Nel corso del Cnpr forum «Caldo record, energia al banco di prova per un futuro sostenibile», promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili e presieduto da Luigi Pagliuca, è emerso un acceso confronto sulle politiche energetiche italiane. Il segretario della commissione Ambiente della Camera, Angelo Bonelli (AVS), ha lanciato un attacco diretto all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di aver reso l'Italia eccessivamente dipendente dal gas. «È necessario cambiare profondamente la politica energetica adottata finora dal governo Meloni», ha dichiarato Bonelli, sottolineando come il prezzo marginale dell'energia non possa più essere determinato da questa fonte fossile, ma debba basarsi sempre più sulle energie rinnovabili.
Bonelli ha illustrato dati concreti a sostegno della sua tesi: «150 gigawatt prodotti da fonti rinnovabili potrebbero sostituire circa 35 miliardi di metri cubi di gas, pari a quasi il 50% dell'attuale fabbisogno nazionale». Secondo il parlamentare, una svolta di questo tipo consentirebbe di ridurre sensibilmente i costi energetici, rafforzare l'autonomia del Paese e diminuire la dipendenza dai mercati internazionali. Ha inoltre sottolineato l'urgenza di potenziare e modernizzare la rete, digitalizzare i processi per limitare gli sprechi e investire nei sistemi di accumulo, indispensabili per garantire stabilità, sicurezza ed efficienza al sistema energetico nazionale.
Dalla maggioranza di governo è arrivata la replica di Andrea Barabotti, deputato della Lega in commissione Affari costituzionali a Montecitorio. Barabotti ha rivendicato l'impegno dell'esecutivo sul tema: «Il prezzo dell'energia si determina in una logica di mercato, per cui dobbiamo aumentare l'offerta di energia, soprattutto quella prodotta da fonti rinnovabili, e prossimamente grazie alle norme volute da questa maggioranza si potrà effettuare». Il leghista ha spiegato che con l'ultimo decreto bollette sono stati incentivati i contratti a lungo termine per ridurre la volatilità del mercato, e che sono state chieste all'Unione Europea modifiche per evitare che il prezzo marginale dell'energia includa la quota ETS pagata sul gas. Barabotti ha inoltre annunciato un testo unico per semplificare i procedimenti amministrativi legati alla realizzazione di impianti rinnovabili, con l'obiettivo di eliminare i colli di bottiglia a livello territoriale.
Emma Pavanelli, parlamentare del Movimento 5 Stelle in commissione Attività produttive della Camera, ha posto l'accento sul costo dell'energia in Italia, tra i più alti d'Europa. «È necessario intervenire con misure concrete», ha affermato, proponendo di accelerare lo sviluppo delle rinnovabili eliminando gli ostacoli normativi introdotti dal governo, sostenere le imprese, in particolare le PMI, negli investimenti in batterie di accumulo e rafforzare la rete energetica nazionale. Pavanelli ha sottolineato l'importanza di sviluppare le rinnovabili con equilibrio, tutelando le aree di pregio paesaggistico e individuando zone idonee dove concentrare i progetti, lontano da borghi storici e contesti panoramici sensibili. Ha inoltre chiesto che siano territori, Regioni e Comuni a definire le aree di accelerazione, e ha evidenziato la necessità di investire in tecnologie innovative e digitalizzazione delle reti per ridurre il rischio di blackout.
Vito De Palma, deputato di Forza Italia in commissione Finanze a Montecitorio, ha sottolineato come il costo dell'energia rappresenti oggi uno dei principali ostacoli alla competitività del sistema produttivo italiano. «Le imprese, soprattutto quelle energivore, sostengono costi molto più elevati rispetto ai competitor europei, con effetti negativi sugli investimenti e sulla capacità di esportazione», ha dichiarato. De Palma ha chiesto una strategia energetica di lungo periodo, che riduca la dipendenza dalle importazioni aumentando la produzione nazionale e accelerando gli investimenti nelle rinnovabili e nei sistemi di accumulo. Ha inoltre aperto al confronto sul nucleare di nuova generazione, già all'attenzione del Parlamento, e ha insistito sulla necessità di sbloccare i processi autorizzativi, individuando con chiarezza le aree idonee e introducendo procedure rapide sul modello delle Zes.
Il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell'Odcec di Massa Carrara, che ha moderato il dibattito insieme ad Anna Maria Belforte. Chiappuella ha ricordato che l'energia in Italia costa più che in Francia, Germania e Spagna, e che le imprese competono con questo svantaggio. «Circa 150 gigawatt di progetti rinnovabili restano bloccati tra autorizzazioni pendenti, contenziosi e opposizioni territoriali», ha denunciato, sottolineando che tale potenza equivale a più del doppio del fabbisogno elettrico massimo del Paese. Per Chiappuella, non sono più rinviabili scelte concrete per abbassare il differenziale con l'Europa, a partire dallo sblocco degli iter autorizzativi e da un maggiore sostegno agli investimenti in accumulo e digitalizzazione.