La sostenibilità in Lombardia trova il suo motore principale nelle micro e piccole imprese. Sono 163.752 le aziende regionali che si dedicano attivamente alla protezione, manutenzione e cura del territorio, e due su tre, pari al 65,4 per cento, sono imprese artigiane. Il dato emerge dal Focus elaborato dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, presentato in occasione del quarto Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato, svoltosi a Roma il 25 e 26 giugno scorsi.
L’evento, dedicato a un modello di sviluppo capace di coniugare competitività, tutela ambientale, inclusione, innovazione e coesione sociale, ha messo in luce il ruolo centrale delle piccole realtà produttive. «La sostenibilità deve diventare una politica industriale e territoriale capace di accompagnare le imprese negli investimenti e rafforzarne la competitività», ha dichiarato Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia. «Le micro e piccole imprese lombarde sono già protagoniste della transizione: riqualificano gli edifici, installano e manutengono impianti, riparano beni e veicoli, recuperano materiali, innovano i processi produttivi e mantengono lavoro e competenze anche nei territori più fragili».
La sfida della transizione energetica è particolarmente rilevante per il patrimonio edilizio lombardo. In regione, il 67,4 per cento delle abitazioni occupate è stato costruito più di quarant’anni fa, mentre il 39 per cento degli immobili dotati di Attestato di prestazione energetica appartiene alle classi meno efficienti, F e G. A contribuire al miglioramento di questo scenario sono 17.323 imprese della filiera delle fonti rinnovabili, di cui 10.901 artigiane. Parallelamente, 28.970 aziende operano nell’economia circolare, occupandosi di riparazione, riuso e recupero dei materiali.
Un ruolo decisivo è svolto anche dalla filiera della mobilità, che in Lombardia conta 27.023 imprese, il 40,4 per cento delle quali artigiane. Oltre la metà di queste attività si concentra sulla riparazione e manutenzione di automobili e motocicli. Un patrimonio di competenze essenziale in una regione dove il 52,3 per cento delle auto circolanti ha più di dieci anni, mentre le vetture elettriche rappresentano soltanto l’1,15 per cento del totale.
La sostenibilità lombarda si costruisce anche attraverso nuovi modelli di collaborazione. Il 47,3 per cento delle imprese regionali opera in relazione con altre aziende, e sono già attive 145 comunità energetiche rinnovabili, con una potenza complessiva installata di 7.040 kW. Le micro e piccole imprese investono inoltre in innovazione digitale: nel 2025, il 73,3 per cento ha realizzato almeno un investimento in questo ambito.
«La Lombardia dispone di filiere, professionalità e capacità imprenditoriali che possono farne un laboratorio avanzato della sostenibilità», ha proseguito Massetti. «Ma la transizione deve essere accessibile. Servono regole commisurate alla dimensione delle aziende, incentivi stabili, credito, energia a costi competitivi, formazione e strumenti semplici da utilizzare. Non possiamo applicare a una realtà con pochi addetti gli stessi adempimenti pensati per una multinazionale. Il principio “pensare anzitutto in piccolo” deve diventare un criterio concreto delle politiche europee, nazionali e regionali».
Il Forum sulla Sostenibilità è stato curato e moderato da Carlo Piccinato, segretario di Confartigianato Lombardia e coordinatore di Confartigianato Imprese Sostenibili, la struttura nazionale impegnata nello sviluppo di strumenti, competenze e servizi per accompagnare il sistema associativo e le imprese nelle transizioni ambientale ed energetica. Durante l’incontro, Piccinato ha richiamato il concetto di «Inclusive Sustainability», sottolineando la necessità di coniugare la tutela dell’ambiente con la giustizia sociale, evitando che gli effetti dei cambiamenti climatici si concentrino sulla popolazione meno abbiente e che i costi della sostenibilità ricadano in modo indifferenziato sui soggetti più deboli, incluse le piccole aziende e i territori con minore capacità di investimento.
Il contributo delle piccole imprese è ancora più evidente nelle aree montane e interne della regione. Nelle zone montane lombarde, le micro e piccole imprese rappresentano il 78,4 per cento dell’occupazione; nelle aree interne, l’occupazione artigiana raggiunge il 25,6 per cento, più del doppio della media regionale. Queste imprese non producono soltanto valore economico, ma garantiscono presenza, servizi, professionalità e continuità alle comunità locali.
«La vera sostenibilità è quella che tiene insieme ambiente, lavoro e comunità», ha concluso Massetti. «Non lascia indietro le piccole imprese, i giovani e i territori più periferici, ma li mette nelle condizioni di partecipare al cambiamento. La Lombardia può guidare questa trasformazione, a patto di riconoscere che il suo principale punto di forza è proprio il tessuto diffuso delle micro e piccole imprese».