Il terzino sinistro della Spagna, Marc Cucurella, ha rievocato un gesto scaramantico che affonda le radici nella storia recente del calcio iberico: pochi istanti prima del calcio d'inizio della finale mondiale contro l'Argentina, disputata al MetLife Stadium di New York, ha seppellito una moneta nel terreno di gioco. Il rituale, identico a quello compiuto sedici anni prima da Joan Capdevila in Sudafrica, ha preceduto la vittoria della Roja per 1-0, decisa dal gol di Ferran Torres, che ha regalato alla Spagna il secondo titolo mondiale della sua storia.
L'episodio è stato documentato dallo stesso Capdevila, ex difensore delle Furie Rosse e protagonista della spedizione che conquistò il Mondiale del 2010. L'ex calciatore, dopo aver superato le difficoltà legate al visto d'ingresso negli Stati Uniti – causate da un viaggio in Iran risalente a dieci anni fa e che lo avevano persino spinto a invocare l'aiuto di Donald Trump – è riuscito ad assistere dal vivo alla finale. Proprio dagli spalti dell'impianto di New York, Capdevila ha registrato un video poi pubblicato su X, nel quale documenta il curioso rito affidato a Cucurella.
Nel filmato si vede Cucurella salutare i compagni, osservare con attenzione ciò che lo circonda e dirigersi verso la linea laterale del campo. Una volta certo di non essere osservato, si china rapidamente, estrae una moneta nascosta nei calzettoni e la sotterra sotto il prato con un movimento veloce e discreto. Un'azione praticamente identica a quella compiuta sedici anni prima da Capdevila in Sudafrica, quando la Spagna conquistò il suo primo titolo mondiale battendo l'Olanda ai tempi supplementari grazie alla storica rete di Andrés Iniesta.
«Nel 2010 ho seppellito una moneta nell'erba prima dell'inizio della partita, ho raccontato questa storia un milione di volte. Ieri ho chiesto a Cucurella di fare lo stesso… Marc, ti voglio un bene dell'anima! Sei il campione del mondo!», ha scritto Capdevila nel suo post su X, accompagnato dal video del gesto. Il messaggio, pubblicato subito dopo la vittoria, ha rapidamente fatto il giro del web, diventando virale tra i tifosi spagnoli e gli appassionati di calcio di tutto il mondo.
La coincidenza tra i due episodi ha colpito molti osservatori. In entrambi i casi, la Spagna ha vinto il titolo mondiale dopo una partita protrattasi oltre i novanta minuti regolamentari. Nel 2010, la finale contro l'Olanda si decise ai tempi supplementari; nel 2026, la sfida con l'Argentina si è conclusa con un successo per 1-0, ma anche in questo caso il match è andato oltre il tempo regolamentare, con il gol decisivo di Ferran Torres arrivato nei minuti finali. Il parallelismo ha rafforzato la dimensione scaramantica del gesto, già considerato un portafortuna dai giocatori della Roja.
Il rituale della moneta sepolta non è nuovo nel mondo del calcio. Diversi giocatori, in varie epoche e competizioni, hanno adottato gesti simili per attirare la buona sorte. Tuttavia, la specificità del caso spagnolo risiede nella continuità generazionale: Capdevila, terzino sinistro della Roja nel 2010, ha passato il testimone a Cucurella, che oggi ricopre lo stesso ruolo nella nazionale iberica. Entrambi sono catalani, entrambi hanno giocato come terzini sinistri, e ora entrambi condividono un curioso retaggio scaramantico legato a un titolo mondiale.
La vittoria della Spagna contro l'Argentina ha rappresentato un momento storico per il calcio iberico, che torna a trionfare sul palcoscenico mondiale a sedici anni di distanza dal primo successo. La partita, giocata in uno stadio gremito di spettatori, è stata caratterizzata da un equilibrio tattico e da un'alta intensità agonistica, con entrambe le squadre che hanno cercato di imporre il proprio gioco. Il gol di Ferran Torres, arrivato al termine di un'azione corale, ha spezzato l'equilibrio e regalato alla Spagna la gioia del titolo.
Il gesto di Cucurella, seppur marginale rispetto all'esito della partita, ha aggiunto un elemento di folklore e di continuità storica alla narrazione del successo spagnolo. La moneta sepolta sotto il prato del MetLife Stadium è diventata un simbolo, un piccolo segreto condiviso tra due generazioni di calciatori, che ha contribuito a creare un legame emotivo tra il passato e il presente della Roja. Per molti tifosi, quel gesto rappresenta la conferma che la fortuna, a volte, si costruisce con piccoli rituali tramandati nel tempo.