La Commissione europea si è trovata di fronte a una delle consultazioni pubbliche più partecipate e diversificate mai registrate sul tema del tabacco e della nicotina, con oltre 82.000 contributi arrivati da 138 Paesi diversi tra il 18 maggio e il 15 giugno. Secondo uno studio pubblicato da Path to Smoke-Free e We Are Innovation, intitolato «The TPD Revision and Europe’s Innovation Economy: A Review of the Evidence», la maggioranza schiacciante delle risposte esprime dissenso rispetto all'orientamento ipotizzato da Bruxelles, chiedendo invece un approccio normativo più flessibile e basato sulle evidenze scientifiche.
L'analisi del corpus completo delle risposte ricevute dalla Commissione europea durante la consultazione pubblica per la revisione della Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e della Direttiva sulla pubblicità del tabacco (TAD) rivela un dato sorprendente: più del 90% dei contributi ha sollevato almeno un'obiezione sostanziale all'impostazione regolatoria ipotizzata, mentre soltanto il 2% si è espresso a favore di un ulteriore irrigidimento delle norme. Particolarmente significativa è la partecipazione del mondo accademico e della ricerca, con contributi provenienti da 43 nazioni: il 96% di questi si è espresso in termini critici verso la revisione proposta.
Il livello di convergenza tra categorie così differenti — cittadini, imprese, associazioni e ricercatori — è considerato raro nel contesto delle consultazioni europee. Tra i cittadini, la percentuale di dissenso si attesta al 93%, mentre tra aziende, associazioni e altre organizzazioni raggiunge il 94%. Gli autori dello studio sottolineano che un consenso così ampio su un tema solitamente polarizzato rappresenta un segnale che Bruxelles non può permettersi di ignorare.
Le motivazioni alla base delle obiezioni variano a seconda della categoria di stakeholder. I cittadini pongono l'accento sulla libertà di scelta degli adulti informati e sul rischio che ulteriori restrizioni possano favorire il mercato illecito anziché rafforzare la tutela della salute. Imprese, associazioni e operatori commerciali concentrano invece l'attenzione sugli effetti economici delle modifiche normative, richiamando i possibili impatti su occupazione, investimenti e prevedibilità regolatoria lungo l'intera filiera produttiva e distributiva. Ricercatori e accademici, infine, sottolineano la necessità di un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e sul riconoscimento delle differenze di rischio tra prodotti combustibili e alternative prive di combustione.
Nonostante i diversi punti di partenza, emerge un elemento comune: la richiesta di una regolamentazione proporzionata e basata sull'evidenza scientifica, che tenga conto delle diverse caratteristiche dei prodotti invece di applicare un approccio uniforme all'intero comparto della nicotina. Secondo il rapporto, l'aspetto più significativo della consultazione potrebbe non riguardare direttamente il tabacco. Diversi contributi provenienti dal mondo universitario — tra cui quelli attribuiti a istituzioni come IE University, Northeastern University London e University of Delaware — evidenziano infatti il rischio che una regolamentazione non calibrata possa avere effetti più ampi sull'ecosistema dell'innovazione europeo.
L'argomento centrale è che l'aumento dei costi di conformità, l'incertezza normativa e la riduzione degli incentivi a investire in ricerca e sviluppo possano frenare gli investimenti nei settori ad alta intensità tecnologica. In particolare, l'Università del Delaware sottolinea come la riapertura frequente dei quadri regolatori in comparti caratterizzati da cicli di investimento lunghi possa accrescere il costo del capitale e ridurre l'attrattività dell'Europa per gli investitori. Da questa prospettiva, la revisione della TPD diventerebbe non solo una questione di politica sanitaria, ma anche un test sulla capacità dell'Unione europea di creare un contesto favorevole all'innovazione.
Sulla base dell'analisi della consultazione, il rapporto individua cinque principi che dovrebbero guidare l'eventuale revisione della normativa europea: differenziare il quadro regolatorio in funzione del profilo di rischio dei diversi prodotti; valutare esplicitamente gli effetti dell'incertezza normativa sugli investimenti in ricerca e sviluppo; quantificare gli impatti economici e occupazionali lungo l'intera filiera produttiva e distributiva; considerare preventivamente il possibile spostamento della domanda verso il mercato illecito; adottare standard rigorosi di evidenza causale, in linea con i criteri di valutazione del Regulatory Scrutiny Board.
La consultazione pubblica si è ormai conclusa. La decisione finale della Commissione europea sarà osservata con attenzione non soltanto dagli operatori del settore della nicotina, ma anche da chi valuta il futuro della competitività e dell'innovazione in Europa. Secondo gli autori dello studio, il modo in cui Bruxelles interpreterà gli oltre 82.000 contributi ricevuti rappresenterà un segnale importante sulla direzione che l'Unione intende imprimere alla propria politica regolatoria nei prossimi anni.