Il pesista azzurro Antonino Pizzolato, due volte medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024, è stato condannato dal Tribunale di Trapani a 5 anni e 4 mesi di reclusione per violenza sessuale ai danni di una turista finlandese. La stessa pena è stata inflitta a Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì, riconosciuti colpevoli del medesimo reato. Il collegio giudicante ha inoltre riconosciuto alla giovane vittima, costituitasi parte civile, il diritto al risarcimento dei danni, la cui entità sarà determinata in sede civile.
I fatti risalgono alla notte tra il 21 e il 22 luglio 2022. La turista, all'epoca ventitreenne, era in vacanza a Trapani con due amiche. Dopo una cena nel centro storico e una serata trascorsa con i quattro imputati in alcuni locali della città, la giovane raggiunse il residence dove alloggiavano alcuni di loro. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, all'interno della struttura la donna subì gli abusi. Il mattino successivo, la turista si recò dai carabinieri per denunciare quanto accaduto.
Durante il dibattimento, la Procura ha sostenuto che non fosse emerso alcun elemento idoneo a dimostrare il consenso della giovane. La difesa degli imputati aveva invece sostenuto che un video girato durante la serata, in cui la ragazza si scambiava effusioni con uno del gruppo, dimostrasse la sua partecipazione consenziente. I giudici hanno però escluso che la donna avesse aderito liberamente e consapevolmente ai rapporti sessuali, ritenendo che le riprese non costituissero prova del consenso. La vittima, secondo la ricostruzione, si era opposta alle riprese video, e da quel momento sarebbero iniziate le violenze, terminate solo dopo che aveva chiesto di essere riaccompagnata nella propria stanza.
L'avvocato della parte civile, Nicola Pellegrino, ha commentato la sentenza definendola «un passaggio importante in una vicenda dolorosa e delicata». «È una decisione che accogliamo con rispetto e con profonda soddisfazione, perché restituisce centralità alla voce della persona offesa, al suo dolore, alla sua dignità e al coraggio con cui ha affrontato il processo», ha dichiarato il legale. «In casi come questo non esistono vittorie piene: resta la sofferenza di chi ha subito, ma oggi lo Stato ha dato una risposta chiara». Pellegrino ha aggiunto che la difesa attenderà il deposito delle motivazioni della sentenza «per ogni ulteriore valutazione» e continuerà a seguire la vicenda «con rigore, attenzione e determinazione».
Pizzolato, atleta delle Fiamme Oro, è originario di Castelvetrano, in provincia di Trapani. Gli altri tre condannati sono Stefano Mongiovì e Davide Lupo, di 30 e 31 anni, entrambi di Ribera (Agrigento), e Claudio Tutino, 35 anni, di Cattolica Eraclea (Agrigento). I difensori di tutti e quattro gli imputati hanno già annunciato che presenteranno ricorso in appello contro la sentenza di primo grado. La vicenda ha suscitato ampio scalpore nel mondo dello sport italiano, dato il profilo olimpico di Pizzolato, che aveva rappresentato l'Italia ai massimi livelli internazionali nel sollevamento pesi, conquistando due medaglie di bronzo consecutive ai Giochi.
Il processo si è svolto davanti al Tribunale di Trapani, presieduto dal giudice Franco Messina. La giovane finlandese è stata assistita dagli avvocati Nicola Pellegrino e Valentina Morici. La sentenza rappresenta un momento significativo per la giustizia italiana in un caso di violenza sessuale che ha coinvolto un atleta di fama mondiale, riaffermando il principio che nessuno, indipendentemente dal proprio status o dai propri successi, è al di sopra della legge.