Mario Roggero, il gioielliere 72enne di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, si è costituito nel carcere di Bollate, a Milano, dopo che la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l'uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuti il 28 aprile 2021. Prima di entrare nell'istituto penitenziario, l'uomo ha rilasciato dichiarazioni ai cronisti presenti, esprimendo pentimento ma anche critiche nei confronti del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

«Se sono pentito? Certamente, ma col senno di poi. Bisogna trovarsi in quelle situazioni», ha dichiarato Roggero, visibilmente provato. Subito dopo, ha rivolto un messaggio diretto al Presidente della Repubblica: «Ha graziato lo scafista che ha ammazzato trenta persone, ha graziato la Minetti. Penso che Mattarella dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza». Le parole del gioielliere hanno suscitato immediato scalpore, riaccendendo il dibattito sulla legittima difesa e sul sistema giudiziario italiano.

La vicenda giudiziaria di Roggero ha avuto inizio il 28 aprile 2021, quando il gioielliere, durante una rapina nella sua gioielleria a Grinzane Cavour, ha sparato contro tre malviventi, uccidendone due e ferendone un terzo. La Corte d'Assise di Asti lo ha condannato per omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di arma comune da sparo e porto abusivo di arma in luogo pubblico, con le aggravanti previste dalla legge. La sentenza è stata confermata in appello e, il 15 luglio 2026, la Cassazione ha respinto il ricorso, rendendo la condanna irrevocabile.

La Procura della Repubblica di Asti ha quindi emesso l'ordine di esecuzione per la carcerazione, disponendo che la polizia giudiziaria procedesse all'arresto del condannato e alla sua traduzione presso un istituto penitenziario. Roggero ha scelto di costituirsi spontaneamente, evitando l'esecuzione coattiva del provvedimento. Oltre alla reclusione, la pena accessoria prevede l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'interdizione legale per tutta la durata della pena.

Nel frattempo, la moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, ha presentato una domanda di grazia al Presidente Mattarella. A renderlo noto è stato Sergio Novani, analista processuale che coordina il collegio difensivo insieme all'avvocato Stefano Marcolini. «La domanda di grazia è stata inviata intorno alle 9.30, via Pec», ha affermato Novani, aggiungendo che contestualmente è stata depositata un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena presso l'Ufficio di sorveglianza di Torino e il Tribunale di sorveglianza. «Siamo in attesa che possano provvedere prima della carcerazione», ha spiegato, esprimendo fiducia in un intervento tempestivo.

Roggero, prima di entrare a Bollate, aveva dichiarato di sperare nella grazia: «Me l'aspetto. Ho subìto un'ingiustizia ma ho speranza. Delinquenti impuniti e risarciti, per loro è il massimo». Le sue parole hanno evidenziato un senso di amarezza verso un sistema che, a suo avviso, non tutela adeguatamente le vittime di reati. Il caso ha riacceso il dibattito pubblico sulla legittima difesa, con molti che sostengono la posizione del gioielliere, mentre altri sottolineano la necessità di rispettare le sentenze della magistratura.

La difesa di Roggero punta ora sulla richiesta di grazia, che potrebbe rappresentare l'unica via per evitare l'intera detenzione. Il Presidente Mattarella, che in passato ha concesso la grazia a personaggi come lo scafista citato da Roggero e a Nicoletta Minetti, dovrà valutare la richiesta, tenendo conto delle circostanze del caso e delle pressioni dell'opinione pubblica. La decisione potrebbe arrivare nelle prossime settimane, mentre Roggero resta rinchiuso nel carcere di Bollate, dove sconterà la pena in attesa di eventuali sviluppi.