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26.08.2026Edizione ItaliaChi siamoRedazione
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Target ritira un costume per bambini dopo le accuse di immagini razziste
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Target ritira un costume per bambini dopo le accuse di immagini razziste

Il retailer statunitense ha tolto dalla vendita un costume da clown da circa 25 dollari dopo le critiche sui social. Target lo ha definito offensivo e ha promesso di rivedere il processo che lo ha portato in assortimento.

Aggiornato 25 Ago, 22:314 min
Target ritira un costume per bambini dopo le accuse di immagini razziste
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Il retailer statunitense ha tolto dalla vendita un costume da clown da circa 25 dollari dopo le critiche sui social. Target lo ha definito offensivo e ha promesso di rivedere il processo che lo ha portato in assortimento.

Target ha ritirato dalla vendita un costume di Halloween per bambini dopo che sui social media diversi utenti hanno paragonato il suo design alle immagini razziste del blackface e dei minstrel show americani.

Il prodotto era commercializzato come Kids’ Circus Glow Clown Halloween Costume Bodysuit e faceva parte della linea stagionale Hyde and EEK! Boutique. Costava circa 25 dollari e comprendeva un completo arancione e nero, guanti neri, una maschera in rete con un sorriso molto accentuato e un piccolo cappello. Il tessuto era pensato per brillare sotto la luce nera.

La polemica è esplosa quando la combinazione di questi elementi è stata letta non come semplice estetica horror, ma come un richiamo a caricature razziste della storia statunitense. I commenti online hanno attirato l’attenzione di numerosi media e il 24 agosto Target ha diffuso una dichiarazione ufficiale.

L’azienda ha definito il costume offensivo e ha ammesso che non avrebbe mai dovuto entrare nel proprio assortimento. Ha chiesto scusa, sottolineando il dolore provocato in particolare a clienti, dipendenti e partner neri. Target ha inoltre spiegato che la rimozione del prodotto è soltanto un primo passo e che sta cercando di capire come sia stato approvato e quali procedure debbano cambiare.

Per comprendere la sensibilità del caso bisogna guardare alla storia evocata dalle critiche. La Library of Congress descrive il blackface minstrelsy come una forma di intrattenimento molto popolare nell’Ottocento, costruita su caricature degli afroamericani attraverso musica, danza, comicità e gesti esagerati. Questi spettacoli diffusero stereotipi degradanti che continuarono a influenzare la cultura popolare ben oltre la loro epoca.

È qui che un costume per bambini smette di essere un oggetto neutro. Moda, travestimento e immaginario visivo funzionano per associazioni: colori, silhouette, maschere ed espressioni rimandano a figure già viste. Quando alcune di quelle figure hanno una storia di discriminazione, il confine tra citazione involontaria e immagine offensiva può diventare sottile, ma l’effetto sul pubblico resta concreto.

La risposta di Target è stata netta. L’azienda non ha difeso il costume come un prodotto frainteso, ma ha riconosciuto che non avrebbe dovuto venderlo. La questione ora riguarda il percorso interno: design, acquisti, fotografia, e-commerce e merchandising sono tutti passaggi in cui un segnale problematico può essere individuato oppure ignorato.

Il caso arriva inoltre dopo i cambiamenti annunciati da Target nel gennaio 2025 sul fronte della diversità. Il gruppo ha concluso i propri obiettivi triennali di diversity, equity and inclusion, ha portato a termine le iniziative REACH secondo il programma, ha interrotto la partecipazione a sondaggi esterni focalizzati sulla diversità e ha rinominato il team Supplier Diversity in Supplier Engagement.

Non esistono prove che queste decisioni abbiano causato direttamente l’episodio del costume e Target non ha fatto questo collegamento. Il contesto, però, pesa sulla percezione pubblica: i consumatori giudicano un marchio mettendo insieme prodotti, campagne, politiche e reazioni agli errori.

Il costume non è più disponibile. Resta da vedere se l’indagine interna annunciata da Target produrrà cambiamenti concreti nel modo in cui il retailer valuta l’impatto culturale delle immagini prima che arrivino sugli scaffali e sugli schermi delle famiglie.

Autore

Alessia Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.

Fonte: documento originale