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Trump: «L'immigrazione sta uccidendo l'Europa»
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Trump: «L'immigrazione sta uccidendo l'Europa»

Il presidente americano attacca i leader europei su immigrazione ed energia e annuncia trattative per lo Stretto di Hormuz. Teheran smentisce. L'ambasciatore Usa: «Critiche a Meloni? Un complimento».

Aggiornato 04 Авг, 08:175 min
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Il presidente americano attacca i leader europei su immigrazione ed energia e annuncia trattative per lo Stretto di Hormuz. Teheran smentisce. L'ambasciatore Usa: «Critiche a Meloni? Un complimento».

Donald Trump ha lanciato un nuovo attacco alle politiche europee, sostenendo che l'immigrazione illegale rappresenta una minaccia mortale per il continente. Parlando ai giornalisti dallo Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti ha invitato i leader del Vecchio Continente a cambiare rotta: «In Europa dovete fermare l'immigrazione illegale». Per Trump sono due le principali minacce alla stabilità europea: «Al primo posto l'immigrazione, al secondo l'energia». E ha aggiunto: «Conosco il Continente meglio delle persone che lo guidano».

Le dichiarazioni arrivano in un momento di tensione tra Washington e i principali alleati europei, soprattutto sul tema della Nato e dei contributi alla difesa comune. Trump, ha ricordato l'ambasciatore americano in Italia Tilman Fertitta, è scontento dell'Alleanza atlantica e per questo ha parole dure nei confronti dei suoi leader. A Bari, a bordo dello yacht Boardwalk, Fertitta ha incontrato la stampa e ha offerto una lettura precisa delle critiche rivolte alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Donald Trump è scontento della Nato in questo momento - ha spiegato - e uno dei motivi per cui ha avuto parole dure nei confronti di Giorgia Meloni è che gli Stati Uniti la considerano una leader mondiale, non semplicemente la presidente del Consiglio italiana».

Secondo il diplomatico, quelle parole vanno interpretate come un segno di stima. «In un certo senso è un complimento che Donald Trump la critichi, perché significa che la rispetta abbastanza come leader da aspettarsi di più da lei e da chiederle di fare di più», ha detto. «Non lo vedete attaccare altri. Critica il primo ministro del Regno Unito, critica la Francia, critica l'Italia. Quindi prendetelo come un complimento per la vostra presidente del Consiglio: significa che la considera una leader mondiale e che per questo le dice cosa si aspetta da lei».

Fertitta ha poi invitato a non prendere alla lettera tutte le uscite del presidente. «Donald Trump dice anche certe cose per ottenere un effetto. E voi ci cascate completamente. Un'ordinanza restrittiva? Dai, siamo seri. Donald Trump si diverte. È una persona molto carismatica», ha aggiunto. L'ambasciatore ha raccontato di aver cenato con Meloni e Trump, descrivendo un rapporto personale solido: «Si piacciono, hanno un ottimo rapporto».

Nella stessa giornata, Trump ha affrontato anche il dossier iraniano, alternando minacce militari ad aperture diplomatiche. «Avremmo dovuto colpirli duramente ieri. Molto, molto duramente, più di qualsiasi attacco dalla Seconda guerra mondiale a oggi», ha dichiarato. Poco dopo, però, ha annunciato l'avvio di trattative per la riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il trasporto mondiale del petrolio. «C'è un accordo su Hormuz e ce ne sarà uno sulla denuclearizzazione dell'Iran», ha detto. «Stiamo parlando di riaprire lo Stretto, di averlo completamente aperto entro domani. Questa è la fase uno». Il dossier sul programma nucleare iraniano, ha precisato, sarà il passaggio successivo.

Per l'amministrazione americana, i nuovi negoziati rappresentano l'ultima chance per l'Iran di stringere un accordo ed evitare un'azione militare su larga scala. La risposta di Teheran, però, è stata immediata e negativa. La Repubblica islamica ha smentito l'esistenza di un'intesa su Hormuz, mentre il presidente Masoud Pezeshkian ha avvertito: «Non cerchiamo lo scontro, ma agiremo con fermezza per difendere la nostra sicurezza e sovranità». Anche i pasdaran continuano a considerare lo Stretto chiuso, a conferma di uno stallo che resta totale.

Le parole di Trump arrivano mentre la questione migratoria continua a dividere l'Europa e mentre il fronte mediorientale resta segnato da una tensione altissima. La Casa Bianca sembra voler tenere aperte entrambe le partite: da un lato la pressione sui partner europei perché adottino politiche più restrittive, dall'altro la ricerca di un canale diplomatico con Teheran, pur mantenendo sul tavolo l'opzione militare. L'esito dell'iniziativa su Hormuz, per ora, è incerto: le aperture del presidente americano sono state smentite da Teheran, ma il fatto stesso che Washington dica di lavorare a una «fase uno» mostra quanto il dossier sia considerato urgente.