in città. In assenza di una strategia nazionale, ogni amministrazione è costretta a muoversi da sola, con risorse limitate e senza una visione complessiva. La proposta presentata al Giardino Galafati prova a invertire questa logica, mettendo l'adattamento al clima al centro dell'agenda legislativa.
Ora spetta al Parlamento decidere il destino della proposta. Il sindaco di Roma ha indicato con chiarezza la priorità: senza una legge e senza un piano nazionale, i Comuni continueranno ad affrontare da soli l'emergenza climatica e le sue conseguenze più visibili, a partire dal caldo che colpisce le città. L'appuntamento romano ha riportato il tema al centro dell'attenzione, in attesa che le parole si trasformino in strumenti operativi.
