No Tav, dopo l’arresto di due black bloc tendopoli e marcia in Val di Susa
Dopo l’arresto di due black bloc tedeschi accusati di devastazione, i No Tav aprono una settimana di lotta in Val di Susa con una tendopoli itinerante e una marcia verso i cantieri. Il gip parla di azione preordinata; la Lega chiede di vietare campeggi e cortei.

Dopo l’arresto di due black bloc tedeschi accusati di devastazione, i No Tav aprono una settimana di lotta in Val di Susa con una tendopoli itinerante e una marcia verso i cantieri. Il gip parla di azione preordinata; la Lega chiede di vietare campeggi e cortei.
Il movimento No Tav rilancia la mobilitazione in Val di Susa e annuncia una settimana di lotta con una tendopoli itinerante e una marcia verso i cantieri dell’alta velocità. La nuova iniziativa è in programma a partire da questa mattina alle 10 a Traduerivi, sulla spianata di Susa, a pochi metri dal presidio fisso delle forze dell’ordine, e proseguirà fino a domenica toccando anche Santa Petronilla, Coldimosso e San Giuliano.
Il programma prevede dibattiti sulla guerra, documentari sulla Palestina, spettacoli teatrali, concerti hip hop e tornei sportivi. Il momento centrale sarà la marcia popolare in programma sabato alle 14.30, diretta verso gli stessi cantieri bersaglio delle devastazioni di sabato scorso. La manifestazione sarà dedicata ai due black bloc tedeschi arrestati domenica in flagranza differita per devastazione, saccheggio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, con le aggravanti dell’uso di armi e fuochi d’artificio e della partecipazione di più persone.
I due arrestati sono stati portati nel carcere delle Vallette di Torino dopo che il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della procura. «Non abbiamo fatto nulla, siamo venuti solo per partecipare al Festival Alta Felicità», hanno detto nel tentativo di difendersi. Al momento del fermo, la polizia aveva trovato nei loro zaini occhiali, guanti e impermeabili neri. Per il gip è stata una «azione violenta preordinatamente concertata», con l’obiettivo di «arrecare più danni possibili ai cantieri e alle forze dell’ordine».
Secondo quanto filtra da fonti vicine all’inchiesta, i due sarebbero legati ad Askatasuna, l’ex centro sociale torinese che il Partito Democratico aveva proposto di regolarizzare. «Non lasciamo nessuno solo di fronte alla vigliaccheria dello Stato, chi devasta sono gli operai di Telt e la polizia», scrivono i No Tav, annunciando la settimana di lotta «con il pensiero rivolto ai due compagni tedeschi nel carcere delle Vallette».
Su un blog dell’area antagonista viene spiegato che «in un momento in cui l’offensiva contro la Valle accelera crediamo sia fondamentale capire le trasformazioni che ci circondano, imparare a usare le mani e organizzarsi». I partecipanti sono invitati a non scattare foto e a non girare video durante il campeggio, perché «sappiamo di avere tanti occhi puntati addosso». Viene anche raccomandato di valutare con attenzione gli spostamenti da e per il campeggio, poiché la polizia in borghese potrebbe essere appostata e pronta a fermare e identificare le persone che si allontanano, soprattutto se da sole e isolate.
Le istruzioni pratiche diffuse in rete riguardano anche la protezione durante eventuali scontri. Si consiglia di lavare con sapone viso, pelle esposta e abiti, perché il sapone impedisce ai gas dei lacrimogeni di attaccarsi, evitando creme e pomate e preferendo indumenti che coprano il corpo. La protezione migliore, secondo il testo, è la maschera antigas integrale, ma vengono citati anche occhialini da piscina, da sub, da nuoto e maschere da sci, che proteggerebbero meglio dai tiri tesi. Un’altra tecnica suggerita è difendersi con uno straccio, una sciarpa o una mascherina chirurgica impregnata di aceto, succo di limone, coca cola o una soluzione neutralizzante. In caso di perquisizioni o fermi, l’indicazione è di chiamare subito un avvocato della rete di legali che difende gli attivisti.
Sul fronte politico, la tensione resta alta. La Lega chiede di «vietare campeggi e cortei», mentre Fratelli d’Italia ha depositato alla Camera una proposta di legge che introduce nel codice penale il reato di vincolo associativo. La norma prevede la reclusione da due a otto anni per chi partecipa a un gruppo composto da almeno tre persone che, «pur privo di struttura gerarchica», si coordina per commettere reati. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha avvertito che le forze dell’ordine saranno numerose sul posto e che sarà in vigore il divieto di stazionamento nelle zone vicine ai luoghi interessati dagli eventi.
