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L’Ucraina misura la lotta alla corruzione con 76 condanne definitive
Politica

L’Ucraina misura la lotta alla corruzione con 76 condanne definitive

Nel primo semestre 2026 NABU e SAPO hanno aperto 360 indagini e indicato 107 sospettati, mentre i casi più delicati coinvolgono ex vertici politici ed energetici.

Aggiornato 10 Ago, 19:195 min
L’Ucraina misura la lotta alla corruzione con 76 condanne definitive
Fonte immagine: NABU · CC BY-NC-ND 4.0
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Nel primo semestre 2026 NABU e SAPO hanno aperto 360 indagini e indicato 107 sospettati, mentre i casi più delicati coinvolgono ex vertici politici ed energetici.

Il bilancio anticorruzione dell’Ucraina per il primo semestre 2026 racconta una trasformazione della vita pubblica che non può essere ridotta ai nomi più famosi coinvolti nelle indagini. NABU e la procura specializzata SAPO hanno avviato 360 indagini, notificato il sospetto a 107 persone e trasmesso ai tribunali 56 atti d’accusa riguardanti 106 imputati.

Nello stesso periodo, 55 sentenze di colpevolezza relative a 76 persone sono diventate efficaci. È una distinzione essenziale. Essere sospettati non significa essere colpevoli, e anche un’imputazione deve essere verificata davanti a un giudice. Le persone coinvolte nelle nuove indagini restano protette dalla presunzione di innocenza.

Il caso più visibile riguarda un ex capo dell’Ufficio del Presidente. NABU e SAPO sospettano che lui e altre sei persone abbiano riciclato oltre 460 milioni di grivne attraverso la costruzione di un complesso residenziale di lusso a Kozyn, vicino a Kyiv. Secondo gli investigatori, quasi nove milioni di dollari sarebbero collegati a uno schema corruttivo che coinvolge Energoatom. L’indagine è ancora in corso.

Un ex ministro dell’Energia è sospettato di riciclaggio e partecipazione a un’organizzazione criminale. NABU sostiene che durante il suo mandato l’organizzazione abbia ricevuto, attraverso una persona di fiducia, più di 112 milioni di dollari in contanti provenienti da attività illegali nel settore energetico. Non esiste ancora una decisione giudiziaria che ne accerti la colpevolezza.

Un altro fascicolo riguarda un ex vicecapo dell’Ufficio del Presidente e più di 141 milioni di grivne di pagamenti della tariffa verde. Gli investigatori ritengono che il denaro sia stato ottenuto per elettricità attribuita a impianti solari situati in aree occupate della regione di Zaporizhzhia. Anche questa ricostruzione dovrà superare il controllo del tribunale.

Il settore della difesa rende il tema ancora più concreto. Il rapporto cita indagini su beni militari, più di 32 milioni di grivne in un caso collegato a Ukroboronprom e la presunta richiesta di una tangente da un milione di dollari per firmare un contratto di acquisto di droni FPV. In un Paese in guerra, la corruzione negli acquisti non è soltanto un problema morale: riduce le risorse effettivamente disponibili per la sicurezza.

Alcuni casi hanno già prodotto sentenze efficaci. Ad aprile la camera d’appello dell’Alta Corte anticorruzione ha mantenuto una pena di sei anni di carcere per Roman Nasirov, ex capo del servizio fiscale. A giugno lo stesso sistema giudiziario ha approvato un accordo di ammissione di colpevolezza con Vsevolod Kniaziev, ex presidente della Corte Suprema, imponendo cinque anni di reclusione e misure di confisca.

NABU quantifica inoltre un effetto economico superiore a 2,06 miliardi di grivne nel primo semestre. Più di 864 milioni sono stati rimborsati allo Stato, oltre 139 milioni in beni sono stati trasferiti alle forze di difesa e 726 milioni sarebbero stati risparmiati negli acquisti di droni. Le confische giudiziarie hanno superato 321 milioni di grivne.

Il totale accumulato nel tempo è più alto: al 30 giugno i rimborsi allo Stato nei casi NABU e SAPO avevano raggiunto 12,3 miliardi di grivne, mentre il valore complessivo degli asset trasferiti alla difesa superava 3,2 miliardi. Queste cifre cumulative non vanno confuse con il risultato del solo semestre.

La questione ha anche una dimensione europea. NABU collega la cooperazione internazionale alla protezione degli aiuti, dei fondi dell’Unione Europea e delle risorse per la ricostruzione. Il Consiglio dell’UE, approvando a maggio un nuovo pagamento di quasi 2,8 miliardi di euro attraverso l’Ukraine Facility, ha incluso la lotta alla corruzione e al riciclaggio tra le aree di riforma rilevanti.

Per la società ucraina il cambiamento più importante sarà capire se questi meccanismi diventeranno normali e prevedibili. Un sistema maturo deve poter indagare anche chi ha avuto molto potere, ma deve anche proteggere i diritti dell’imputato e affidare la decisione finale ai giudici. La qualità dell’anticorruzione si misura proprio nell’equilibrio tra fermezza, trasparenza e giustizia.