È stata raggiunta l'intesa per il rinnovo del contratto del comparto funzioni locali della Pubblica amministrazione per il triennio 2025-2027. L'accordo, firmato all'Aran, riguarda circa 430mila dipendenti di Comuni, Regioni e Province e prevede aumenti salariali strutturali che andranno a regime entro la metà del 2027. Il valore complessivo dell'intesa si aggira intorno al miliardo di euro, inserito nel più ampio stanziamento di 10 miliardi previsto dalla manovra 2025 per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego.
Le cifre dell'aumento variano in base alla categoria professionale. Alla base della piramide ci sono gli Operatori, ovvero il personale di supporto come custodi, uscieri e commessi di segreteria: per loro l'incremento totale mensile a regime sarà di 118,69 euro, di cui 108,95 di voce tabellare e 9,74 di indennità di comparto. Salendo di livello, gli Operatori Esperti — la spina dorsale tecnica e manutentiva dei Comuni, che comprende elettricisti, muratori, autisti di scuolabus, giardinieri e centralinisti — vedranno una crescita complessiva di 125,35 euro al mese.
Un aumento più consistente, pari a 141,40 euro mensili a regime, è stato riconosciuto agli Istruttori, che rappresentano il nucleo operativo fondamentale della Pa locale. In questa fascia rientrano i geometri degli uffici tecnici, i contabili di ragioneria, gli addetti all'anagrafe e allo stato civile, gli educatori degli asili nido e gli agenti della Polizia Locale. Per la categoria dei Funzionari — che include specialisti di processo, assistenti sociali, ingegneri e architetti — e per le Elevate Professionalità, come i responsabili di settore, i comandanti di Polizia Locale e i capi area che dirigono gli uffici nei Comuni, l'aumento sarà di 154,13 euro al mese. A questa cifra si aggiunge la conferma della retribuzione di posizione, che varia tra 5.000 e 22.000 euro annui lordi.
L'intesa non si limita agli aspetti economici, ma introduce importanti novità sul fronte dell'innovazione. Per la prima volta vengono stabiliti paletti chiari sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione. L'accordo garantisce la trasparenza e la supervisione umana sui processi decisionali, vietando decisioni automatizzate che possano incidere sul rapporto di lavoro. Si tratta di un passo significativo verso la modernizzazione della Pa, che cerca di coniugare efficienza e tutela dei lavoratori.
Dal punto di vista sindacale, l'accordo segna un cambiamento di postura rispetto al passato. La Cgil, che nella precedente tornata contrattuale si era distinta per un rifiuto pregiudiziale delle proposte dell'esecutivo, questa volta si prepara a firmare il testo. Il sindacato guidato da Maurizio Landini, dopo aver abbandonato i toni da «pasdaran delle virgole» e la mobilitazione ideologica, ha scelto una linea più pragmatica, ratificando di fatto l'impianto economico e organizzativo costruito dal governo e dall'Aran. Anche la Cisl Fp, attraverso il segretario generale Giovanni Chierchia, ha espresso soddisfazione per l'intesa, sottolineando come la linea del sindacato abbia portato a «rinnovi ravvicinati, salari più alti e nuovi diritti».
Con la firma sul comparto funzioni locali, la stagione contrattuale della Pubblica amministrazione compie un passo avanti decisivo. Dopo l'accordo già archiviato per le funzioni centrali, restano tuttavia da completare i rinnovi nei due comparti con la maggiore massa critica: la sanità e la scuola. Il percorso avviato dal governo, con il ministro Paolo Zangrillo in prima linea, sembra aver progressivamente disarmato le opposizioni sindacali grazie alla concretezza dei numeri e alla capacità di trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e le richieste dei lavoratori.