Larissa Iapichino ha scritto una pagina storica dell'atletica leggera italiana battendo il record nazionale del salto in lungo che apparteneva a sua madre Fiona May. La ventiquattrenne fiorentina, vicecampionessa mondiale indoor, ha raggiunto la misura di 7,12 metri durante la nona tappa della Diamond League all'Hayward Field di Eugene, in Oregon, superando di un centimetro il 7,11 che la madre aveva stabilito il 22 agosto 1998 agli Europei di Budapest.
Il salto è avvenuto già al primo tentativo, con un vento regolare di +1,8 metri al secondo, ben al di sotto del limite di 2,0 oltre il quale la prestazione non sarebbe stata omologabile. La rincorsa è apparsa veloce ed efficacissima, con un distacco minimo dall'asse di battuta che ha permesso alla lunghista delle Fiamme Oro di spiccare un volo perfetto. Si tratta del secondo miglior salto della sua carriera dopo il 7,06 ottenuto il 31 maggio 2025 a Palermo.
Il primato di Fiona May era il secondo più antico tra i record italiani femminili, preceduto solo da quello degli 800 metri di Gabriella Dorio, datato 5 luglio 1980. Proprio come è accaduto per il record maschile degli 800 metri di Marcello Fiasconaro, recentemente migliorato da Francesco Pernici, anche il muro dei 7,11 è caduto. La May, inglese di nascita e italiana per matrimonio con l'ex marito Gianni Iapichino, ha visto la figlia superarla in una delle location più prestigiose dell'atletica mondiale.
La risposta della statunitense Tara Davis-Woodhall, campionessa in carica, non si è fatta attendere: al secondo turno ha saltato 7,13 metri, relegando Larissa al secondo posto nella gara. Ciononostante, per l'azzurra resta la soddisfazione del primato italiano e della migliore prestazione europea stagionale, che lascia ben sperare in vista dei Campionati europei di agosto a Birmingham, in Gran Bretagna, terra natale della madre.
La storia del salto in lungo femminile italiano ha conosciuto una lunga evoluzione. Nel febbraio 1988 Antonella Capriotti saltò 6,65 metri, migliorandosi fino a 6,70 nel giugno successivo. Il 31 luglio 1994 Valentina Uccheddu arrivò a 6,80 metri e, pochi minuti dopo, al Sestriere in altura, Fiona May atterrò a 6,95. La May migliorò di un centimetro l'anno successivo in Coppa Europa a Villeneuve d'Ascq, per poi superare per la prima volta i 7 metri il 2 agosto 1996 alle Olimpiadi di Atlanta. Nei due anni successivi migliorò il primato altre tre volte fino al 7,11 di Budapest.
Larissa Iapichino, che compirà 24 anni il prossimo 17 luglio, ha dimostrato una crescita costante e una maturità tecnica notevole. Il suo miglioramento di 47 centimetri negli ultimi 38 anni rispetto ai primati precedenti rappresenta un salto di qualità per l'atletica italiana. La prestazione di Eugene conferma il suo talento e la proietta tra le protagoniste della stagione internazionale, con l'obiettivo di conquistare medaglie agli Europei e, in prospettiva, ai Giochi Olimpici.