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Italia espelle due diplomatici russi per spionaggio, Mosca minaccia ritorsioni
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Italia espelle due diplomatici russi per spionaggio, Mosca minaccia ritorsioni

Il governo italiano ha espulso due addetti militari dell'ambasciata russa a Roma, accusati di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. La Farnesina ha convocato l'ambasciatore russo, che ha risposto con dure critiche. Mosca promette una reazione adeguata.

Aggiornato 09 Lug, 17:045 min
Italia espelle due diplomatici russi per spionaggio, Mosca minaccia ritorsioni
"Spie per Mosca", espulsi due militari: la Farnesina convoca l'ambasciatore russo · RSS source
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Il governo italiano ha espulso due addetti militari dell'ambasciata russa a Roma, accusati di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. La Farnesina ha convocato l'ambasciatore russo, che ha risposto con dure critiche. Mosca promette una reazione adeguata.

Il governo italiano ha ordinato l'espulsione di due addetti militari dell'ambasciata della Federazione Russa a Roma, ritenuti responsabili di attività di spionaggio emerse nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Roma. La decisione è stata comunicata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito l'accaduto «un'ingerenza grave e inaccettabile per le Istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale».

I due funzionari, identificati come Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, dovranno lasciare il territorio italiano entro tre giorni. Il segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, ha convocato l'ambasciatore russo a Roma, Alexey Paramonov, per notificare la protesta formale del governo italiano e ribadire che tali azioni costituiscono una violazione della Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche.

L'inchiesta, avviata nel maggio 2025, ha portato all'arresto di due ex appartenenti ai servizi di intelligence italiani, accusati di aver raccolto e ceduto informazioni riservate a un presunto agente dell'intelligence militare russa (GRU), accreditato in Italia con copertura diplomatica e quindi titolare di immunità. Secondo gli investigatori, le informazioni top secret venivano trasmesse dietro compenso economico. I carabinieri del ROS hanno eseguito misure cautelari e perquisizioni nei confronti di cinque persone, coinvolte a vario titolo in reati che vanno dallo spionaggio alla rivelazione di segreti di Stato, fino all'accesso abusivo a sistemi informatici.

Il principale indagato è un ex sottufficiale dell'Arma dei carabinieri, di 59 anni, già in servizio presso l'AISI e in pensione da diversi anni. Anche l'altro arrestato è un ex appartenente all'AISI. Le indagini hanno documentato, attraverso filmati, fotografie e intercettazioni, la cessione di documenti riservati a soggetti legati all'ambasciata russa. Tajani ha sottolineato che l'espulsione non è un gesto arbitrario, ma una misura basata su prove concrete: «Queste erano due spie che corrompevano e quindi in Italia non ci possono stare».

La reazione di Mosca non si è fatta attendere. L'ambasciatore russo Paramonov, in un messaggio pubblicato su Telegram, ha criticato duramente la decisione italiana, affermando che «l'eminenza grigia della diplomazia italiana, il Segretario Generale Riccardo Guariglia, espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo l'influenza della Russia in Italia». Paramonov ha aggiunto che «la Russia può contare su esponenti della statura di Vladimir Putin e Serghei Lavrov», mentre l'Italia, a suo dire, «oggi non dispone di figure di tale levatura». Il diplomatico ha auspicato che emergano nuove figure in grado di restituire all'Italia «l'autonomia e il prestigio di cui godeva un tempo».

Il ministero degli Esteri russo ha già annunciato che fornirà «una risposta adeguata» all'espulsione dei due funzionari. Tajani, commentando la minaccia, ha dichiarato: «La reazione della Russia è una ritorsione priva di senso. Il problema è che i due espulsi dall'Italia facevano un'attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale. E questo è dimostrato». Il ministro ha aggiunto che la Russia può compiere tutte le ritorsioni che vuole, ma si tratta di «vendette, non di azioni di tutela della sicurezza russa».

L'episodio segna un ulteriore deterioramento delle relazioni bilaterali tra Italia e Russia, già tese a causa del conflitto in Ucraina e delle sanzioni occidentali. La Farnesina ha ribadito che l'Italia continuerà a contrastare con determinazione ogni attività ostile, in stretto coordinamento con gli alleati della NATO e dell'Unione Europea. L'espulsione dei due diplomatici russi rappresenta una delle misure più dure adottate dal governo italiano contro Mosca negli ultimi anni.

Autore

Francesca Bellini segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.