Vai al contenuto
22.08.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
Ascensio
Notizie, contesto, conseguenze
ASCENSIO
Trump e Musk di nuovo alleati dopo dieci anni di avvicinamenti e rotture
Politica

Trump e Musk di nuovo alleati dopo dieci anni di avvicinamenti e rotture

Dal no del 2016 alla campagna del 2024, dal DOGE alla guerra pubblica del 2025: oggi i due hanno ricostruito un rapporto più freddo ma operativo.

Aggiornato 14 Ago, 21:375 min
Trump e Musk di nuovo alleati dopo dieci anni di avvicinamenti e rotture
Foto ufficiale della Casa Bianca: Daniel Torok · Official White House photograph; U.S. federal government work
Ascolta5 min
Perché conta

Dal no del 2016 alla campagna del 2024, dal DOGE alla guerra pubblica del 2025: oggi i due hanno ricostruito un rapporto più freddo ma operativo.

La nuova vicinanza tra Donald Trump ed Elon Musk non cancella la loro rottura. La incorpora. Nell’agosto 2026 i due parlano di nuovo con regolarità, circa una volta al mese secondo il Wall Street Journal, discutendo di intelligenza artificiale, Cina e affari internazionali. Musk sta inoltre preparando almeno 100 milioni di dollari per un’operazione destinata ad aumentare l’affluenza repubblicana alle elezioni di metà mandato. Ma entrambi sanno ormai quanto rapidamente il rapporto possa trasformarsi in conflitto.

Nel 2016 Musk non voleva Trump alla Casa Bianca. Lo definiva inadatto alla presidenza e criticava il suo carattere. Dopo la vittoria, però, accettò di entrare nei consigli economici dell’amministrazione. L’esperimento durò pochi mesi: nel giugno 2017 Musk lasciò gli organismi consultivi dopo la decisione di Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima.

Nel 2020 il tono cambiò. Trump elogiò Musk come grande innovatore americano e lo sostenne nello scontro con le autorità della California per la riapertura della fabbrica Tesla durante le restrizioni della pandemia. Nel 2022 arrivò un nuovo gelo. Trump attaccò Musk, mentre il miliardario scrisse che per Trump era tempo di lasciare la politica.

Nel 2023 Musk ospitò su Twitter Spaces il lancio della candidatura presidenziale di Ron DeSantis, allora considerato il principale rivale repubblicano di Trump. Il passaggio decisivo avvenne dopo il tentato assassinio contro Trump a Butler nel luglio 2024. Musk lo appoggiò pubblicamente per la prima volta.

Da quel momento l’alleanza crebbe rapidamente. In agosto i due parlarono per due ore su X, con Musk che propose una commissione per l’efficienza del governo. In ottobre il patron di Tesla salì sul palco di un comizio di Trump. Alla fine del ciclo elettorale aveva speso almeno circa 250 milioni di dollari per sostenere Trump e iniziative repubblicane collegate.

Dopo la vittoria Trump annunciò il progetto DOGE. Musk divenne dipendente della Casa Bianca e consigliere senior, oltre che volto pubblico della campagna di tagli. Sul piano giuridico, però, la Casa Bianca precisò in tribunale che non era l’amministratore del U.S. DOGE Service e non disponeva di un potere formale autonomo per decidere politiche governative.

Nel marzo 2025 Trump rese visibile il legame anche sul piano commerciale: mostrò vetture Tesla alla Casa Bianca e disse che ne avrebbe comprata una. Il 30 maggio i due apparvero ancora insieme in un evento di commiato per la fine del periodo di servizio governativo intensivo di Musk. Sei giorni dopo il rapporto esplose.

Musk attaccò la grande legge fiscale e di spesa di Trump per il suo impatto sul debito. Trump minacciò di cancellare contratti pubblici e sussidi alle aziende di Musk. Il miliardario sostenne un appello all’impeachment, minacciò per poche ore di ritirare Dragon dal servizio e pubblicò un’affermazione non dimostrata su Trump e documenti legati a Jeffrey Epstein, poi cancellata. Quel post non costituiva prova di un coinvolgimento criminale di Trump. L’11 giugno Musk ammise che alcuni messaggi erano andati troppo oltre.

In luglio annunciò l’America Party, ma il nuovo soggetto non diventò una forza nazionale. Dietro le quinte, JD Vance e Susie Wiles mantennero aperti canali. In settembre Trump e Musk si incontrarono alla commemorazione di Charlie Kirk. In novembre Musk tornò alla Casa Bianca per una cena. All’inizio del 2026 versò 10 milioni di dollari alle principali strutture elettorali repubblicane del Congresso.

Il viaggio insieme verso Pechino nel maggio 2026 rese il riavvicinamento operativo. Musk disse che avrebbe aiutato i repubblicani alle midterm. Oggi il rapporto è meno spettacolare. Musk riconosce di essersi lasciato trascinare troppo dalla politica; Trump, secondo i suoi collaboratori, non considera possibile tornare alla vecchia intimità. È forse proprio questa distanza a rendere il nuovo patto più realistico: non una grande amicizia, ma un’alleanza tra due uomini che conoscono ormai bene il valore e il costo reciproco.

Autore

Davide De Luca segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.