Il Ministero della Giustizia ha completato la stabilizzazione di quasi diecimila lavoratori precari, trasformando i contratti a tempo determinato in assunzioni a tempo indeterminato. L'operazione, annunciata dal ministro Carlo Nordio, rappresenta un intervento senza precedenti per dimensione e impatto sul sistema giudiziario italiano.

Nella giornata di ieri, 9.147 unità su un totale di 9.368 aventi diritto hanno sottoscritto il nuovo contratto presso la sede di via Arenula. Tra questi figurano 6.850 Addetti all'Ufficio per il processo (Aupp), 712 tecnici dell'amministrazione, 183 tecnici vari, oltre a 2.600 assistenti, 100 geometri, 207 autisti, 390 operatori, 136 funzionari tecnici informatici e statistici e 370 Unep. La spesa complessiva sostenuta dal Ministero ammonta a 487.782.596 euro, interamente coperta con risorse interne grazie a una gestione oculata dei fondi degli ultimi anni.

L'iniziativa arriva dopo la sconfitta del governo al referendum del 22 e 23 marzo, che aveva portato alcune forze politiche di opposizione a chiedere le dimissioni del ministro Nordio. Il leader di Avs Nicola Fratoianni aveva dichiarato che «il ministro Nordio non può fare finta di niente, sarebbe necessario si dimettesse», mentre Angelo Bonelli aveva aggiunto: «Se il ministro intende assumersi la responsabilità politica della pesante sconfitta subita con il referendum, allora tragga le conseguenze e si dimetta». Il Guardasigilli, tuttavia, non ha mai mostrato tentennamenti, ribadendo fin dal giorno dopo il voto l'intenzione di proseguire fino alla fine della legislatura per portare avanti i numerosi dossier ancora aperti.

La stabilizzazione del personale rientra nel più ampio programma di efficientamento della giustizia, che include anche il completamento della pianta organica dei magistrati. Secondo i dati diffusi dal Ministero, la scopertura degli uffici giudiziari è crollata dal 35,5% registrato al 30 giugno al 16% dopo la maxi-assunzione. Un risultato che il ministro Nordio ha definito «una misura che mira a una giustizia più efficiente e più rapida, alla quale seguirà entro l'anno il completamento delle coperture dell'organico della magistratura, cosa che non accadeva dalla fondazione della Repubblica».

L'operazione ha anche un forte impatto sociale: per migliaia di lavoratori, molti dei quali giovani, rappresenta l'accesso a una stabilità lavorativa a lungo attesa. Le immagini delle code davanti agli uffici del Ministero per la firma dei contratti hanno rapidamente fatto il giro del web, con un video su Instagram che ha superato le 200mila visualizzazioni e raccolto decine di commenti.

L'intervento si inserisce nella strategia del governo guidato da Giorgia Meloni, che punta a rafforzare le misure concrete sul lavoro in vista delle elezioni del 2027. Per il ministro Nordio, si tratta di una risposta netta a chi ne aveva messo in dubbio la capacità di azione dopo il referendum, trasformando le critiche in un'occasione per dimostrare risultati tangibili.