Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato la conquista della città di Kostantinovka, nel Donetsk, definendola una «prima, ma importantissima tappa» nella distruzione delle linee difensive ucraine. L'annuncio, arrivato dopo un incontro con i vertici delle forze armate russe, è stato però immediatamente smentito da Kiev e dall'Institute for the Study of War (Isw), think tank occidentale di riferimento per l'analisi del conflitto.
Secondo Putin, la caduta di Kostantinovka aprirebbe una breccia nella linea di fortificazioni che protegge la porzione dell'oblast ancora sotto controllo ucraino. Il presidente russo ha descritto l'area fortificata di Slavyansk-Kramatorsk-Konstantinovka come un «profondo sistema di fortificazioni a più livelli», trasformato dalle forze di Kiev in un unico centro difensivo. «Questa è solo la prima, ma importantissima tappa», ha dichiarato Putin, promettendo una risposta agli attacchi ucraini contro il territorio russo. «Più attacchi il nemico cercherà di infliggere alle nostre infrastrutture civili, maggiore sarà la zona di sicurezza che dovremo creare nel territorio adiacente», ha aggiunto, ribadendo che quei territori sono «storicamente territorio russo».
L'esercito ucraino ha respinto con forza la rivendicazione. «Lo neghiamo, si tratta dell'ennesima dichiarazione falsa», ha affermato lo Stato Maggiore ucraino in un comunicato ufficiale. Anche l'Isw ha smentito la notizia, sottolineando che l'annuncio di Putin è «in contrasto con tutte le prove disponibili sull'effettiva portata degli avanzamenti russi nella città». Secondo l'istituto, le forze russe hanno ottenuto guadagni tattici all'interno di Kostantinovka nelle ultime settimane, ma la maggior parte della presenza russa in città è composta da piccoli gruppi di infiltrati disseminati tra le posizioni ucraine, rendendo la città ancora contesa.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reagito con una proposta provocatoria: ha sfidato Putin a incontrarsi proprio a Kostantinovka per colloqui bilaterali, visto che Mosca ne rivendica la «liberazione». «Se Konstantinovka è ora sotto il controllo russo, allora probabilmente Putin non avrà problemi a incontrarmi lì e a trovare soluzioni diplomatiche per porre fine alla guerra», ha scritto Zelensky sui social, accusando il leader russo di aver mentito al mondo e al presidente statunitense Donald Trump nel Giorno dell'Indipendenza americana. «Non attraverserà il fronte: la verità è ben diversa dalle parole di Putin», ha osservato.
Il Cremlino ha accolto con favore la disponibilità al dialogo espressa da Zelensky, ma ha insistito sul fatto che Mosca è la sede appropriata per eventuali colloqui. «Se il signor Zelensky esprime in questo modo la sua disponibilità a venire nella Federazione russa, lo accogliamo con favore. Ma vorremmo ricordare che anche Putin si è detto disponibile a riceverlo a Mosca. Dopotutto, Mosca, non Konstantinovka, è la capitale della Federazione russa. Pertanto, può venire a Mosca non appena sarà pronto a prendere decisioni importanti e di grande responsabilità», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
Parallelamente alle tensioni diplomatiche, la guerra ha visto un'escalation con un attacco su larga scala di droni ucraini contro un terminal petrolifero a San Pietroburgo. All'alba, decine di droni hanno colpito il Grande Porto della città, sul Golfo di Finlandia, provocando colonne di fumo nero e fiamme visibili in tutta l'area portuale. Il terminale colpito è uno dei più grandi impianti di stoccaggio ed esportazione di carburante della Russia, con una capacità di movimentazione di circa 12,5 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi all'anno, trasportati via fiume, ferrovia e strada. L'entità dei danni non è ancora chiara, e l'esercito ucraino non ha ancora commentato ufficialmente l'operazione.
Il governatore di San Pietroburgo, Alexander Beglov, ha confermato l'attacco su Telegram, scrivendo: «San Pietroburgo è sotto attacco su larga scala da parte di droni militari nemici. I sistemi di difesa aerea sono in funzione». Beglov ha esortato i residenti a rimanere in casa e a evitare di uscire fino a quando la minaccia non sarà cessata, avvertendo anche di possibili interruzioni dei servizi di telefonia mobile. Le autorità locali hanno riferito che decine di droni sono stati abbattuti nell'oblast di Leningrado durante la notte.
Zelensky ha diffuso su Telegram filmati dell'attacco al terminal, mostrando l'impianto avvolto dalle fiamme, e ha definito l'operazione «sanzioni a lungo termine contro la Russia». Secondo il presidente ucraino, le forze di Kiev hanno colpito anche un sito militare a Kronstadt, città portuale vicino a San Pietroburgo, situata nel Golfo di Finlandia. «Il terminal petrolifero genera denaro per lo sforzo bellico russo», ha sottolineato Zelensky, giustificando l'attacco come un tentativo di ridurre le risorse finanziarie di Mosca per la guerra.