La selección argentina di calcio è tornata in patria dopo la sconfitta per 1-0 subita contro la Spagna nella finale del Mondiale 2026, disputata domenica scorsa negli Stati Uniti. Parte dei giocatori e dello staff tecnico, tra cui l'attaccante Nicolás González, sono atterrati all'aeroporto internazionale di Ezeiza, nella periferia di Buenos Aires, lunedì pomeriggio alle 18.20 ora locale. Il rientro è stato segnato da un'atmosfera sobria e malinconica, in netto contrasto con i festeggiamenti che avevano accompagnato i precedenti trionfi della "Scaloneta".
Il presidente argentino Javier Milei ha rivelato che ai calciatori erano state offerte sei diverse opzioni per celebrare il secondo posto, ma la squadra ha scelto di non partecipare a nessuna di esse. "Evidentemente, di fronte alla tristezza per non aver vinto la partita finale, hanno deciso di non fare festeggiamenti", ha dichiarato Milei in un'intervista alla rete LN+. Il capo dello Stato aveva inizialmente proposto di festeggiare alla Casa Rosada in caso di vittoria, e dopo la sconfitta aveva persino offerto di decretare un giorno festivo nazionale per permettere ai giocatori di celebrare il subcampionato con i tifosi, ma l'iniziativa è stata respinta dalla squadra.
L'aereo di Aerolíneas Argentinas, decorato con l'immagine del numero 10 di Lionel Messi e le tre stelle mondiali sulla turbina, ha percorso la pista fino a un'area riservata, dove una moquette rossa era stata stesa ai piedi della scaletta. I giocatori e lo staff sono scesi al ritmo della celebre canzone di incoraggiamento "Muchachos", eseguita dalla banda del corpo dei Granatieri dell'Esercito argentino. Tra i presenti c'erano il direttore tecnico Lionel Scaloni e i calciatori Emiliano "Dibu" Martínez, Nicolás Tagliafico, Nicolás Otamendi, Alexis Mac Allister, Gonzalo Montiel, Giovani Lo Celso, Lisandro Martínez, Leandro Paredes, Nicolás González, Marcos Senesi ed Exequiel Palacios. Non erano a bordo il capitano Lionel Messi né altri giocatori che hanno scelto di restare negli Stati Uniti o di recarsi direttamente nei propri paesi di residenza.
Dopo l'atterraggio, la squadra si è trasferita al centro sportivo della Asociación del Fútbol Argentino (AFA) a Ezeiza, a bordo di un autobus scoperto con i colori biancocelesti. Nonostante la serata fredda e piovosa, centinaia di tifosi si sono radunati lungo la strada per salutare i giocatori con cartelli, bandiere e fuochi d'artificio. Un imponente dispositivo di sicurezza era stato dispiegato nella zona, ma non si sono svolti festeggiamenti ufficiali. La scelta della squadra di non celebrare il secondo posto ha suscitato dibattito, ma Milei ha invitato al rispetto: "Bisogna rispettare la decisione che hanno preso i giocatori".
Il presidente ha poi elogiato Lionel Messi, definendolo "il miglior giocatore di tutti i tempi" e sottolineando che "non credo sia un momento in cui lui si senta bene, e anche questo va considerato". Milei ha aggiunto che il subcampionato è "un risultato enorme" e ha lodato l'atteggiamento dei calciatori durante il torneo: "Hanno sempre avuto una posizione e atteggiamenti misurati, anche in momenti in cui l'arbitro ha avuto comportamenti non corretti nei confronti della selezione argentina". Riguardo alla finale, ha osservato che "la partita è stata molto avversa per noi, ma negli ultimi minuti l'Argentina avrebbe potuto pareggiare, nonostante il corso del match non fosse stato favorevole".
Nicolás González, che ha giocato da titolare nella finale, è stato tra i protagonisti del rientro. La sua presenza in campo è stata notata dai media argentini, che hanno sottolineato come l'attaccante abbia contribuito allo sforzo della squadra, nonostante la sconfitta. La sua compagna ha reagito con emozione alla notizia della sua titolarità, come riportato da fonti locali. Il rifiuto dei festeggiamenti da parte della squadra, incluso González, ha evidenziato la delusione per non aver conquistato il bicampionato mondiale, dopo il trionfo del 2022 in Qatar.
La sconfitta contro la Spagna, descritta da Milei come "un avversario enorme", ha lasciato un segno profondo nella nazionale argentina. Il presidente ha comunque espresso gratitudine verso i giocatori: "Abbiamo così tanto da ringraziare Messi per tutte le cose meravigliose che ha fatto sul campo di calcio, per chi ama il calcio non ci sono parole per descriverlo". La decisione di non festeggiare il secondo posto, pur con le offerte del governo, riflette la mentalità di una squadra abituata a vincere e che considera la finale persa come un'occasione mancata per entrare nella storia.