La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito al termine del summit Nato ad Ankara che l'Italia intende rispettare gli impegni assunti in materia di spesa per la difesa, ma ha sottolineato la necessità di farlo in modo sostenibile, stabilendo autonomamente tempi, modi e priorità. «Vogliamo chiaramente rispettare gli impegni, lo faremo, e lo stiamo facendo già, però lo vogliamo anche fare in modo sostenibile, cioè stabilendo noi i tempi, stabilendo i modi, stabilendo le priorità in base al contesto, in base alle nostre possibilità», ha dichiarato Meloni in conferenza stampa. La premier ha aggiunto che è «assolutamente necessario» procedere in questa direzione, «particolarmente in un tempo come questo».
Sul fronte delle basi militari, Meloni ha tracciato una linea netta, respingendo le critiche arrivate anche da Donald Trump. «Per quello che riguarda le basi, non è che abbiamo preso delle decisioni o abbiamo fatto delle scelte così, un giorno ne facciamo una, un giorno ne facciamo un'altra. Abbiamo avuto una linea molto chiara dall'inizio del conflitto in Iran. E quella linea la manteniamo», ha spiegato. La presidente ha ribadito che l'Italia ha rispettato gli impegni «come sempre fanno le nazioni serie», ma ha confermato la decisione di non partecipare agli attacchi contro l'Iran. «Non vedo risultati concreti in Iran dall'operazione militare», ha aggiunto, pur non perdendo la speranza di procedere con un negoziato.
Riguardo alla strategia politica nei confronti degli Stati Uniti, Meloni ha dichiarato di non pentirsi di nulla. «Ho fatto un investimento politico per convinzione sull'unità dell'Occidente. L'ho rivendicato a 360 gradi. Non è una strategia che ho messo in campo con l'arrivo di Donald Trump», ha affermato. La premier ha riconosciuto l'esistenza di affinità con l'ex presidente americano su temi come l'immigrazione e la cultura woke, ma ha precisato che la sua linea è sempre stata coerente con l'interesse nazionale italiano. «Le scelte che io faccio non sono scelte dettate da piccolo cabotaggio. Io ho una strategia in testa e quella strategia è figlia di che cosa? Secondo me è nell'interesse nazionale italiano ed europeo c'è l'unità e rafforzamento dell'unità occidentale», ha spiegato.
Sul dossier Ucraina, Meloni ha annunciato che l'Italia proseguirà con gli aiuti militari a Kiev. «Penso che il ministro Crosetto stia facendo una valutazione in questo senso», ha detto, lasciando intendere che nuovi pacchetti di assistenza potrebbero essere definiti a breve. La premier ha inoltre respinto con forza le accuse della sinistra secondo cui il governo starebbe tagliando le risorse alla sanità per finanziare l'acquisto di armamenti. «Questa accusa strumentale che viene fatta di un'Italia che chiude gli ospedali per comprare i carri armati è ridicola, ridicola. Per me è un limite invalicabile», ha affermato, sottolineando la necessità di rafforzare la spesa per la difesa e la sicurezza senza togliere risorse ad altri capitoli considerati ugualmente importanti.
Infine, Meloni ha toccato il tema dello Stretto di Hormuz, dichiarando la disponibilità dell'Italia a «dare una mano, fare la propria parte, pur nella cornice che abbiamo già indicato e con i necessari passaggi parlamentari». La premier ha ribadito la volontà di mantenere un equilibrio tra gli impegni internazionali e le priorità interne, in un contesto geopolitico complesso segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalla guerra in Ucraina. La linea italiana, ha concluso, resta quella di un'unità occidentale forte, ma declinata secondo le proprie specificità nazionali.