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Perù, vittime italiane ancora da identificare e dubbi sul video dello schianto
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Perù, vittime italiane ancora da identificare e dubbi sul video dello schianto

Serviranno due o tre giorni per riconoscere i corpi delle 13 vittime del Cessna caduto in Perù, tra cui due famiglie italiane. Le autorità di Lima intanto smentiscono la veridicità del video del disastro che circola sui social.

Aggiornato 04 Авг, 21:014 min
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Serviranno due o tre giorni per riconoscere i corpi delle 13 vittime del Cessna caduto in Perù, tra cui due famiglie italiane. Le autorità di Lima intanto smentiscono la veridicità del video del disastro che circola sui social.

Serviranno dai due ai tre giorni per identificare le 13 vittime dello schianto aereo avvenuto sabato scorso in Perù, tra cui due famiglie italiane. Intanto le autorità di Lima hanno gettato ombre sulla veridicità del video del disastro che circola sui social: le immagini, hanno spiegato all'esperto dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, non sarebbero coerenti con lo stato del relitto.

I corpi sono stati trasferiti nella sede di medicina legale della procura di Ica, dove sono in corso gli esami per il riconoscimento. Le condizioni dei resti rendono complesso il lavoro dei medici legali: per questo da Lima sono arrivati otto specialisti forensi, come ha riferito il direttore nazionale di Medicina Legale e Scienze Forensi, Rubén Brizuela Pow Sang. Sull'aereo viaggiavano anche due cittadini tedeschi, due spagnoli, il pilota e il copilota. Nel frattempo i consolati di Italia, Spagna e Germania seguono la vicenda e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso «profondo dolore».

Le vittime italiane facevano parte di due famiglie molto conosciute a Seregno e a Monza. Massimo Angelucci, 58 anni, la moglie Elena Sala, 58 anni, e il figlio Lorenzo, 24 anni, appena laureato al Politecnico, abitavano a Seregno. Paolo Gianturco, 59 anni, manager, la moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, fondatrice di un gruppo specializzato nella ricerca del personale, e i figli Matteo e Pietro, di 24 e 18 anni, vivevano a Monza. Le due famiglie erano partite per un viaggio organizzato nei minimi dettagli e avevano scelto il volo turistico per sorvolare le linee di Nazca, patrimonio dell'Unesco, a sud del Perù.

Un testimone che conosceva quel volo, lo spagnolo Antonio López, residente in Perù, era salito sullo stesso aereo una settimana prima. «Appena l'ho saputo, ho iniziato a sentire un turbinio di emozioni perché so che sarebbe potuto succedere», racconta. All'aeroporto gli avevano assicurato che quello era tra gli aerei più sicuri, ma nessuno aveva spiegato cosa fare in caso di emergenza: c'era stato solo il classico invito ad allacciare le cinture. López ricorda anche alcuni scossoni durante il volo e la tensione tra i passeggeri: «Si ride per il nervosismo, perché per un attimo fa davvero paura».

Sul fronte delle indagini, il velivolo incidentato era un Cessna 208B Gran Caravan della compagnia Aerodiana, un tipo di aereo per il quale la scatola nera non è obbligatoria. Tuttavia, come spiega Mikael Amura, direttore inchieste e prevenzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, «ci sono casi in cui le evidenze disponibili sono molto indicative e consentono di condurre efficacemente l'indagine».

Tra gli elementi utili all'inchiesta ci sono la disposizione del relitto e delle sue parti dopo l'impatto, che può indicare l'assetto dell'aereo e la sua integrità strutturale prima dello schianto. Anche l'analisi delle parti danneggiate dall'incendio, che ha coinvolto quasi tutti i resti, potrà aiutare a capire se il fuoco è divampato in volo o a causa dell'impatto al suolo. Gli investigatori valuteranno inoltre ciò che resta di eventuali telefoni o tablet a bordo.

Resta il nodo del video. Le autorità di Lima hanno riferito all'esperto dell'Ansv che il filmato che circola insistentemente sui social media non risulterebbe coerente con le evidenze riscontrate sul luogo dell'incidente, in particolare con lo stato del relitto. Le immagini, quindi, potrebbero non ritrarre il disastro. Per avere certezze bisognerà attendere gli esiti delle indagini, mentre in Perù sono attesi i familiari delle vittime.