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Negli Stati Uniti una legge prova a rendere più sicuri i luoghi di culto
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Negli Stati Uniti una legge prova a rendere più sicuri i luoghi di culto

Il Jewish American Security Act nasce per contrastare l’antisemitismo e combina fondi per la sicurezza, sostegno alle forze dell’ordine e nuove responsabilità federali.

Aggiornato 13 Ago, 23:445 min
Negli Stati Uniti una legge prova a rendere più sicuri i luoghi di culto
Archoboler / Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0
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Il Jewish American Security Act nasce per contrastare l’antisemitismo e combina fondi per la sicurezza, sostegno alle forze dell’ordine e nuove responsabilità federali.

La libertà religiosa ha anche una dimensione molto concreta: poter entrare in un luogo di culto senza sentire che la propria fede aumenta il rischio personale. Negli Stati Uniti, un nuovo disegno di legge bipartisan prova a intervenire proprio su questa distanza tra diritto formale e sicurezza vissuta.

Il Jewish American Security Act è stato presentato al Senato il 19 maggio 2026 dalla democratica Jacky Rosen con cofirmatari di entrambi i partiti, tra cui il repubblicano James Lankford. Alla Camera, il democratico Daniel Goldman ha presentato il testo parallelo il 9 giugno, anche in questo caso con sostegno bipartisan.

L’obiettivo dichiarato è specifico: rafforzare gli sforzi federali contro l’antisemitismo e proteggere la comunità ebraica. Non si tratta quindi di una legge generale su tutte le confessioni. Alcuni strumenti, però, riguardano più in generale le istituzioni religiose esposte a minacce.

La misura finanziaria più importante riguarda il Nonprofit Security Grant Program. Il testo autorizzerebbe un miliardo di dollari per ogni anno fiscale dal 2027 al 2031, diviso tra il programma per le aree urbane e quello gestito attraverso gli Stati.

Autorizzare non significa stanziare automaticamente. Anche se la legge venisse approvata, il Congresso dovrebbe poi assegnare concretamente i fondi attraverso le procedure di bilancio. Il miliardo annuo è dunque un livello consentito e una scelta politica, non denaro già disponibile.

Il disegno di legge interviene anche sulla presenza delle forze dell’ordine. Il procuratore generale dovrebbe collaborare con Stati e autorità locali per migliorare la sicurezza delle istituzioni religiose a rischio a causa di minacce o crimini d’odio religioso. Le sovvenzioni potrebbero finanziare pattuglie, maggiore presenza di polizia, formazione e altre forme di assistenza.

La prevenzione passa anche dalla conoscenza della minaccia. FBI, Department of Homeland Security e National Counterterrorism Center dovrebbero produrre valutazioni periodiche sull’estremismo violento antisemita, sia interno sia con dimensione transnazionale. Quando possibile, sarebbero pubblicate versioni declassificate.

Un altro capitolo riguarda scuole e università. Il Department of Education avrebbe un coordinatore per l’antisemitismo, nuove funzioni legate agli obblighi del Title VI e un centro federale con indicazioni su sicurezza e buone pratiche.

Le grandi piattaforme digitali entrerebbero a loro volta nel sistema. I servizi con almeno 50 milioni di utenti mensili negli Stati Uniti dovrebbero pubblicare ogni 180 giorni rapporti su come individuano e moderano contenuti antisemiti, quali sistemi umani o automatizzati usano e come limitano l’amplificazione algoritmica. I documenti andrebbero anche alla Federal Trade Commission.

Il contesto sociale emerge dai dati delle organizzazioni ebraiche. L’American Jewish Committee ha riferito che nel 2025 il 55% degli ebrei americani intervistati ha cambiato almeno un comportamento per paura dell’antisemitismo; il 30% ha evitato determinati luoghi, eventi o situazioni. L’ADL ha registrato 6.274 episodi antisemiti nello stesso anno, tra cui 203 aggressioni fisiche.

Il tema, quindi, non è soltanto la protezione di un edificio. È la qualità della vita di una comunità: la decisione di partecipare a una celebrazione, portare i figli a un’attività o mostrare pubblicamente un segno della propria fede.

Al 13 agosto il progetto non è ancora legge. La versione del Senato rimane in commissione, mentre quella della Camera è ancora all’esame di commissioni e sottocommissioni. Anche dopo un’eventuale approvazione resterà aperta la questione del finanziamento reale.

Se il provvedimento avanzerà, il risultato più importante non sarà il numero scritto nella legge, ma la capacità di trasformare risorse e coordinamento in una normalità semplice: pregare senza dover prima pensare alla sicurezza dell’ingresso.

Autore

Davide De Luca segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.

Fonte: documento originale