La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato al congresso nazionale della Uil a Padova, portando un messaggio di vicinanza dello Stato ai lavoratori e ribadendo le priorità del suo esecutivo in materia di sicurezza sul lavoro, salario giusto e fisco. L'intervento, che ha segnato il ritorno di un premier al congresso del sindacato dopo vent'anni dall'ultima volta di Romano Prodi nel 2006, è stato aperto da un momento di forte intensità emotiva: l'abbraccio tra Meloni ed Emma Marrazzo, madre di Luana D'Orazio, la giovane operaia morta tragicamente nel 2021 in una fabbrica tessile.

«Chi lavora non deve sentirsi solo», ha affermato Meloni, sottolineando come la forza di una nazione si misuri proprio dalla capacità di proteggere chi ogni giorno contribuisce al progresso del Paese. La premier ha ricordato che ogni anno si registrano oltre mille morti bianche, definendo ciascuna di queste tragedie «una sconfitta per tutti». Nel suo discorso, ha voluto rivolgere un pensiero di «riconoscenza commossa» a Emma Marrazzo, definendola «una mamma straordinaria» e sottolineando che la battaglia portata avanti in memoria della figlia «ci coinvolge e ci mobilita uno a uno».

Sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, Meloni ha rivendicato i risultati raggiunti dal governo, parlando di «uno sforzo importante» con l'aumento delle risorse e degli ispettori. «Oggi lo Stato è dentro i luoghi di lavoro come non si vedeva da tempo», ha dichiarato, aggiungendo che è proprio su priorità come questa che «si misura la civiltà di una nazione e quanto un popolo abbia davvero a cuore il proprio presente e il proprio futuro».

Un altro punto centrale dell'intervento è stato il tema del salario giusto, definito dalla premier «una vittoria della nazione, di tutti i lavoratori». Meloni ha poi annunciato un'apertura concreta sulla detassazione dei rinnovi contrattuali, raccogliendo la sollecitazione del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. «Ho già parlato con Calderone e con Giorgetti, il governo raccoglie la vostra istanza di garantire che questa misura possa essere garantita anche per la prossima manovra», ha spiegato Meloni, riferendosi alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone e al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

La presidente del Consiglio ha poi puntato i riflettori sull'occupazione femminile, indicandola come una leva strategica per la crescita economica e la sostenibilità previdenziale del Paese. «Se solo l'Italia riuscisse a colmare il divario di occupazione femminile che ha con la media europea, noi risolveremo gran parte dei nostri problemi di crescita economica e di sostenibilità previdenziale», ha sostenuto Meloni, ribadendo che «il futuro dell'Italia dipende dalle donne lavoratrici» e che questa resterà una priorità del suo esecutivo.

Sul fronte fiscale, la premier ha rivendicato i tagli al cuneo fiscale e la riforma dell'Irpef, che hanno permesso di aumentare il netto in busta paga per milioni di lavoratori, in particolare per i redditi medio-bassi. «Oggi un lavoratore dipendente con uno stipendio intorno ai 26.000 euro annui può avere in busta paga tra i 1.500 e i 2.400 euro in più all'anno rispetto al passato», ha spiegato Meloni, precisando che «tenendo conto solamente del taglio del cuneo fiscale e della riforma dell'Irpef, ogni anno lo Stato rinuncia a circa 21 miliardi di euro di soldi che non incassa e che rimangono nelle tasche dei lavoratori, aumentandone il potere d'acquisto».

Meloni ha anche invocato «tolleranza zero» sul caporalato, definendolo una piaga inaccettabile, e ha auspicato un nuovo «umanesimo tecnologico» per affrontare le sfide poste dall'intelligenza artificiale, sottolineando l'importanza di accompagnare i lavoratori in questa transizione. La premier ha rivendicato il rapporto costruttivo con le parti sociali, ricordando di essere «l'unico premier ad aver partecipato, nel suo mandato, ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali».

In chiusura, Meloni ha voluto lasciare un'immagine di apertura e dialogo: «La porta del governo rimarrà sempre aperta al confronto e alla proposta. Non la penseremo sempre allo stesso modo su tutto, però io so che c'è una cosa sulla quale la pensiamo allo stesso modo: il lavoro non è semplicemente il corrispettivo di una prestazione, il lavoro è il riconoscimento della dignità di una persona, la dignità di chi si alza la mattina, manda avanti una famiglia, costruisce con le proprie mani, con i propri gesti il futuro di questa nazione».