La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato al XIX Congresso nazionale della Uil a Padova, diventando l'unica premier nella storia repubblicana a intervenire ai congressi di tutte e tre le principali confederazioni sindacali durante il proprio mandato. Nel suo discorso, la leader di Fratelli d'Italia ha annunciato che il governo raccoglierà l'istanza del sindacato di garantire la detassazione dei rinnovi contrattuali anche nella prossima manovra finanziaria, dopo aver già discusso la questione con i ministri Calderone e Giorgetti.

«I dati ci restituiscono uno scenario incoraggiante, con il livello più alto di sempre del tasso di occupazione e il minimo storico del tasso di disoccupazione, sia generale sia giovanile», ha sottolineato Meloni, rivendicando anche l'aumento di un milione e duecentomila contratti a tempo indeterminato dall'inizio della legislatura e la diminuzione dei contratti precari. «Questo è un dato di straordinaria importanza, forse uno di quelli che mi rendono più orgogliosa», ha aggiunto.

La premier ha elogiato l'atteggiamento della Uil, definendo il congresso «un grande esercizio di democrazia e di partecipazione», e ha ringraziato i delegati presenti, sottolineando che «nessuno di noi può avere da solo le risposte a ogni domanda, è la capacità di ascoltare che fa la differenza, soprattutto quando l'interlocutore non è remissivo e non antepone le questioni ideologiche». Un passaggio interpretato come una critica implicita alla Cgil di Maurizio Landini, spesso accusata di un atteggiamento di muro contro muro pregiudiziale nei confronti dell'esecutivo.

Sul tema del salario giusto, Meloni ha ricordato che con il decreto Lavoro il governo ha fissato «nero su bianco un principio mai riconosciuto: la contrattazione collettiva e di qualità è lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione». La presidente del Consiglio ha poi annunciato la volontà di combattere i «contratti pirata» attraverso una maggiore condizionalità degli incentivi occupazionali, affermando che «per anni lo Stato ha distribuito soldi a pioggia a tutti, noi abbiamo con coraggio scelto di dire basta perché non sono soldi dello Stato, ma li raccoglie dalle tasche degli italiani».

In materia di fisco, Meloni ha rivendicato il taglio delle tasse sul lavoro, che ha permesso di «aumentare il netto in busta paga per milioni di lavoratori, soprattutto per i redditi medio bassi». La premier ha poi ribadito la linea di «tolleranza zero contro il caporalato» e contro «le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali e speculano sulla pelle delle persone», concordando con il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che tali organizzazioni «non sono solamente straniere».

Un passaggio toccante è stato dedicato alle morti sul lavoro: «Oltre mille l'anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti: persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate». Meloni ha rivolto un pensiero di «riconoscenza commossa» a Emma, la madre di Luana D'Orazio, morta sul lavoro, definendola «una mamma straordinaria, una persona straordinaria».

Sul fronte pensionistico, la presidente del Consiglio ha condiviso l'intervento del segretario Bombardieri, che aveva proposto di prevedere l'obbligatorietà della previdenza complementare. «Sulle pensioni bisogna ripristinare l'equilibrio o non avremo più lo stato sociale», ha avvertito Meloni, sottolineando che «il sistema così com'è rischia di non reggere per il prossimo futuro». La premier ha concluso ribadendo l'impegno del governo a «dare a questa nazione la libertà e l'autonomia necessarie, che le servono per essere davvero competitiva».