Schlein punta sui gazebo: giro delle Feste dell'Unità per battere Conte
La segretaria del Partito Democratico accetta tutti gli inviti alle Feste dell'Unità per mobilitare la base in vista delle primarie di coalizione. Nel partito si lavora a una strategia per contrastare il leader M5S, mentre emergono nomi alternativi per la leadership del centrosinistra.

La segretaria del Partito Democratico accetta tutti gli inviti alle Feste dell'Unità per mobilitare la base in vista delle primarie di coalizione. Nel partito si lavora a una strategia per contrastare il leader M5S, mentre emergono nomi alternativi per la leadership del centrosinistra.
Elly Schlein ha deciso di cambiare strategia per prepararsi alle primarie di coalizione. La segretaria del Partito Democratico, invece di limitarsi alle grandi Feste dell'Unità di Bologna, Firenze e Roma, ha cominciato a partecipare anche a quelle più piccole, borgo per borgo. Una novità assoluta per il Pd, che ha sorpreso gli stessi dirigenti dem: abituati a ricevere risposte negative, si sono visti arrivare sullo smartphone un inaspettato «ok, vengo». Dal 18 luglio, Schlein è stata a Sant'Ilario d'Enza (Reggio Emilia), Bagno a Ripoli (Firenze), Aquileia (Udine) e Pray (Biella). Sabato primo agosto sarà a Urbino, domenica 2 a Villalunga (Reggio Emilia) e martedì 4 agosto a Capracotta (Isernia). L'agenda verrà aggiornata nei prossimi giorni con altre tappe in paesi lontani dalle rotte della politica nazionale, anche ad agosto.
La mossa ha un obiettivo chiaro: vincere ai gazebo. Schlein è convinta che la macchina organizzativa del Pd e il suo popolo di militanti siano l'arma in più per battere Giuseppe Conte, che pure è davanti nei sondaggi. «Di fronte a una scelta tra la segretaria del partito e il leader di un altro partito, i nostri voteranno la segretaria. Tutto il partito si mobiliterà per lei, dai parlamentari all'ultimo dei militanti, scatterà uno spirito di corpo», spiegano i dirigenti più vicini a Elly. Tra i parlamentari uscenti si aggiunge un'altra ragione: comunque vadano le primarie, sarà Schlein a fare le liste per le elezioni politiche.
Non mancano, però, possibili varianti. Conte, una volta capito che perderebbe ai gazebo, potrebbe decidere di ritirarsi dalle primarie in nome dell'unità e chiedere a Schlein di fare lo stesso, indicando un nome terzo che possa fare da ponte tra i due. L'unico nome con queste caratteristiche sarebbe Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, ex ministro di un governo presieduto proprio da Conte, ma anche amico di Schlein (il fratello, Massimiliano Manfredi, è del Pd ed è presidente del Consiglio regionale). È questa l'ipotesi spinta da Goffredo Bettini, nella variante del garante a tempo: ovvero scegliere «una grande personalità culturale, istituzionale, intimamente legata al messaggio repubblicano», ma «non per destinarla alla scelta del premier», solo «per significare quello spettro di principi e ideali ai quali tutti i progressisti fanno riferimento». Poi il premier lo farebbe chi prende più voti.
Ipotesi che, almeno nella formula indicata da Bettini, è stata però bocciata dal Nazareno. Come ha detto Francesco Boccia, tra i più vicini a Schlein, «è conclusa la stagione dei federatori e dei garanti». Nel campo largo, però, si muovono anche altre personalità. Franco Gabrielli, ex capo della polizia, corteggiato dal centro del centrosinistra, sta girando il Paese presentando il suo libro «Contro la paura». Il 31 luglio sarà a Reggio Calabria, invitato dall'ex sindaco Domenico Battaglia. Ernesto Ruffini sta lavorando a strutturare la rete dei suoi comitati. E soprattutto c'è Silvia Salis, sindaca di Genova. In Calabria è nato un comitato in suo sostegno, «Cum grano Salis», ideato da Tonino Perna, economista ed ex presidente del Parco Nazionale dell'Aspromonte. Hanno aderito anche docenti universitari di altre regioni, tra cui Aldo Morace, ex prorettore dell'Università di Sassari.
Al momento, la fotografia è quella di un campo dove in tanti si muovono, ciascuno con ambizioni differenti. Schlein punta sulla presenza capillare e sul radicamento territoriale per ribaltare i sondaggi. La partita delle primarie di coalizione si giocherà anche su questi movimenti sotterranei, tra le Feste dell'Unità e i comitati spontanei, in attesa della decisione finale di Conte.
