Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia (Tim) ha approvato all'unanimità l'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane sulle azioni ordinarie del gruppo telefonico. Il via libera del board, arrivato dopo un'attenta valutazione supportata da advisor finanziari indipendenti, rappresenta un passo decisivo verso la creazione di un grande polo nazionale dei servizi finanziari e delle telecomunicazioni, un progetto strategico per il Paese.

Secondo quanto comunicato dalla società, il cda ha ritenuto congruo il corrispettivo offerto da Poste Italiane, pari a 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste quotate su Euronext Milan per ciascuna azione ordinaria Tim portata in adesione. La valutazione si basa sulle analisi del management, supportate da un documento predisposto da Kearney, e sulle fairness opinion rilasciate da Evercore Partners International Llp e Goldman Sachs Bank Europe Se, in qualità di advisor finanziari nominati dal consiglio.

L'operazione, che prenderà il via domani e si concluderà, salvo proroghe, l'11 settembre, segna l'approdo di una strategia perseguita da Poste Italiane nel corso degli ultimi mesi. L'ingresso nel capitale di Tim risale al febbraio 2025, quando il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha acquisito il 9,8% detenuto da Cassa depositi e prestiti in cambio della partecipazione in Nexi. Successivamente, tra marzo e dicembre dello stesso anno, Poste ha rilevato anche la quota detenuta da Vivendi, arrivando a consolidare una presenza superiore al 27% del capitale e ponendo le basi per il lancio dell'offerta annunciata a marzo.

Il consiglio di amministrazione di Tim ha valutato positivamente il razionale industriale dell'operazione, sottolineando la coerenza con il percorso di trasformazione intrapreso dal gruppo guidato dall'amministratore delegato Pietro Labriola. Negli ultimi anni, Tim ha portato avanti una profonda riorganizzazione culminata nella cessione della rete e nel ritorno all'utile, elementi che hanno reso il gruppo più solido e attrattivo per un'integrazione con Poste. L'obiettivo dichiarato da Poste Italiane è quello di costruire un campione nazionale capace di integrare infrastrutture, servizi di telecomunicazione, pagamenti e piattaforme digitali, sfruttando la complementarità tra due realtà che rappresentano asset strategici per il Paese.

Dal punto di vista finanziario, il cda ha ritenuto congruo il corrispettivo offerto, basandosi anche sulle fairness opinion degli advisor. La componente in denaro di 1,67 euro per azione e la componente in titoli, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste, sono state giudicate adeguate rispetto al valore di mercato e alle prospettive future del gruppo telefonico. L'offerta è stata approvata dalla Consob in data 15 luglio 2026 con delibera numero 24080, un passaggio regolamentare necessario per garantire la trasparenza e la correttezza dell'operazione.

L'operazione avrà anche un impatto sul calendario finanziario di Tim. La società ha reso noto che il piano industriale non sarà aggiornato fino al completamento dell'offerta e alla definizione degli scenari che emergeranno al termine del periodo di adesione. Il prossimo 29 luglio saranno comunicati esclusivamente i risultati finanziari consolidati relativi al secondo trimestre e al primo semestre 2026, che verranno poi presentati al mercato nella conference call del 30 luglio. Poste Italiane ha, a sua volta, rinviato la presentazione del proprio piano industriale, inizialmente fissata al 24 luglio.

Un aspetto rilevante riguarda la partecipazione dello Stato in Poste Italiane. Dopo il completamento dell'operazione, la presenza pubblica nel gruppo guidato da Del Fante scenderà al 50%, un dato che riflette la volontà di mantenere un equilibrio tra controllo pubblico e apertura al mercato. L'Opas su Tim rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di Poste di diventare un operatore integrato nei servizi finanziari e nelle telecomunicazioni, in un contesto di forte competizione a livello europeo.

Il via libera del cda di Tim è stato accolto con favore dagli analisti, che vedono nell'operazione un'opportunità per creare sinergie significative tra i due gruppi. La combinazione delle infrastrutture di telecomunicazione di Tim con la rete di distribuzione e i servizi finanziari di Poste potrebbe generare valore per gli azionisti e migliorare l'offerta per i consumatori. Tuttavia, l'esito finale dell'offerta dipenderà dall'adesione degli azionisti di Tim, che dovranno decidere se accettare il corrispettivo proposto entro l'11 settembre.

In attesa del completamento dell'operazione, Tim continuerà a operare secondo il piano industriale esistente, concentrandosi sulla gestione ordinaria e sulla presentazione dei risultati trimestrali. Il management di Labriola ha già dimostrato capacità di rilancio, e l'integrazione con Poste potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti per il gruppo telefonico, che punta a rafforzare la propria posizione in un mercato in rapida evoluzione.