Paolo Maldini ha detto sì all'incarico di direttore tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), dando il via a una nuova era per il calcio italiano. L'ex difensore del Milan e della Nazionale, simbolo del calcio mondiale, sarà affiancato dall'ex compagno di squadra e dirigente brasiliano Leonardo, che ricoprirà il ruolo di advisor. La notizia è stata ufficializzata dal presidente della FIGC, Giovanni Malagò, attraverso un comunicato stampa diffuso alla stampa.

«Con soddisfazione il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, annuncia che Paolo Maldini ha accettato l'incarico di Direttore Tecnico della Federazione. Paolo Maldini svolgerà tale compito unitamente a Leonardo nella qualità di Advisor. A Paolo Maldini Giovanni Malagò affiderà anche la presidenza del Club Italia», si legge nella nota ufficiale. La scelta di Maldini e Leonardo rappresenta un colpo di scena per il calcio italiano, dato che entrambi vantano una lunga e prestigiosa carriera sia in campo che nei ruoli dirigenziali.

Maldini, 56 anni, è considerato uno dei più grandi difensori della storia del calcio. Con il Milan ha vinto sette scudetti, cinque Champions League e numerosi altri trofei, mentre con la Nazionale azzurra ha collezionato 126 presenze, partecipando a quattro Mondiali e due Europei. Dopo il ritiro, ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo del Milan, contribuendo alla costruzione di una squadra competitiva. Leonardo, 55 anni, ex calciatore brasiliano e dirigente, ha giocato con Maldini nel Milan e ha poi lavorato come direttore sportivo per club come Paris Saint-Germain e Milan, oltre ad aver ricoperto incarichi dirigenziali in ambito internazionale.

Il compito principale di Maldini e Leonardo sarà quello di individuare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, dopo le recenti vicissitudini che hanno visto la squadra azzurra mancare la qualificazione ai Mondiali del 2022 e affrontare un periodo di transizione. La FIGC punta a rilanciare il calcio italiano attraverso una gestione tecnica di alto livello, sfruttando l'esperienza e la visione di due figure di grande carisma e competenza. «Inizia la rivoluzione dell'Italia», ha commentato Malagò, sottolineando l'importanza di questa nomina per il futuro della Nazionale.

La notizia ha suscitato reazioni positive nel mondo del calcio. Roberto Donadoni, ex commissario tecnico della Nazionale e compagno di squadra di Maldini, ha espresso il suo apprezzamento: «Mi fa piacere, sono felice per lui, ma al di là dei nomi servono le idee, servono i programmi, serve la grande voglia di mettersi in discussione e soprattutto di delegare persone che abbiano le capacità affinché si possa operare e lavorare per ritornare ai livelli che tutti noi ci auguriamo. È chiaro che sarà un percorso non immediato, ci vuole un po' di pazienza e questa pazienza deve essere facilitata da tutto il movimento a 360 gradi: da chi lavora sul campo, dai dirigenti e anche dall'opinione pubblica e dalla stampa». Donadoni ha sottolineato la necessità di un progetto a lungo termine per riportare la Nazionale ai vertici mondiali.

Maldini e Leonardo dovranno anche gestire la presidenza del Club Italia, un organismo che coordina le attività delle squadre nazionali giovanili e della Nazionale maggiore. La loro esperienza dirigenziale sarà cruciale per riformare il settore tecnico e creare un percorso di crescita per i giovani talenti italiani. La FIGC ha già avviato contatti con diversi possibili candidati per il ruolo di ct, ma la scelta finale spetterà alla nuova coppia dirigenziale, che lavorerà a stretto contatto con Malagò.

La nomina di Maldini e Leonardo segna un punto di svolta per il calcio italiano, che cerca di ritrovare competitività dopo anni difficili. Con due figure di tale spessore al timone tecnico, la Federazione punta a costruire un futuro solido per la Nazionale, basato su competenza, esperienza e una visione chiara del gioco. I tifosi azzurri attendono con fiducia le prossime mosse, sperando che questa rivoluzione possa portare la Nazionale a nuovi successi.