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Raffaella Silvestri racconta la crisi dell'età adulta nel romanzo La persona peggiore
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Raffaella Silvestri racconta la crisi dell'età adulta nel romanzo La persona peggiore

Nell'intervista l'autrice di La persona peggiore parla di crisi dell'età adulta, del desiderio di «altro» e delle logiche del patriarcato che attraversano il libro.

Aggiornato 04 Nov, 10:553 min
Raffaella Silvestri racconta la crisi dell'età adulta nel romanzo La persona peggiore
© cosmopolitan.com
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Nell'intervista l'autrice di La persona peggiore parla di crisi dell'età adulta, del desiderio di «altro» e delle logiche del patriarcato che attraversano il libro.

Una donna che si sente, per una volta, la persona peggiore del mondo e che proprio da questa convinzione trova la forza di cambiare strada. È il punto di partenza di La persona peggiore, il romanzo di Raffaella Silvestri, che affronta con ironia e sincerità la crisi dell'età adulta e la scoperta di poter desiderare qualcosa di diverso da ciò che ci si aspetta.

Nell'intervista l'autrice spiega che il libro nasce dall'osservazione di un momento della vita in cui le certezze costruite negli anni iniziano a vacillare. La protagonista non è una figura esemplare: è egoista, a tratti sgradevole, e proprio per questo risulta vera. Silvestri sottolinea come serva una certa arroganza, insieme a una grande libertà, per arrivare ad ammettere di essere, almeno in apparenza, la persona peggiore che si conosca.

Un tema centrale del racconto è la pressione che le aspettative sociali esercitano sulle donne. Silvestri collega questa pressione alle logiche del patriarcato, che continuano a definire ruoli, doveri e modelli di comportamento considerati appropriati. Il romanzo mostra come queste regole possano diventare una gabbia, e come liberarsene richieda un atto di coraggio che può apparire, agli occhi degli altri, un'infrazione.

La scoperta del desiderio di «altro» è il motore della storia. Non si tratta soltanto di un cambiamento di vita o di un'alternativa concreta, ma di un modo diverso di guardare a sé stesse e al proprio tempo. Nel racconto questa fase non viene trattata come una colpa né come un fallimento, ma come un passaggio naturale di un percorso personale che molte persone attraversano, spesso in silenzio.

Il libro si inserisce in un filone di narrativa che indaga le trasformazioni interiori dell'età adulta, affrontandole con leggerezza senza cadere nella superficialità. Il tono resta volutamente diretto: la protagonista osserva se stessa con distacco e autoironia, e il lettore è invitato a riconoscere in quelle contraddizioni parti della propria esperienza. È proprio questa franchezza a rendere il romanzo più vicino alla vita reale che a un modello da imitare.

Per i lettori di Ascensio, interessati a crescita personale e cambiamento, La persona peggiore offre uno spunto concreto per riflettere su quanto il timore del giudizio altrui pesi sulle scelte quotidiane. Il libro suggerisce che il primo passo per cambiare non è dimostrare di essere migliori agli occhi degli altri, ma accettare di poter non corrispondere a ciò che gli altri si aspettano, e trovare in questo spazio una nuova misura di libertà personale.

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Autore

Lorenzo Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.

Fonte: documento originale