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Il sentiero per il Morskie Oko nel mirino: «Siamo ancora nel Medioevo»
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Il sentiero per il Morskie Oko nel mirino: «Siamo ancora nel Medioevo»

Un video pubblicato sui profili social «Tatry» mostra la folla di turisti lungo il sentiero verso il Morskie Oko, con numerose carrozze trainate da cavalli. Nel commento al filmato si legge: «Il Morskie Oko è ancora nel Medioevo».

Aggiornato 22 Ago, 22:023 min
Il sentiero per il Morskie Oko nel mirino: «Siamo ancora nel Medioevo»
Pokazali nagranie z trasy nad Morskie Oko. "Wciąż w średniowieczu" · RSS source
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Un video pubblicato sui profili social «Tatry» mostra la folla di turisti lungo il sentiero verso il Morskie Oko, con numerose carrozze trainate da cavalli. Nel commento al filmato si legge: «Il Morskie Oko è ancora nel Medioevo».

Un video pubblicato sui profili social «Tatry» ha riacceso il dibattito sulle condizioni del sentiero che conduce al Morskie Oko, uno dei laghi più celebri dei Monti Tatra. Nel filmato si vedono file di turisti a piedi e, soprattutto, diverse carrozze trainate da cavalli che trasportano i visitatori lungo il percorso. L'immagine ha suscitato reazioni contrastanti, con molti commentatori che hanno criticato il ricorso alla trazione animale in un'area naturalistica di grande pregio.

«Il Morskie Oko è ancora nel Medioevo», si legge nella descrizione del video pubblicato sulla pagina Facebook e Instagram dedicata ai Tatra. Il commento ha scatenato un acceso confronto tra chi considera le carrozze una tradizione da preservare e chi invece ne chiede la rimozione, giudicandola anacronistica e potenzialmente dannosa per l'ambiente e per gli animali. Il sentiero, che ogni anno attira centinaia di migliaia di escursionisti, è da tempo al centro di polemiche legate alla gestione del flusso turistico e alla sostenibilità delle infrastrutture.

Le carrozze trainate da cavalli rappresentano una presenza storica lungo la via d'accesso al lago, utilizzata da oltre un secolo per il trasporto di persone e merci. Tuttavia, negli ultimi anni le associazioni animaliste e alcuni esperti di mobilità hanno sollevato dubbi sulle condizioni di lavoro degli animali, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Le autorità del Parco Nazionale dei Tatra, che gestisce l'area, hanno più volte difeso il servizio, sottolineando che i cavalli sono sottoposti a controlli veterinari regolari e che le corse sono limitate.

Il dibattito si inserisce in un quadro più ampio di riflessione sul turismo di massa nelle aree montane protette. Il Morskie Oko, situato a circa 1.395 metri di altitudine, è uno dei luoghi più visitati dell'intera catena dei Tatra, con punte di decine di migliaia di presenze nei fine settimana estivi e autunnali. La pressione turistica ha portato le autorità a introdurre limitazioni all'accesso veicolare e a potenziare i servizi di trasporto pubblico, ma la questione delle carrozze resta aperta.

Nel frattempo, il video continua a circolare sui social, alimentando un confronto che coinvolge residenti, ambientalisti, turisti e operatori locali. Alcuni utenti hanno difeso le carrozze come parte dell'identità culturale della regione, altri hanno proposto alternative come navette elettriche o un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici. La discussione, per ora, non ha trovato una sintesi, ma ha riportato l'attenzione su un tema che tocca il delicato equilibrio tra conservazione ambientale, tradizione e fruizione turistica.

Autore

Francesca Bellini segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.