La FIFA ha sospeso la squalifica di una giornata inflitta all'attaccante statunitense Folarin Balogun, consentendogli di scendere in campo negli ottavi di finale dei Mondiali 2026 contro il Belgio. La decisione, annunciata sabato, ha immediatamente acceso il dibattito sull'indipendenza dell'organo disciplinare, dopo che il New York Times ha rivelato una telefonata tra il presidente americano Donald Trump e il presidente della FIFA, Gianni Infantino, per chiedere una revisione del caso.

Balogun, 25 anni, era stato espulso con cartellino rosso diretto mercoledì 1 luglio durante la partita della fase a gironi tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina, giocata al San Francisco Bay Area Stadium. Il fallo sul difensore bosniaco Tarik Muharemovic aveva comportato l'automatica squalifica di una giornata, ai sensi dell'articolo 10.5 del regolamento FIFA per il torneo. Inizialmente, diversi funzionari FIFA avevano dichiarato al New York Times che una squadra non può presentare ricorso contro un cartellino rosso o la conseguente squalifica.

Tuttavia, il comitato disciplinare della FIFA ha emesso un comunicato in cui si legge: «Il comitato disciplinare della FIFA ha imposto la seguente sanzione al giocatore della nazionale degli Stati Uniti Folarin Balogun, espulso a seguito di un cartellino rosso diretto durante la partita della Coppa del Mondo FIFA 2026 tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina giocata il 1 luglio 2026 al San Francisco Bay Area Stadium: una giornata di squalifica per violazione degli articoli 14 e 66 del codice disciplinare FIFA (CDF)». Il comunicato prosegue specificando che, «ai sensi dell'articolo 27 del codice disciplinare FIFA, l'esecuzione della squalifica per una partita è sospesa per un periodo di prova di un anno». In pratica, si tratta di una sorta di «condizionale»: la squalifica non scatterà se il giocatore non commetterà altre infrazioni nei prossimi 12 mesi; in caso contrario, si sommerà all'eventuale nuova squalifica.

La mossa è stata accolta con entusiasmo dal presidente Trump, che ha commentato su Truth: «Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta e per aver posto fine a una grande ingiustizia!». Secondo il New York Times, che cita tre fonti a conoscenza della conversazione, Trump aveva telefonato a Infantino mercoledì per chiedere di riconsiderare la squalifica. Il quotidiano americano definisce la decisione «altamente insolita», sottolineando che sarebbe la prima volta dal 1962 che la FIFA consente a un giocatore di disputare una partita nonostante una squalifica automatica. Il New York Times osserva inoltre che il provvedimento arriva dopo anni nei quali Infantino avrebbe cercato di rafforzare i rapporti con Trump: lo scorso anno la FIFA aveva istituito e conferito al presidente americano il «FIFA Peace Prize», mentre Trump conduceva la sua, poi fallita, campagna pubblica per ottenere il Premio Nobel per la Pace.

Fonti della FIFA hanno smentito che l'azione della Casa Bianca possa aver portato alla revoca della squalifica, in virtù dei poteri previsti dall'articolo 27 e della natura indipendente della commissione disciplinare. Tuttavia, la coincidenza temporale tra la telefonata e la decisione ha sollevato interrogativi. L'episodio potrebbe segnare un punto di svolta per i campionati del Mondo, dato che non esiste alcun precedente di questo tipo nella storia recente della competizione. Balogun sarà quindi a disposizione del commissario tecnico degli Stati Uniti per la partita contro il Belgio, in programma lunedì 6 luglio, mentre la squadra di Rudi Garcia si prepara ad affrontare un avversario che potrà contare sul suo attaccante di punta.