La Sole 24 Ore Business School ha avviato una nuova fase della sua storia con un rebranding che aggiorna identità, logo, sito e offerta formativa, con l'obiettivo di rispondere alle trasformazioni del lavoro e rafforzare il legame con studenti, imprese e mercato occupazionale. La scuola, che opera da oltre trent'anni nella formazione manageriale, si presenta con un nome rinnovato e un ecosistema digitale aggiornato, ma senza ripartire da zero: si tratta di un'evoluzione del percorso costruito in più di tre decenni, come sottolineano i responsabili dell'iniziativa.
Il rebranding nasce all'interno di una collaborazione più stretta tra Digit'Ed, il gruppo di cui la Business School fa parte, e il Gruppo Il Sole 24 ORE, riferimento nel panorama editoriale economico-finanziario italiano. Da un lato, Digit'Ed porta l'esperienza nella progettazione formativa e nel digital learning; dall'altro, il quotidiano economico contribuisce con il suo patrimonio di contenuti, analisi e competenze. L'obiettivo dichiarato è portare nelle aule — fisiche e online — un sapere più vicino alle esigenze concrete di aziende e professionisti, unendo metodo didattico, contenuti specialistici e rapporto diretto con il mondo produttivo.
La scuola punta a tradurre l'analisi dei fenomeni economici e sociali in competenze spendibili nel lavoro, una formula che guarda tanto ai giovani laureati quanto ai manager già inseriti in azienda. In un mercato che cambia rapidamente, con ruoli nuovi e competenze che invecchiano prima, il tema della formazione continua è centrale. La scuola vanta numeri già consolidati: 10.000 studenti all'anno, 600 aziende partner, 1.200 docenti, più di 350 master e corsi, e un tasso di occupabilità dichiarato del 90% entro quattro mesi dal Master Post Laurea.
Alice Acciarri, Managing Director di Sole 24 Ore Business School, ha spiegato che il rebranding serve a valorizzare la storia della scuola e a proiettarla in un modello più vicino al mercato del lavoro. «Una certezza guida questo percorso: la formazione non cambia nella sua identità», ha detto Acciarri, sottolineando che restano centrali «valori, approccio learning by doing e centralità degli studenti». Ha poi aggiunto che «le sinergie tra Gruppo Digit'Ed e Gruppo Il Sole 24 ORE rafforzano la qualità dell'offerta e ampliano le opportunità».
L'offerta formativa viene ampliata e riorganizzata intorno ad alcune aree considerate decisive per la trasformazione delle imprese. Tra queste figurano general management, finanziamenti europei, HR e people strategy, leadership intergenerazionale, intelligenza artificiale, sostenibilità ed ESG, management sanitario e giornalismo economico. Sono ambiti diversi, ma collegati da una richiesta comune: formare profili capaci di leggere i cambiamenti e di intervenire nei processi aziendali con strumenti concreti.
Il modello didattico conferma un'impostazione pratica, con attenzione all'integrazione tra competenze tecniche e competenze manageriali. La scuola rivendica un approccio costruito su casi aziendali, esercitazioni, confronto con professionisti e docenti provenienti dal mercato. Nella nuova fase, la faculty si arricchisce con l'ingresso di firme del Gruppo Il Sole 24 ORE, accanto a manager, consulenti e specialisti di settore.
Il dato sull'occupabilità del 90% entro quattro mesi dal Master Post Laurea resta uno degli elementi più rilevanti nella comunicazione della scuola, perché misura il rapporto tra formazione e sbocchi professionali. In un contesto in cui studenti e famiglie chiedono percorsi con ritorni misurabili, il legame con le aziende partner diventa parte integrante dell'offerta. Sono 600, secondo i dati diffusi, le realtà coinvolte a vario titolo nell'ecosistema della Business School.
La sfida, ora, sarà dare continuità al nuovo posizionamento senza disperdere la riconoscibilità costruita negli anni. Il nome Sole 24 Ore Business School richiama un marchio già radicato nel mondo economico italiano; il passaggio successivo sarà trasformare questa identità rinnovata in percorsi capaci di intercettare bisogni reali, dalle competenze digitali alla gestione delle persone, dalla sostenibilità alla finanza. «Costruire competenze capaci di generare impatto», ha sintetizzato Acciarri, una formula ambiziosa che oggi misura gran parte della formazione manageriale.