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Volvo EX30, il minimalismo spinto che sacrifica la sicurezza
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Volvo EX30, il minimalismo spinto che sacrifica la sicurezza

Il nuovo SUV elettrico EX30 elimina il quadro strumenti e i comandi fisici in nome del risparmio. Una scelta che stride con l'identità di Volvo, da sempre sinonimo di sicurezza.

Aggiornato 24 Set, 17:013 min
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Il nuovo SUV elettrico EX30 elimina il quadro strumenti e i comandi fisici in nome del risparmio. Una scelta che stride con l'identità di Volvo, da sempre sinonimo di sicurezza.

Volvo ha portato negli Stati Uniti il suo SUV elettrico EX30, un modello che punta a diventare il veicolo d'accesso al marchio con un prezzo di partenza intorno ai 38.000 dollari. In Europa l'auto è già disponibile dal 2023, ma dazi e lungaggini burocratiche ne avevano ritardato il debutto americano. Se l'esterno appare curato e intelligente, l'abitacolo racconta però una storia diversa, fatta di tagli ai costi mascherati da minimalismo.

La scelta più evidente riguarda il cruscotto: dietro il volante non c'è alcun quadro strumenti. L'unico elemento presente è una piccola custodia nera che ospita la telecamera di monitoraggio del conducente. Per conoscere la velocità attuale bisogna spostare lo sguardo lateralmente verso lo schermo centrale, e non esiste nemmeno l'opzione di un display a proiezione sul parabrezza. Una soluzione che, secondo i critici, complica la guida invece di semplificarla.

Il minimalismo dell'EX30 non si ferma qui. Sul cruscotto non ci sono pulsanti, manopole o interruttori. Tutto passa attraverso il touchscreen: dal controllo del clima alla regolazione dei fari, dalla sensibilità dei tergicristalli fino all'apertura del vano portaoggetti. Una scelta che i proprietari Tesla conoscono bene, ma che sorprende se applicata da Volvo, un marchio che ha costruito la propria reputazione sulla sicurezza. Doversi districare tra menu e schermate per azionare funzioni di base appare in contraddizione con i principi di progettazione che hanno reso celebre l'azienda svedese.

Anche l'impianto audio ha subito una semplificazione: più altoparlanti sono stati eliminati in favore di una singola soundbar, una soluzione che riduce il cablaggio e i costi di produzione. La casa madre non nasconde le ragioni di queste scelte. In una nota ufficiale spiega che concentrare tutto in un unico schermo permette di creare «una sensazione di spazio intorno al conducente», per poi ammettere senza giri di parole che così si risparmia anche sui materiali.

Il caso dell'EX30 solleva un interrogativo più ampio sul settore automobilistico. Il minimalismo è diventato una parola d'ordine del design contemporaneo, spesso presentato come una scelta estetica e funzionale. Ma quando comporta la rimozione di strumenti essenziali per la sicurezza e l'ergonomia, il confine tra filosofia progettuale e riduzione dei costi diventa sottile. Per un marchio come Volvo, che ha fatto della protezione del conducente il proprio tratto distintivo, l'equilibrio appare particolarmente delicato.

L'EX30 si inserisce in un mercato dei veicoli elettrici sempre più competitivo, dove i produttori cercano di contenere i prezzi per attirare nuovi acquirenti. La sfida è offrire un'auto accessibile senza compromettere l'esperienza d'uso. Nel caso di questo SUV, la domanda che resta aperta è se il risparmio sui componenti fisici sia davvero un progresso o piuttosto un passo indietro per chi si mette al volante.

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Autore

Alessia Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.