GPD Win Max 3: il portatile da gioco modulare che si adatta a ogni esigenza
Il nuovo GPD Win Max 3 sfida le convenzioni dei PC portatili da gioco con un design a conchiglia modulare: batteria e raffreddamento si agganciano e si staccano a seconda delle necessità, passando da 815 grammi a prestazioni sostenute da 110W.

Il nuovo GPD Win Max 3 sfida le convenzioni dei PC portatili da gioco con un design a conchiglia modulare: batteria e raffreddamento si agganciano e si staccano a seconda delle necessità, passando da 815 grammi a prestazioni sostenute da 110W.
Il nuovo GPD Win Max 3 vuole superare il compromesso che ogni PC portatile da gioco impone tra potenza, durata della batteria e peso. Il dispositivo, presentato dal produttore cinese, adotta una struttura a conchiglia con una base riconfigurabile: un pacco batteria da 97Wh e un modulo di raffreddamento esterno possono essere agganciati o rimossi in pochi secondi, trasformando lo stesso apparecchio in macchine diverse a seconda del contesto d'uso.
Nella configurazione più leggera, il Win Max 3 pesa solo 815 grammi, una cifra che lo avvicina più a un tascabile che a una console di gioco. Aggiungendo il modulo batteria si sale a 1.220 grammi, sacrificando parte della portabilità in cambio di ore di gioco senza presa di corrente. Sostituendo la batteria con il modulo di raffreddamento, il peso si assesta a 985 grammi e si sbloccano prestazioni sostenute che altrimenti surriscalderebbero un telaio di queste dimensioni. Ogni configurazione mantiene lo stesso ingombro di 207mm per 147mm.
La flessibilità è resa possibile dall'hardware interno. Il processore AMD Ryzen AI Max+ 395 o 388 guida una grafica Radeon 8060S, affiancata da memoria LPDDR5x fino a 128GB, di cui fino a 96GB possono essere allocati direttamente alla GPU. Secondo GPD, il chip riesce a mantenere 100W a 88°C senza alcun modulo di raffreddamento; aggiungendo una o due ventole, l'output sostenuto sale a 110W senza bisogno di una dock esterna.
Il display AMOLED da 9,06 pollici supporta una frequenza di aggiornamento fino a 165Hz con HDR10 attivo contemporaneamente, una combinazione che pochi dispositivi portatili riescono a gestire senza ridurre la luminosità. Sotto lo schermo trova posto una tastiera full-size, affiancata da due gruppi di controlli in stile Xbox; il touchpad è posizionato sopra i tasti anziché sotto, per evitare che la postura da digitazione e quella da gioco entrino in conflitto.
Lo storage segue la stessa logica modulare: sono disponibili contemporaneamente gli slot M.2 2280, M.2 2230 e Mini SSD 1517, evitando il limite di un singolo drive. Una porta USB4 supporta la dock grafica G2 di GPD, consentendo allo stesso dispositivo di alimentare una GPU esterna completa quando ci si trova alla scrivania.
L'idea alla base del Win Max 3 non è solo una scheda tecnica impressionante, ma la possibilità di non dover scegliere una sola identità per il proprio dispositivo. Durata della batteria, potenza e portabilità, che di solito si contendono lo spazio all'interno di un guscio sigillato, qui sono state separate in componenti da agganciare solo quando servono e da lasciare a casa quando non servono.
