Il presidente di Expo Training, Carlo Barberis, ha commentato i dati Istat e INPS sull'occupazione, evidenziando che la crescita del lavoro stabile deve essere accompagnata da un rafforzamento dell'orientamento e della formazione professionale. Secondo Barberis, il saldo positivo dei contratti a tempo indeterminato dimostra che il mercato del lavoro è vivo, ma la vera sfida è far incontrare più velocemente scuola, formazione e imprese.

«L'Istat fotografa un mercato del lavoro con luci e ombre», ha dichiarato Barberis. «Se a maggio si registra una lieve flessione degli occupati (-22mila rispetto ad aprile) e un aumento degli inattivi (+59mila sul mese), con il tasso di occupazione che scende al 63% e quello di inattività che sale al 33,6%, il quadro su base annua resta positivo: gli occupati crescono di 228mila unità rispetto a maggio 2025, mentre le persone in cerca di lavoro diminuiscono di 399mila, portando il tasso di disoccupazione al 5%».

Barberis ha sottolineato che l'aumento degli inattivi, sia su base mensile sia annua (+190mila), ricorda che non basta creare occupazione: occorre riportare nel mercato del lavoro chi oggi resta ai margini, rafforzando orientamento, formazione e politiche attive. I dati INPS contribuiscono a delineare un mercato del lavoro che continua a generare occupazione stabile e di qualità, con un saldo annualizzato positivo di 340mila posizioni di lavoro nel settore privato, di cui 278mila rapporti a tempo indeterminato.

«Questi numeri non devono essere letti solo come una buona notizia statistica», ha proseguito Barberis. «Devono diventare una chiamata alla responsabilità per tutto il sistema formativo, produttivo e istituzionale. Il dato più significativo è la prevalenza dei contratti stabili. Questo significa che una parte importante del sistema produttivo non cerca soltanto manodopera temporanea, ma persone su cui investire. Tuttavia, molte aziende continuano a dichiarare difficoltà nel reperire profili adeguati. È qui che si gioca la vera partita: non basta avere posti disponibili, bisogna costruire competenze coerenti con i fabbisogni reali delle imprese».

Secondo Barberis, la crescita occupazionale deve essere accompagnata da un rafforzamento dell'orientamento, della formazione professionale e del dialogo tra scuola e mondo del lavoro. «Il tema centrale è ridurre la distanza tra ciò che i giovani studiano, ciò che immaginano per il proprio futuro e ciò che il mercato del lavoro richiede davvero», ha spiegato. «La stabilità occupazionale nasce prima dell'assunzione: nasce nell'orientamento, nei percorsi formativi, nei laboratori, nei tirocini, nell'incontro diretto con le aziende e nella capacità di far comprendere ai ragazzi quali professioni esistono, quali competenze servono e quali opportunità possono cogliere».

Barberis ha evidenziato anche il dato positivo del Mezzogiorno, dove il saldo occupazionale registra quasi 100mila posizioni in più. «Il Sud che cresce è una notizia di grande rilievo», ha affermato. «Ma perché questa crescita diventi strutturale occorre investire ancora di più su formazione, politiche attive, competenze tecniche e collegamento stabile con il tessuto produttivo. Il lavoro non si crea solo con gli incentivi: si crea costruendo filiere territoriali tra imprese, scuole, enti di formazione, università, ITS, istituzioni e servizi per l'impiego».

Expo Training, da quindici anni, lavora proprio su questa connessione tra formazione, lavoro e impresa, favorendo l'incontro tra studenti, scuole, università, enti di formazione, aziende e istituzioni. «La nostra missione è trasformare l'orientamento in esperienza concreta», ha concluso Barberis. «I dati INPS ci dicono che il mercato del lavoro è vivo. Ora dobbiamo fare in modo che questa vitalità diventi occupazione di qualità, crescita per le imprese e futuro per i giovani».

L'evento Expo Training, in programma il 18 e 19 novembre a Fiera Milano, organizzerà 10mila colloqui di selezione, offrendo un'opportunità concreta per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Barberis ha ribadito che il lavoro stabile si costruisce creando competenze prima ancora che contratti, e che l'orientamento deve diventare un'esperienza concreta per i giovani.