Oltre 1.500 persone sono state colpite da una grave intossicazione intestinale nella città di Gostivar, in Macedonia del Nord, con le autorità sanitarie che hanno dichiarato ufficialmente lo stato di epidemia. L'emergenza, che ha messo in allerta l'intero paese balcanico, è stata probabilmente causata dalla contaminazione dell'acqua potabile con le acque di un fiume vicino, secondo quanto riferito dalle autorità locali e dai media internazionali.
L'incidente ha avuto inizio nella giornata di domenica 19 luglio 2026, quando centinaia di residenti hanno iniziato a presentarsi negli ospedali e nei centri medici della città con sintomi di grave infezione intestinale, tra cui vomito, diarrea acuta, febbre e disidratazione. Il numero dei pazienti è rapidamente salito a oltre 1.500, saturando le strutture sanitarie locali. Le autorità hanno immediatamente attivato i protocolli di emergenza, mobilitando personale medico aggiuntivo e risorse per far fronte all'afflusso massiccio di malati.
Le indagini preliminari condotte dagli esperti sanitari e ambientali hanno puntato il dito contro il sistema di approvvigionamento idrico cittadino. Secondo le prime ricostruzioni, l'acqua potabile distribuita nelle case di Gostivar sarebbe stata contaminata da agenti patogeni provenienti da un fiume che scorre nelle vicinanze. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un guasto tecnico agli impianti di depurazione, di un evento meteorologico eccezionale che ha alterato la qualità dell'acqua, o di un'altra causa accidentale. Le autorità hanno ordinato il divieto immediato di utilizzo dell'acqua del rubinetto per qualsiasi scopo, inclusi bere, cucinare e lavarsi i denti, in attesa dei risultati delle analisi microbiologiche e chimiche in corso.
La dichiarazione di epidemia da parte del ministero della Salute macedone ha permesso di attivare misure straordinarie, come la distribuzione di acqua potabile in bottiglia alla popolazione, l'istituzione di posti medici avanzati e il coordinamento con le autorità di protezione civile. La situazione rimane critica, con molti pazienti ancora ricoverati in osservazione, sebbene non siano state segnalate vittime. Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere la calma e a seguire scrupolosamente le indicazioni sanitarie, mentre gli esperti lavorano per identificare con precisione il patogeno responsabile e ripristinare la sicurezza della rete idrica.
L'episodio di Gostivar solleva serie preoccupazioni sulla sicurezza dell'acqua potabile non solo in Macedonia del Nord, ma in tutta la regione dei Balcani, dove le infrastrutture idriche sono spesso obsolete e vulnerabili a contaminazioni. La ricerca su Google Trends per il termine «acqua potabile» ha registrato un picco di interesse in Italia, a testimonianza della crescente attenzione dell'opinione pubblica verso la qualità dell'acqua che arriva nelle nostre case. L'acqua potabile è un bene essenziale e la sua sicurezza è fondamentale per la salute pubblica: eventi come questo ricordano quanto sia importante investire in sistemi di monitoraggio e depurazione moderni e affidabili.
Le autorità macedoni hanno assicurato che verranno avviate indagini approfondite per accertare le responsabilità e prevenire il ripetersi di simili tragedie sanitarie. Nel frattempo, la popolazione di Gostivar è costretta a fare affidamento su forniture alternative di acqua potabile, mentre la città cerca di tornare alla normalità. La comunità internazionale, inclusa l'Unione Europea, ha offerto supporto tecnico e logistico per gestire l'emergenza. Questo caso rappresenta un campanello d'allarme per tutti i paesi che devono garantire l'accesso a un'acqua potabile sicura, un diritto fondamentale sancito dalle Nazioni Unite ma ancora messo a dura prova in molte parti del mondo.