Un divario significativo separa il mondo della formazione da quello del lavoro secondo le nuove generazioni italiane. Solo il 21% dei giovani under 30 ritiene che il proprio percorso di studi li prepari adeguatamente all'ingresso nel mercato occupazionale, nonostante oltre la metà valuti positivamente l'esperienza formativa complessiva. Il dato emerge dall'indagine annuale «Giovani italiani e mismatch tra formazione e lavoro», realizzata da Ipsos e presentata nel corso della cerimonia di premiazione della XII edizione del Myllennium Award, tenutasi ieri a Roma.

Il premio multidisciplinare, promosso dal Gruppo Barletta e dalla Fondazione Barletta, ha celebrato venticinque giovani talenti under 30, selezionati in dieci categorie che spaziano dalla ricerca all'imprenditorialità, dalla cultura allo sport, dalla musica al cinema. L'obiettivo dichiarato è valorizzare progetti e percorsi capaci di generare un impatto concreto nella società italiana. L'evento gode del patrocinio del Ministro per lo Sport e i Giovani, del Ministero dell'Istruzione e del Merito, del Ministero dell'Università e della Ricerca, del Ministero della Cultura e della Regione Lazio.

Paolo Barletta, Presidente del Myllennium Award, ha commentato i risultati dell'indagine sottolineando la distanza ancora esistente tra formazione e mondo del lavoro. «I progetti premiati in questa dodicesima edizione dimostrano quanto talento, capacità di innovare e spirito imprenditoriale siano presenti nelle nuove generazioni. Sostenere questi percorsi significa investire nel futuro del Paese», ha dichiarato Barletta. «La ricerca Ipsos ci ricorda però che esiste ancora una distanza tra formazione e mondo del lavoro che istituzioni, imprese e sistema educativo sono chiamati a colmare, creando le condizioni perché i giovani possano esprimere pienamente il proprio potenziale».

In dodici anni di attività, il Myllennium Award ha raccolto oltre 5.700 candidature, premiato più di 380 giovani talenti e distribuito oltre 2 milioni di euro tra premi, borse di studio e opportunità di alta formazione e inserimento professionale. I riconoscimenti coprono un'ampia varietà di settori, riflettendo la multidisciplinarietà del premio. Nella categoria MyBook, dedicata alla saggistica, sono state premiate Claudia Fantucchio con «Il Problema», Elena Lunardi con «La forza gentile della cura nelle società contemporanee», Alice Testa con «Nessuno decide: Sisifo, algoritmi e la fine della politica» e Ludovica Monte con «Dove si nasconde il futuro: Geopolitica del potere invisibile nell'epoca degli utenti». Per la sezione graphic novel, il riconoscimento è andato a Josephine Campo con «All Remains Land - Ultimo Accesso» e al team composto da Elisabetta Gravina, Giorgia Guercioni, Vittoria Rocci e Manuel Terriaca con «Afterimage». Il premio per la narrativa sportiva è stato assegnato a Elisabetta Stornaiuolo con «La stessa pista».

L'innovazione tecnologica e le trasformazioni della comunicazione sono state al centro dei progetti premiati nella categoria MyReportage. I riconoscimenti sono andati a Gloria Pessina e Alessandro Dell'Orto per l'articolo «Formati Ostili. Perché l'IA della giustizia ha bisogno di un nuovo linguaggio pubblico», a Lorella Lombardo per il podcast «Specchio Neurale - Viaggi sonori nell'era in cui le macchine imparano a somigliarci» e a Davide Maurizi per il progetto «Social Edutainment 17 secondi, il lungo silenzio di Mario Monti sulla disoccupazione».

Ampio spazio è stato dedicato anche all'imprenditorialità e all'innovazione sociale. Nella categoria MyStartup, realizzata con il supporto della Fondazione Lottomatica, il riconoscimento è stato assegnato a BuiltDifferent, startup fondata da Stefano Tazio, Federico Gouthier, Matteo Anastasia e Riccardo Pirlea, che opera nel settore SportTech attraverso una piattaforma che integra nutrizione e allenamento personalizzati. La categoria MySocialImpact, sostenuta da Impre.Do SpA, ha premiato Accanto, startup fondata da Francesca Ferralasco e Giorgia Andrea Refolo, che offre servizi educativi e pedagogici online a supporto di famiglie e caregiver.

Attraverso la categoria MyJob, il Myllennium Award ha assegnato borse di studio e percorsi di alta formazione presso prestigiose istituzioni accademiche italiane ed europee. Tra i vincitori figurano Ymen Hdiguellou e Ginevra Pignatti Morano per la Bologna Business School, Stefano Lai per la ESCP Business School, e Davide Terrasi e Olivia Piccolo per l'Università Bocconi. Per la categoria MyFrame, il premio per il miglior cortometraggio è andato a Roberto Romano per «A School Day», mentre il Premio Speciale Rai Cinema Channel è stato assegnato a Davide Borchini per «Non parlare con gli sconosciuti».

Nella categoria MySport sono stati premiati Federico Lorenzo Bruno e Simone Adobati con Alteres, startup dedicata alla trasformazione digitale del sistema sportivo attraverso l'analisi dei dati, e Lorenzo Cardarelli, vincitore della borsa di studio MySport|Job. La categoria MyMusic ha premiato Daniele White con il brano «Freud» per la musica pop e Sebastian Zagame, violinista, per la musica classica. Per la categoria MyCity ha vinto Savio Rociola con la foto «Senza sport muore il futuro», mentre il vincitore di MyBricks è stato Jean Silas Tagne Wadem.