Una rara copia della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti è stata scoperta negli archivi del governo britannico, dove era rimasta dimenticata per quasi 250 anni. Il ritrovamento è avvenuto lo scorso maggio grazie a un archivista volontario, Michael Scurr, impegnato in un progetto di catalogazione dei documenti dell'epoca rivoluzionaria. I National Archives del Regno Unito hanno reso noto il ritrovamento in vista del 250° anniversario della Dichiarazione, che ricorre sabato 4 luglio.
Secondo gli archivisti, il documento è uno degli appena undici esemplari conosciuti di un'edizione stampata a Exeter, nel New Hampshire, tra il 16 e il 19 luglio 1776, circa due settimane dopo l'adozione della Dichiarazione d'Indipendenza a Filadelfia, il 4 luglio dello stesso anno. La copia, accuratamente restaurata e conservata, presenta ancora perfettamente leggibile il celebre passaggio che afferma come «tutti gli uomini sono creati uguali» e abbiano diritto alla «vita, alla libertà e alla ricerca della felicità».
La scoperta è avvenuta quasi per caso. Scurr, dopo aver letto una lettera del comandante Thomas Fitzherbert all'Ammiragliato britannico nella quale si faceva riferimento ad alcuni «allegati», ha deciso di cercare altri documenti. «Ho trovato questo foglio ripiegato e lì c'era la Dichiarazione. Non avevo mai visto nulla di simile», ha dichiarato il volontario, visibilmente emozionato per il ritrovamento.
La copia faceva parte di un gruppo di documenti sequestrati il 24 dicembre 1776 dai marinai della nave da guerra britannica Raisonable, che intercettò al largo di Capo Finisterre, nel nord-ovest della Spagna, il veliero americano Dalton. Quest'ultimo era un privateer, una nave privata autorizzata dal governo rivoluzionario americano a svolgere operazioni militari contro il Regno Unito. Il Dalton era salpato nel novembre del 1776 da Portsmouth, nel New Hampshire, e si ritiene che il suo comandante, Eleazer Johnson, avesse acquistato lì la copia della Dichiarazione.
Secondo Amanda Bevan, responsabile degli archivi legali dei National Archives, il comandante Fitzherbert potrebbe aver inviato il documento all'Ammiragliato britannico ritenendolo un'informazione strategicamente rilevante. «Non c'era motivo di pensare che Fitzherbert sapesse se l'Ammiragliato possedesse già una copia della Dichiarazione», ha spiegato Bevan. «Probabilmente inviò il documento perché lo riteneva un'informazione importante.»
Il Dalton fu il primo corsaro americano catturato in acque europee durante la Guerra d'Indipendenza e il primo a essere condotto in un porto britannico anziché nella New York controllata dagli inglesi. Insieme alla Dichiarazione, furono recuperati anche le regole d'ingaggio delle navi statunitensi e la commissione che autorizzava il Dalton a operare per conto del governo americano, firmata personalmente da John Hancock, uno dei principali firmatari della Dichiarazione d'Indipendenza.
Dopo l'arrivo a Londra, il documento sembra essere rimasto dimenticato negli archivi fino allo scorso maggio. Gli archivisti sottolineano che, sebbene esistano altre copie delle prime edizioni della Dichiarazione d'Indipendenza, questa è particolarmente preziosa perché la cattura del Dalton fu regolarmente registrata davanti all'Alta Corte dell'Ammiragliato di Londra. Questo consente di ricostruire con precisione il percorso seguito dal documento.
Secondo gli esperti, mentre gran parte della documentazione del Dalton fu trasferita al tribunale, la Dichiarazione d'Indipendenza rimase eccezionalmente tra le carte personali di Fitzherbert, probabilmente perché il comandante la considerava un documento di particolare importanza storica e militare. Il ritrovamento offre ora agli storici una nuova prospettiva sulla diffusione delle idee rivoluzionarie americane in Europa e sul ruolo della corrispondenza militare nella conservazione di documenti fondamentali.