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Rimpatri a Ceuta quasi conclusi, martedì vertice urgente Ue
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Rimpatri a Ceuta quasi conclusi, martedì vertice urgente Ue

Quasi concluso il controesodo dall'exclave spagnola di Ceuta dopo l'arrivo di decine di migliaia di migranti. Martedì riunione straordinaria dei ministri Ue, mentre Sanchez critica la reazione «egoistica» di alcuni Paesi.

Aggiornato 02 Авг, 10:105 min
Rimpatri a Ceuta quasi conclusi, martedì vertice urgente Ue
Ceuta, rimpatriati tutti i migranti. Martedì il vertice d'urgenza Ue. L'ira di Sanchez: "Egoisti" · RSS source
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Quasi concluso il controesodo dall'exclave spagnola di Ceuta dopo l'arrivo di decine di migliaia di migranti. Martedì riunione straordinaria dei ministri Ue, mentre Sanchez critica la reazione «egoistica» di alcuni Paesi.

Il controesodo dei migranti dall'exclave spagnola di Ceuta è quasi completato: dopo l'ingresso di decine di migliaia di persone nei giorni scorsi, le autorità di Madrid riferiscono che la situazione è «quasi completamente ribaltata». Mentre i rimpatri procedono sotto la sorveglianza di soldati e poliziotti spagnoli, i ministri della Giustizia e dell'Interno dell'Unione Europea si preparano a un vertice straordinario in videoconferenza convocato per martedì per discutere di un afflusso improvviso la cui dinamica lascia aperti numerosi interrogativi.

Secondo il presidente della comunità autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas, del Partito Popolare all'opposizione, sono state circa 60mila le persone entrate a Ceuta dalla frontiera con il Marocco in pochi giorni. Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha confermato che la situazione si è quasi completamente ribaltata, con i rimpatri in corso. Molti dei migranti, per lo più giovani uomini, hanno raggiunto a nuoto il territorio spagnolo dopo aver aggirato una piccola barriera di confine sul Mediterraneo; in almeno 67 hanno perso la vita nel tentativo.

Per rafforzare la sicurezza del valico, il ministero dell'Interno ha annunciato l'installazione di una nuova barriera pneumatica lunga 500 metri vicino al posto di frontiera. Sul posto, i cronisti hanno assistito ai rimpatri di richiedenti asilo, per lo più giovani uomini, accompagnati da militari e agenti pronti a incalzare chi indugiava sul sentiero costiero.

Le cause dell'ondata restano poco chiare. A differenza della crisi del 2021 a Melilla, l'altra exclave spagnola in Marocco, quando l'apertura della frontiera fu letta come una rappresaglia per l'ospitalità medica offerta da Madrid al leader del Fronte Polisario Brahim Ghali, questa volta Rabat non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Una fonte marocchina vicina alle operazioni di frontiera ha riferito che i rimpatriati vengono trasportati direttamente a casa in autobus o in treno da Tangeri, a 70 chilometri da Ceuta, e che il valico di Fnideq e le colline circostanti sono ora «completamente sicuri». Nella giornata di ieri, dalle alture che sovrastano il valico, centinaia di migranti avevano lanciato pietre contro le forze di sicurezza.

Sul fronte politico la crisi non è rientrata. La riunione di martedì è stata convocata dopo una lettera aperta firmata da 22 Stati membri, promossa da Italia e Danimarca, che chiede una risposta rapida e coordinata per «prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati», contrastare le reti di trafficanti e eliminare fattori che possano incentivare nuovi ingressi illegali. Alla missiva, indirizzata al presidente del Consiglio europeo António Costa, alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e alla presidenza irlandese, non hanno aderito Spagna e Francia.

La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha scritto su X che la difesa delle frontiere esterne dell'Unione «non è interesse di una singola nazione, ma una responsabilità condivisa dell'Europa». L'Italia ha inoltre sospeso per un mese, con effetto da oggi, l'accordo di Schengen con la Spagna, che consente la libera circolazione tra i Paesi dell'area.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, in una lettera ai vertici della Commissione e del Consiglio europeo, ha appoggiato la convocazione della videoconferenza ma criticato la reazione «egoistica» di alcuni Paesi Ue. Ursula von der Leyen ha dichiarato su X che il blocco deve «imparare dalle esperienze passate per migliorare la nostra resilienza europea» e ha sottolineato che in questi giorni nessuna persona ha raggiunto la Spagna continentale o il resto dell'Ue da Ceuta, territorio di 18,5 chilometri quadrati che, con Melilla, rappresenta un avamposto europeo in Africa.

La presidenza di turno irlandese dell'Ue ha confermato la convocazione del Consiglio Giustizia e Affari interni per martedì. Il premier irlandese Micheál Martin ha assicurato che l'Irlanda resta «in stretto contatto con tutti gli Stati membri e le istituzioni» e continua a monitorare la situazione. Resta da vedere se il vertice riuscirà a tradurre la pressione politica in misure comuni, mentre Madrid e Rabat gestiscono sul terreno una delle emergenze migratorie più delicate degli ultimi anni ai confini meridionali dell'Europa.