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03.08.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
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Lula si candida per il quarto mandato e annuncia più investimenti nella difesa
Politica

Lula si candida per il quarto mandato e annuncia più investimenti nella difesa

Il presidente brasiliano, 80 anni, è stato ufficialmente designato dal Partito dei Lavoratori per le elezioni del 2026. Nel discorso a San Paolo ha promesso di rafforzare la difesa nazionale e ha attaccato il rivale Flavio Bolsonaro, che i sondaggi danno in svantaggio.

Aggiornato 03 Авг, 05:045 min
Lula si candida per il quarto mandato e annuncia più investimenti nella difesa
Lula si ricandida a 80 anni, "mi sento ancora in forma" · RSS source
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Il presidente brasiliano, 80 anni, è stato ufficialmente designato dal Partito dei Lavoratori per le elezioni del 2026. Nel discorso a San Paolo ha promesso di rafforzare la difesa nazionale e ha attaccato il rivale Flavio Bolsonaro, che i sondaggi danno in svantaggio.

Il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha accettato ufficialmente la ricandidatura per un quarto e ultimo mandato, all'età di 80 anni, annunciando che in caso di vittoria intende aumentare gli investimenti nella difesa nazionale. La designazione è arrivata dalla convention nazionale del Partito dei Lavoratori riunita a San Paolo, con governatori, parlamentari, alleati e centinaia di sostenitori presenti in sala.

«Voglio combattere la vecchiaia. Non voglio trascinarmi a fatica. Per questo alleno le gambe. Per questo alleno le braccia. Per questo cammino per un'ora», ha detto il leader della sinistra sudamericana, sostenendo di trovarsi in una condizione fisica migliore rispetto al 2002, quando fu eletto per la prima volta presidente. La platea, vestita di rosso, il colore del partito, ha seguito il discorso mentre Lula illustrava le priorità del suo programma, con pochi riferimenti diretti agli avversari.

La parte centrale dell'intervento è stata dedicata alla difesa. Lula ha chiesto agli attivisti di sinistra di smettere di considerare la difesa una «sciocchezza» e ha sottolineato la necessità di preparare il Paese «per la pace, non per la guerra». «Voglio essere preparato affinché nessuno osi prenderci per stupidi», ha aggiunto, spiegando che bisogna investire perché «nessuno invada il Paese e porti via il presidente, come è successo». L'affermazione è stata letta come un riferimento a quanto accaduto in Venezuela.

Lula ha ricordato che Regno Unito, Germania e Giappone stanno rafforzando le proprie industrie militari e che il Brasile deve seguire la stessa strada. In passato aveva criticato l'aumento delle spese per la difesa della Nato, ma ora ritiene necessario proteggere i 213 milioni di abitanti del Paese, gli 8,5 milioni di chilometri quadrati di territorio e gli oltre ottomila chilometri di costa in un contesto di instabilità internazionale.

Il presidente ha riconosciuto il «trauma» lasciato dall'ultima dittatura militare brasiliana, durata dal 1964 al 1985, mostrando di comprendere le preoccupazioni di chi guarda con sospetto a maggiori stanziamenti militari. «Voglio che sappiate che prenderò sul serio la questione della difesa nel mio quarto mandato», ha promesso, in un discorso incentrato soprattutto sulle iniziative approvate durante l'ultimo ciclo di governo.

La Costituzione brasiliana consente a un presidente di restare in carica per due mandati consecutivi e di ripresentarsi successivamente, a condizione di aver saltato almeno un turno. Lula era già stato al potere dal 2003 al 2011; ora, dopo l'attuale presidenza, punta a un nuovo mandato. Nel corso della convention si è paragonato a Lionel Messi e Cristiano Ronaldo: «Quello che la gente non capisce è che questo mio Mondiale è il settimo», ha detto, contando le sette volte in cui si è candidato alla presidenza negli ultimi quarant'anni.

Il principale avversario è Flavio Bolsonaro, senatore e figlio maggiore dell'ex presidente Jair Bolsonaro, che ha raccolto l'eredità politica del padre dopo la condanna di quest'ultimo per tentato colpo di Stato. La famiglia Bolsonaro è vicina a Donald Trump, che ha sostenuto diversi candidati di destra vincitori in America Latina. Lula non ha risparmiato critiche al rivale, definendolo un «traditore della nazione».

La campagna elettorale si intreccia anche con le tensioni commerciali con Washington. A luglio gli Stati Uniti hanno imposto due tornate di dazi doganali al Brasile, accusandolo di pratiche commerciali sleali. «In Brasile non accettiamo che nessuno si intrometta negli affari altrui», ha replicato Lula. Sul fronte interno, la sua amministrazione può contare su una solida crescita economica e su livelli record di occupazione, ma deve fare i conti con il malcontento delle famiglie per il costo della vita e con un deficit fiscale in peggioramento.

Secondo un sondaggio dell'istituto Datafolha, al secondo turno Lula raccoglierebbe il 48% delle preferenze, mentre Flavio Bolsonaro si fermerebbe al 43%. La candidatura ufficiale è stata formalizzata nella convention di San Paolo, segnando l'avvio della campagna per il voto del 2026.