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Un set da scacchi LEGO ispirato al Bauhaus usa le forme per indicare le mosse
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Un set da scacchi LEGO ispirato al Bauhaus usa le forme per indicare le mosse

Il concept di Pinke Gans, proposto come progetto fan su LEGO Ideas, rielabora gli scacchi geometrici disegnati da Josef Hartwig nel 1923 trasformando le forme dei pezzi in indizi visivi sui movimenti.

Aggiornato 03 Nov, 14:555 min
Un set da scacchi LEGO ispirato al Bauhaus usa le forme per indicare le mosse
© yankodesign.com
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Il concept di Pinke Gans, proposto come progetto fan su LEGO Ideas, rielabora gli scacchi geometrici disegnati da Josef Hartwig nel 1923 trasformando le forme dei pezzi in indizi visivi sui movimenti.

Il cavallo ha una testa riconoscibile a colpo d'occhio, ma nulla nella sua forma suggerisce il movimento a L che lo caratterizza. Per chi impara gli scacchi, riconoscere i pezzi e ricordarne le mosse sono due compiti distinti. Il concept Bauhaus Chess Set, firmato dal designer Pinke Gans e presentato come progetto fan su LEGO Ideas, parte proprio da questa difficoltà: far sì che la forma dei pezzi contribuisca a spiegarne il comportamento sulla scacchiera.

Secondo quanto riferito dal designer, l'idea è nata durante una visita estiva al Bauhaus Museum di Weimar, in Germania. Lì, gli scacchi geometrici realizzati da Josef Hartwig hanno richiamato alla mente i mattoncini LEGO. Il collegamento è immediato: un sistema di costruzione basato su forme elementari incontra un set pensato proprio per rendere quelle forme significative. Hartwig aveva disegnato il suo set nel 1923, mentre lavorava nella scuola di Weimar, e la sua astrazione non si limitava a eliminare i dettagli decorativi. I pezzi usavano la propria forma per comunicare il movimento, sostituendo le figure familiari con un vocabolario geometrico.

Il cavallo è l'esempio più chiaro. La sua forma a gradini richiama il movimento a L, mentre la croce diagonale dell'alfiere rimanda ai percorsi diagonali sulla scacchiera. La versione di Pinke Gans riporta queste forme riconoscibili nei mattoncini. Si tratta di richiami utili alla memoria, non di un sostituto completo delle regole: un piccolo cubo non può spiegare ogni complicazione, come la prima mossa del pedone o la cattura. Nelle immagini fornite, la regina è la maggiore eccezione rispetto agli spigoli dritti dominanti. Il suo top arrotondato diventa una costruzione sfaccettata e stratificata, con elementi individuali visibili sulla superficie. Vicino, il re presenta un cubo più piccolo ruotato rispetto alla base. Insieme introducono una variazione sufficiente a interrompere la regolarità dei blocchi.

La traduzione in mattoncini cambia anche il modo in cui leggiamo le superfici. Gli esemplari storici di Hartwig erano in legno, mentre qui giunture e cuciture delle tessere restano visibili, creando una seconda griglia più fine all'interno del motivo generale della scacchiera. La scacchiera stessa è sobria: quadrati bianchi e neri, un perimetro scuro e nessuno scenario elaborato che competa con i pezzi. Visti da angolazioni basse, i pezzi ricordano una piccola collezione di modellini architettonici.

Restano tuttavia alcune riserve. Chi riconosce già le sagome classiche degli scacchi le individua istantaneamente, e un set geometrico chiede di imparare un diverso sistema di identificazione prima che la sua logica diventi utile. Un re squadrato e una regina arrotondata possono risultare chiari una volta spiegati, ma ciò non garantisce un riconoscimento più rapido durante la partita. Le immagini, inoltre, non dicono quanto i pezzi tengano insieme se sollevati ripetutamente.

Va chiarito, infine, lo stato del progetto: si tratta di una proposta su LEGO Ideas, non di un prodotto annunciato in commercio. Le idee fan che raggiungono 10.000 sostenitori possono essere prese in considerazione per la produzione, ma superare quella soglia non porta automaticamente un set sugli scaffali. Il concept va quindi considerato come tale, senza presumerne una data di uscita o un prezzo.

Il motivo più forte per apprezzarlo, secondo chi lo ha osservato, è la possibilità di costruire le forme prima di giocarci. Assemblare la sagoma a gradini del cavallo potrebbe rendere la logica del design più tangibile della semplice lettura di una spiegazione accanto a un pezzo finito. Resta comunque necessario imparare gli scacchi, ma dedicare del tempo a costruire il pezzo che rappresenta una mossa sembra un'introduzione particolarmente appropriata all'idea di Hartwig.

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Autore

Francesca Bellini segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.

Fonte: documento originale