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DOBEDO costruisce un micro-padiglione portatile con legno e ferro di recupero in Giappone
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DOBEDO costruisce un micro-padiglione portatile con legno e ferro di recupero in Giappone

Lo studio DOBEDO ha realizzato EHHO!², una struttura mobile ricavata dallo smantellamento di un fienile nella prefettura di Gunma, pensata come spazio sociale da trasportare in due persone.

Aggiornato 27 Ott, 20:554 min
DOBEDO costruisce un micro-padiglione portatile con legno e ferro di recupero in Giappone
Robert Louis Stevenson · Public domain
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Lo studio DOBEDO ha realizzato EHHO!², una struttura mobile ricavata dallo smantellamento di un fienile nella prefettura di Gunma, pensata come spazio sociale da trasportare in due persone.

Lo studio giapponese DOBEDO ha realizzato EHHO!², un micro-padiglione portatile costruito con materiali recuperati dallo smantellamento di un fienile agricolo nella prefettura di Gunma, in Giappone. La struttura può essere trasportata da due persone e porta nello spazio urbano frammenti dell'architettura rurale. Il progetto, firmato dallo studio DOBEDO, è stato proposto a designboom attraverso la sezione dei progetti inviati dai lettori, che accoglie lavori autonomi di chi desidera pubblicarli.

Il riferimento formale e funzionale è il kago, la tradizionale portantina giapponese. Come il kago, il padiglione è pensato per essere sollevato e spostato, ma invece di trasportare una persona trasporta un frammento di architettura rurale. Il materiale di partenza comprende lamiere ondulate ossidate, travi strutturali, assi di legno recuperate e corde intrecciate a mano. Il progetto traduce così in forma architettonica la memoria materiale del mondo agricolo giapponese, dando una seconda vita a elementi che altrimenti sarebbero finiti come scarto.

L'assemblaggio combina meccanismi semplici e dettagli adattati al luogo. Le lamiere arrugginite sono state piegate per formare un tetto curvo e protettivo: il lungo esposto agli agenti atmosferici diventa una pelle esterna naturale e ricca di texture, che non richiede rivestimenti aggiuntivi. I pannelli laterali in legno, incernierati, si ripiegano verso il basso e diventano panche per l'esterno. Aperti, rivelano l'interno dipinto di un rosso cremisi, ispirato alla fioritura stagionale dei higanbana, i gigli rossi ragno che crescono lungo le strade della regione e che segnano l'arrivo dell'autunno.

Per bloccare le panche durante il trasporto, lo studio ha integrato piccoli rami di legno come perni di fissaggio. Sono elementi tattili, facili da usare, che costituiscono un meccanismo di chiusura intuitivo e privo di manutenzione. Se un perno viene smarrito durante il trasporto, può essere sostituito con un rametto caduto da un albero urbano vicino, senza bisogno di ricambi acquistati o di attrezzi specifici. La scelta riflette la stessa logica del progetto: usare ciò che è disponibile sul posto.

Una volta aperto, il padiglione si trasforma secondo le necessità di chi lo incontra. Le fonti descrivono due usi principali: una sosta lungo la strada, dove le persone possono sedersi e riposare, come le madri che si fermano durante una pausa nella galleria commerciale, e un'area giochi per bambini. Il passaggio dalla fase di chiusura a quella di apertura avviene in pochi gesti, e il padiglione diventa così uno spazio sociale temporaneo che si adatta al contesto urbano senza occupare stabilmente il suolo.

Il progetto è anche una riflessione sul rapporto tra campagna e città. Gli elementi che un tempo sostenevano il lavoro agricolo, come il fienile e i suoi materiali, vengono riportati nel tessuto urbano sotto forma di arredo collettivo. Il nome EHHO!² richiama un'esclamazione di gioia e di incontro, in linea con la funzione sociale della struttura. Lo studio non presenta dati sui costi, sul numero di esemplari realizzati o su eventuali installazioni permanenti, dettagli che al momento non risultano dalle fonti disponibili.

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Autore

Alessia Amato segue per Ascensio attualità, politica, economia, società e cultura. Il suo lavoro si concentra su verifica, contesto e spiegazioni chiare per i lettori.