Urbano Cairo ha presentato questa mattina a Milano i nuovi palinsesti di La7 per la prossima stagione, confermando l'intero parterre di volti noti dell'emittente. «Squadra che vince non si cambia», ha dichiarato il presidente, riferendosi ai risultati di ascolto che hanno portato la rete al terzo posto nel prime time con una media del 6,6% di share e quasi 1,3 milioni di spettatori. L'obiettivo dichiarato è «dare maggiore frizzantezza e vivacità» a una programmazione già solida.
Enrico Mentana resta alla guida del TgLa7 fino alla scadenza del contratto, con la possibilità di un rinnovo futuro. Cairo ha sottolineato il rapporto personale e professionale con il direttore del telegiornale, lasciando a lui ogni decisione sul futuro. Confermati anche gli speciali e le «maratonementana» che caratterizzano la copertura di eventi elettorali e di cronaca. In access prime time, Lilli Gruber continuerà a condurre «Otto e Mezzo», mentre la settimana dei prime time si articola su un'offerta stabile: il lunedì con Corrado Augias e «La Torre di Babele», il martedì con Giovanni Floris e «diMartedì», il mercoledì con Aldo Cazzullo e «Una giornata particolare», il giovedì con Corrado Formigli e «Piazzapulita», il venerdì con Diego Bianchi e «Propaganda Live», fino al sabato con Massimo Gramellini e «In altre Parole». La domenica in access prime time torna «In Onda» con Marianna Aprile e Luca Telese.
Il daytime mantiene i suoi appuntamenti di riferimento: «Omnibus» con Gaia Tortora, Alessandra Sardoni, Andrea Pennacchioli, Gerardo Greco e Frediano Finucci; «Coffee Break» con Andrea Pancani; «L'Aria che Tira» con David Parenzo; «Tagadà» con Tiziana Panella. Al pomeriggio prosegue l'approfondimento culturale con «La Torre di Babele Doc» condotta da Corrado Augias, mentre nel preserale è confermato «IgnotoX», condotto da Pino Rinaldi, dedicato alla cronaca e curato dalla testata giornalistica.
Tra le novità più attese, l'arrivo per la prima volta sulla tv generalista della serie Sky «M - Il Figlio del Secolo», tratta dal romanzo di Antonio Scurati, vincitore del Premio Strega, adattato da Stefano Bises con Davide Serino e interpretato da Luca Marinelli. La serie racconta la figura di Benito Mussolini e l'ascesa del fascismo, un tema che si inserisce nella tradizione di approfondimento storico e politico della rete. Sono previsti anche speciali su P2, Donald Trump, Vladimir Putin e le inchieste di «Piazzapulita 100».
I risultati di ascolto della stagione appena conclusa sono stati definiti da Cairo «straordinari». La rete si assesta stabilmente in terza posizione nel prime time, con il network che cresce più di ogni altro nel panorama televisivo nazionale. La stagione 2025/2026 ha segnato i migliori ascolti di sempre per la tv del Gruppo Cairo Communication, confermando una crescita costante nelle ultime quattro stagioni televisive. Nel complesso, nell'arco di un mese, l'intero sistema La7, tra televisione e digitale, ha raggiunto 36,5 milioni di italiani.
Cairo si è detto «soddisfattissimo» anche per La7 Cinema, partito il 1° ottobre 2025. Il canale 29 ha registrato in pochi mesi i migliori ascolti di sempre, aumentando la propria notorietà. «Investiremo di più per fare ancora meglio, acquistando pacchetti di film da major americani ma anche italiani», ha spiegato l'editore. Il gruppo lancia ora La7 Play, la nuova piattaforma digitale del network, che rinnova e amplia l'offerta live e on demand dell'emittente.
Durante l'estate, oltre all'offerta di daytime con «Omnibus», «Coffee Break» e «L'Aria che Tira», resta acceso anche l'access prime time sette giorni su sette con Marianna Aprile e Luca Telese e il loro «In Onda». Un appuntamento che raddoppia nei giorni di martedì e giovedì anche in prime time. Spazio anche alle tradizioni e allo sport: il Palio di Siena, con la telecronaca di Pierluigi Pardo, e la Coppa del Mondo di ginnastica ritmica, con la diretta dell'evento il 12 luglio.
La presentazione dei palinsesti è stata anche l'occasione per Cairo di smentire ogni intenzione di voler vendere La7, a differenza di quanto potrebbe fare con la squadra del Torino, qualora si facesse avanti il profilo giusto, «torinese, ricco, generoso e tifoso». Cairo ha anche fatto sapere di non avere chiamato di recente Federica Sciarelli, pur stimandola molto. «La chiamai molti anni fa e non accettò di venire a La7. Lei sa che da noi le porte sono aperte, ma so che è molto legata ancora al mondo Rai», ha detto, riferendosi alla conduttrice che ha lasciato «Chi l'ha visto».
Rispondendo a una domanda sulle parole del conduttore del tg di La7, Enrico Mentana, che aveva definito il posizionamento politico della rete «a senso unico» e «anti-Meloni», Cairo ha replicato: «Non la penso così. La7 è una rete che non ha mai fatto sconti a nessun governo. Io sono editore dal 2013 e ho ricevuto costantemente telefonate da chi governava. Oggi sicuramente La7 ha dei programmi che hanno attenzione a quello che avviene nel nostro paese, ma vogliamo ospitare tutti i protagonisti della politica italiana. Noi invitiamo sempre tutti, poi qualcuno viene e qualcuno no».
L'editore ha ricordato che quando Mentana è arrivato nel 2010, La7 non era una rete troppo diversa: all'epoca c'erano Santoro e Gad Lerner, che non facevano certo sconti a Berlusconi, c'era Lilli Gruber, c'era Formigli. «Era una rete che aveva un atteggiamento anche critico nei confronti dei governi di allora. Oggi Lerner e Santoro non ci sono più, ma al loro posto ci sono altri che non mi sembrano pericolosi bolscevichi. Siamo una rete aperta che dà voce a tutti», ha concluso.