Il Reddito Energetico Nazionale è una misura promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, gestita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che consente alle famiglie con redditi più bassi di installare un impianto fotovoltaico nella propria abitazione senza dover sostenere l'investimento iniziale. L'obiettivo è duplice: ridurre il peso delle bollette energetiche e favorire la diffusione delle fonti rinnovabili, contrastando la povertà energetica. Il contributo viene erogato direttamente all'impresa installatrice, quindi il beneficiario non deve anticipare il costo principale dell'impianto.
Possono accedere al Fondo le persone fisiche appartenenti a nuclei familiari con un Isee non superiore a 15.000 euro, oppure fino a 30.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. Il richiedente deve essere residente nell'immobile dove verrà installato l'impianto, essere proprietario, usufruttuario o titolare di un altro diritto reale sull'abitazione (non sono ammessi contratti di locazione), e intestatario della fornitura elettrica. La potenza dell'impianto non deve superare quella del contatore già in uso. La misura è accessibile anche a chi vive in condominio, purché l'installazione sia tecnicamente possibile e siano rispettate le regole per l'uso delle parti comuni. Nelle precedenti annualità, l'80% delle risorse era riservato alle Regioni del Mezzogiorno, ma non è ancora chiaro se questa ripartizione sarà confermata per il prossimo bando.
L'agevolazione riguarda impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 2 e 6 kW, destinati all'autoconsumo domestico. Il contributo è composto da una quota fissa di 2.000 euro e una quota variabile di 1.500 euro per ogni kW installato, fino a un tetto massimo di 11.000 euro. Nella maggior parte dei casi, il contributo copre integralmente o quasi il costo dell'intervento, permettendo l'installazione senza esborsi iniziali. È comunque opportuno verificare con l'impresa installatrice se, in presenza di particolari caratteristiche dell'immobile o di interventi aggiuntivi, possano essere richieste spese accessorie non comprese nel finanziamento. L'energia prodotta e non autoconsumata non viene valorizzata economicamente per il beneficiario: le eccedenze sono messe a disposizione del GSE, che utilizza i proventi per alimentare nuovamente il Fondo e consentire ad altre famiglie di accedere alla misura.
Per presentare la domanda, è necessario rivolgersi a un'impresa installatrice accreditata presso il GSE, che effettui un sopralluogo, verifichi la fattibilità dell'intervento e predisponga la proposta tecnica ed economica. Con il supporto dell'installatore, il richiedente presenta la domanda attraverso il portale del GSE. La realizzazione dell'intervento resta subordinata all'ammissione al beneficio: solo dopo l'approvazione si procede con l'installazione e l'erogazione del contributo direttamente all'impresa. Un impianto fotovoltaico può coprire dal 40% al 60% del fabbisogno elettrico annuo di una famiglia, con un risparmio che per un impianto da circa 3 kW può arrivare a diverse centinaia di euro l'anno. Il Reddito Energetico Nazionale non è cumulabile con altri incentivi pubblici per le stesse spese, come le detrazioni fiscali per il fotovoltaico. Al momento non è ancora stato pubblicato il bando per il 2026, né sono state comunicate le date di apertura dello sportello per la presentazione delle domande.